Albinismo: il commovente caso della modella Thando Hopa

6 agosto 2015

Oggi vogliamo parlarvi di una realtà non molto conosciuta. Siamo sicuri che, in più di un’occasione, avete visto una persona albina, o forse ne conoscete una. Come già sapete, l’albinismo è una malattia genetica caratterizzata da un’ipopigmentazione della pelle, degli occhi e dei capelli. Solitamente si presenta in persone e animali e, alla mancanza di melanina, si sommano gravi malattie della pelle, dovute alla sensibilità ai raggi solari.

Non è facile essere albini, ma questa alterazione genetica diventa ancora più difficile quando si vive in un continente come l’Africa. Quello che succede in Africa è denunciato dalla modella di colore Thando Hopa. È proprio lei a farsi voce di questa realtà terribile che oggi vi vogliamo raccontare.

La modella di colore Thando Hopa

albinismo

Thando Hopa ha 24 anni, e oltre ad essere modella, è un avvocato, e per questo si considera molto fortunata, perché nascere albini in Africa è una vera e propria maledizione. Studiò a Johannesburgo, dove iniziò a farsi notare per il suo fisico delicato, che brillava sotto i riflettori, e il suo portamento elegante. Thando è una delle poche modelle albine al mondo.

Forse grazie al suo successo, decise di studiare Giurisprudenza, per raccontare il dramma sociale che si verifica in Africa e che molti non conoscono.

La maledizione di nascere albini in Africa

bambino albino

Vi sorprenderà sapere che, in primo luogo, l’Africa è uno dei continenti con più albini al mondo, specialmente in Tanzania. Gli esperti non  conoscono le cause di questo fenomeno, ma si pensa che potrebbe essere dovuto alla consanguineità e alle originarie popolazioni europee che arrivarono in questa zona del continente africano. Qui, la popolazione albina supera il 15% di quella del resto del mondo.

Secondo quanto riportato da Thando Hopa, essere albini in Africa è, in primo luogo, un problema fisico e, in secondo luogo, un dramma sociale. Essendo un continente caldo, a causa dell’incidenza del sole e delle scarse risorse, molte persone soffrono di cancro alla pelle e cecità, poiché non possiedono “protezioni”; inoltre, devono far fronte al disprezzo delle persone.

Gli albini vengo chiamati “Zeru-Zeru”, ovvero, figli del diavolo o del fantasma. Si pensa che l’albinismo sia il risultato del peccato commesso dai genitori dell’albino, che hanno stabilito un patto col diavolo espressa dalla pallidezza dei figli. Per questo motivo, gli albini vengono rifiutati dalla società e molte madri li abbandonano.

Un albino vivo non vale niente, ma un albino morto vale molto. Perché? Numerose etnie, gruppi sociali africani e stregoni pensano che il sangue o gli organi di un albino abbiano proprietà magiche e curative. Con l’albinismo succede qualcosa di simile alla terribile realtà riguardante il corno del rinoceronte o le zanne d’avorio degli elefanti: si pagano ingenti somme di denaro per averle e non ci si fa nessun problema a mutilare e anche ad uccidere.

tanzania

È una triste realtà, denunciata da numerose organizzazioni umanitarie. È frequente che si presentino durante la notte gruppi di uomini armati disposti a prendere bambini e adulti albini e a mutilarli, tagliando loro braccia o gambe. Nei casi peggiori, vengono uccisi. Il loro sangue e i loro organi sono pagati tantissimo, per questo molte persone senza scrupoli non dubitano nemmeno per un istante a commettere atrocità di questo tipo.

L’albinismo in Africa è un’autentica maledizione, e persone come Thando Hopa si fanno portatrici di questo dramma; inoltre, molte organizzazioni internazionali cercano di proteggere le persone che, in Tanzania, corrono questo pericolo. Tuttavia, si sa che ogni anno muoiono molte persone albine, sia per le atrocità commesse da queste bande armate, sia per problemi di salute che non vengono trattati e curati nel modo indicato. Bruciature della pelle, ferite infette e cancro sono i principali problemi che queste persone devono affrontare.

Oggigiorno, sono molti i bambini che, ad esempio, devono imparare a vivere senza piedi e senza mani. Molti di questi non perdono il sorriso anche se, a volte, essere diversi, essere speciali, può essere la più grande maledizione in alcune società.

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