4 tecniche per contrastare l’ansia

· 13 febbraio 2017
L'ansia è la risposta naturale del nostro corpo di fronte a situazioni considerate rischiose; il segreto è imparare a gestirla e a non lasciarci dominare.

È uno dei mali principali del nostro secolo, il più frequente sul divano dello psicoterapeuta.

Non esiste la pillola magica contro l’ansia, ma piuttosto tecniche che aiutano a controllarla e a ridurla gradualmente.

Il primo passo per affrontarla è conoscerla meglio e noi, in questo articolo, vi raccontiamo tutto.

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Senza entrare in dettagli troppo specialistici, possiamo definire l’ansia come uno stato di inquietudine che può colpire in qualsiasi momento.

Chi soffre di ansia si aspetta che un evento (negativo) si verifichi e vive quindi in un continuo stato di allerta.

Apparentemente niente lo aiuta a calmare la tachicardia, la sudorazione o l’insonnia. Gli risulta, inoltre, difficile da spiegare cosa succede dentro di sé, nonostante sia in grado di sentire lo stato di iperattivazione o di individuare in quale momento o situazione si scateni l’ansia.

Secondo la psicologia, esistono diversi tipi di ansia, tuttavia i più ricorrenti sono:

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Ansia di tratto

Appare precocemente (durante l’infanzia o l’adolescenza) ed è parte del carattere o della personalità.

Una persona che soffre di ansia di tratto agisce senza pensare, ha difficoltà ad entrare in relazione con gli altri e si sovraeccita con molta facilità. Non sa cosa significhi vivere senza provare questa sensazione, dal momento che le è stata compagna per molti anni.

Ansia di stato

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Sorge a seguito di un evento o di un situazione specifica in un soggetto abitualmente non nervoso (o comunque non nervoso al punto da considerarlo un problema).

Gli esperti indicano che l’ansia compare, evidentemente, perché la persona non dispone di altri mezzi psicologici per risolvere il problema.

Potremmo definire l’ansia di stato come la risposta eccezionale a uno stimolo, non la regola.

Entrambi i tipi di ansia possono coesistere. Com’è possibile? Ad esempio, quando un soggetto è ansioso “di natura” ma, al  verificarsi di un certo evento, sente aumentare il disagio o non riesce a tenerlo sotto controllo come vorrebbe.

Come ridurre l’ansia (senza ricorrere agli ansiolitici)

Non sono poche le persone che vorrebbero gestire gli attacchi d’ansia in modo naturale, ovvero senza ricorrere a farmaci prescritti dallo psichiatra e che possono causare dipendenza.

La buona notizia è che esistono tecniche molto interessanti, consigliate dagli stessi psicologi e che vale la pena di provare. Non perdetevele!

Capire il meccanismo

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Un fenomeno si controlla quando se ne conosce il meccanismo. È importante sapere, innanzitutto, che lo stato ansioso è una tecnica inconscia di sopravvivenza a quello che la mente considera fonte di pericolo.

La reazione fisica è attivata dal cervello per aiutarci a uscire dalla situazione contingente.

Dunque è pensare in modo logico e razionale il modo per liberarci gradualmente dall’ansia. In questo modo non soltanto affrontiamo il problema, ma togliamo importanza a quello che succede intorno a noi.

Bloccare i sintomi sul nascere faciliterà enormemente questo compito.

Non mettetevi sotto pressione

Una delle caratteristiche principali dell’ansia è che ci costringe continuamente ad agire in fretta.

Un individuo ansioso non riesce a stare tranquillo un attimo e tende a fare più cose contemporaneamente.

A casa prepara la cena, invia messaggi agli amici, da un’occhiata ai compiti del bambino, fa il bucato: tutto allo stesso tempo.

In ufficio avrà una bella quantità di finestre aperte sul computer, più attività in agenda alla stessa ora oppure si sentirà in obbligo di accettare più incarichi.

Questi sono alcuni esempi dello stile di vita di una persona ansiosa.

Ridurre il “trambusto” continuo vi servirà per suggerire al cervello di prendersi qualche momento di pausa.

Camminare più lentamente, assegnare delle priorità, prendersi cinque minuti di relax, fare il pisolino o non sovraccaricarsi di compiti sono buoni modi per ridurre lo stress.

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Respirate

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Il termine “respirare” potrebbe sembrare vago, in fondo si tratta di un’attività meccanica e inconscia. Ci riferiamo, invece, a quel tipo di respirazione che offre più vantaggi del semplice assumere ossigeno.

Respirare lentamente e profondamente serve a rilassarci e a riprendere il controllo della situazione.

Quando ci sentiamo ansiosi, la cosa migliore da fare è chiudere gli occhi e respirare più regolarmente possibile, concentrandoci sui nostri polmoni che si riempiono di aria.

Fare questo vi permetterà di riportare equilibrio nella mente e recuperare le energie necessarie ad affrontare i vostri impegni.

È altrettanto utile la meditazione, una pratica millenaria che rasserena e che fa meraviglie, soprattutto per chi vive nel caos cittadino.

Meditare è molto più che assumere la posizione del loto tenendo gli occhi chiusi. Si tratta di un percorso di crescita spirituale: diventare persone migliori. Meditare 30 – 40 minuti al giorno è sufficiente a ridurre stress e ansia.

Esistono molti esercizi di rilassamento indicati per le persone ansiose. Qualunque tecnica scelta sarà comunque di grande beneficio.

Cambiate prospettiva di fronte ai problemi

Chi si trova di fronte a un episodio di ansia forse (sul momento) non ha la capacità di analizzare quello gli sta succedendo. Una delle migliori strategie per combattere l’ansia è modificare il nostro punto di vista.

Questo significa che, invece di farsi trascinare dalle emozioni o dalle reazioni istintive, è meglio fermarsi ad analizzare gli eventi da un punto di vista più razionale.

Provate, ad esempio, a pensare che si tratta di un problema estraneo a voi. In questo modo acquisirete un punto di vista obiettivo. Vi renderete presto conto che non è necessario vivere in un continuo stato di ansia!

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