Le analisi del sangue potrebbero rivelare dove si sviluppa un tumore

7 giugno 2017
Grazie ai cambiamenti che si verificano nel DNA delle cellule moribonde che attraversa il flusso sanguigno, un semplice test potrebbe essere sufficiente ad individuare i tessuti compromessi

L’individuazione precoce di un tumore continua ad essere una delle sfide più grandi in ambito medico. Nonostante i progressi fatti dalla medicina, ci sono ancora molte difficoltà nel realizzare una diagnosi precisa quando si sospetta la presenza di questa malattia.

Attualmente, esistono esami clinici e analisi che consentono di identificare la presenza di cellule maligne, ma soprattutto nelle fasi più avanzate della malattia.

Le analisi del sangue, in particolare, sembrano essere molto efficaci perché permettono di individuare la presenza del tumore identificando il DNA rilasciato dalle cellule tumorali che muoiono.

Tuttavia, si tratta di un test molto generico, perché non consente di capire con precisione dove si trova il tumore.

Sorprendentemente, questa situazione potrebbe essere sul punto di cambiare grazie ai nuovi progressi raggiunti da un gruppo di bioingegneri dell’Università della California a San Diego (Stati Uniti).

Gli esperti sono riusciti a sviluppare un tipo di analisi del sangue che, oltre ad individuare il tumore, localizzano il luogo in cui si sta sviluppando la malattia.

Queste nuove analisi consentirebbero di realizzare una diagnosi tempestiva e potrebbero evitare il ricorso a procedimenti chirurgici invasivi.

La ricerca

I bioingegneri dell’Università della California di San Diego hanno sviluppato un nuovo test del sangue che, a differenza di quelli già esistenti, potrebbe aiutare ad individuare il cancro in maniera più precoce e precisa.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature Genetics. Tra questi, viene sottolineata l’importanza di queste analisi nella lotta contro questa pericolosa malattia.

Gli studiosi hanno riscontrato che quando un tumore comincia ad estendersi in una determinata parte del corpo, compete con le cellule sane per avere spazio e nutrienti, causandone la morte.

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Il DNA delle cellule moribonde attraversa il flusso sanguigno, il che potrebbe aiutare a facilitare l’individuazione dei tessuti sotto attacco.

Più concretamente, è stata trovata una stringa di DNA fondamentale per individuare dove si sta sviluppando il tumore: gli aplotipi di metilazione CpG all’interno delle molecole di DNA.

Ogni tessuto del corpo può essere identificato grazie al blocco unico degli aplotipi di metilazione.

Kun Zhang, professore della facoltà di Ingegneria dell’Università della California a San Diego e responsabile principale del lavoro, dichiara:

Abbiamo fatto questa scoperta per caso. Stavamo cercando cellule tumorali per verificarne la provenienza, ma abbiamo notato anche segnali di altre cellule.

Ci siamo resi conto che, integrando i due segnali, avremmo potuto determinare la presenza o l’assenza del tumore e il luogo in cui si stava sviluppando.

Per verificare il metodo, i ricercatori hanno creato un database che includeva tutti i modelli di metilazione CpG di tessuti di organi come:

  • Fegato
  • Intestino
  • Colon
  • Polmoni
  • Cervello
  • Reni
  • Milza
  • Pancreas
  • Sangue

I pazienti del Moores Cancer Center dell’Università della California, inoltre, sono stati sottoposti ad analisi tumorali e sanguigne per identificare marcatori genetici specifici della malattia.

I test dei pazienti con e senza tumore sono stati analizzati in cerca di segnali di marcatori tumorali e di modelli di metilazione dei tessuti.

Questa combinazione è necessaria per ottenere una risposta negativa, dunque gli esperti hanno catalogato questo tipo di analisi come un processo di doppia autenticazione.

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Nonostante i risultati, l’équipe di ricercatori ha preferito mostrarsi prudente e considerare questo test una prova di concetto.

“Abbiamo bisogno di lavorare con oncologi per ottimizzare e raffinare il metodo prima di passare ai test clinici”, ha affermato Zhang.

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