Il coraggio di chi rimette insieme i propri pezzi da solo

21 giugno 2017
Ognuno di noi è coraggioso a modo proprio, infatti abbiamo dovuto superare momenti difficili e schivare pietre durante il nostro percorso che ci hanno fatto diventare chi siamo adesso.

Le persone coraggiose non sempre fanno notizia. Il mondo, però, è pieno di eroi anonimi, di sconosciuti protagonisti di autentiche gesta nel contrapporsi da soli alle avversità.

Tutti conosciamo qualcuno che ammiriamo perché ha superato in modo incredibile un avvenimento traumatico, una malattia, una perdita, una separazione, un incidente o un momento delicato e difficile da spiegare.

Magari siamo proprio noi che, non molto tempo fa, abbiamo avuto un’esperienza simile. Abbiamo rimesso insieme i nostri pezzi e, poco a poco, ci siamo ricostruiti incollando ogni pezzetto con speranza e coraggio.

Ciò che si apprende in questi momenti non possiamo trarlo da un libro né da un corso sulla crescita personale. Ci sono determinate conoscenze che vengono acquisite per forza, senza possibilità di scelta.

Ve ne parliamo in questo articolo.

Siamo più coraggiosi di quello che pensiamo

Il nostro cervello si oppone al cambiamento. Non amiamo gli imprevisti né i cambiamenti nella nostra vita.

Tuttavia, e anche se ci sembra difficile da credere, disponiamo di molti strumenti psicologici per affrontare le difficoltà. 

  • Il nostro istinto naturale garantisce la nostra sopravvivenza. Per questo, anche se passiamo periodi in cui le emozioni negative ci invadono, esiste una bussola interna che ci spinge e ci guida a recuperare il cammino, l’equilibrio e la forza.
  • Il problema che abbiamo, spesso, è che non ci permettiamo di essere vulnerabili.
  • Sentirci feriti o delusi per una perdita o un tradimento ci può far sentire deboli e privi dell’energia utile a recuperarci.
  • Dobbiamo avere, però, sempre ben chiara una cosa: è necessario abbracciare la propria vulnerabilità per poter riuscire ad essere forti.
  • Assumere ciò che è accaduto e accettare il nostro dolore è essenziale per favorire la nostra futura guarigione.

Chi resiste, chi non vuole accettare quanto successo ed è incapace di sentire la propria vulnerabilità impiegherà più tempo.

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Ricomporsi: un processo che non dipende solo dal tempo

Indipendentemente da ciò che ci hanno fatto credere, il tempo, di per sé, non cura tutto. In effetti a volte può anche intensificare il dolore o far nascere qualche disturbo affettivo.

  • L’autentica cura arriva con il coraggio di chi accetta, perdona e mostra la volontà di andare avanti ed essere felice.
  • Il tempo non risolve tutti i problemi, né agisce come sedante o farmaco contro la sofferenza.
  • Il nostro atteggiamento ci permette di comprendere che non potremo mai dimenticare determinate cose. È possibile, però, convivere con questi fatti e andare avanti nonostante tutto.

Il passare del tempo non è che un alleato per chi lotta, per chi decide di aprirsi nuovamente al mondo nonostante le ferite interne e avendo appreso da tutto ciò che è successo.

Ci sono battaglie che dobbiamo affrontare in solitudine

Quando dobbiamo superare situazioni difficili, l’aiuto emotivo e sociale delle persone a cui vogliamo bene si rileva fondamentale.

Bisogna però aver ben chiaro che siamo noi stessi a dover reagire, da noi dipende la volontà, il prendersi cura di noi esattamente come meritiamo ed innescare i meccanismi per il cambiamento verso il raggiungimento del benessere e dell’equilibrio.

Magari vi sembrerà un po’ duro e desolante, ma affrontare una depressione, il dolore di una perdita o di un tradimento è un atto solitario, un processo che porta un nome proprio: il nostro.

Nessuno può piangere per noi, nessuno può iniettarci forza per farci alzare ogni giorno, per farci cambiare abitudini…

Ci possono incoraggiare, guidare e orientare, ma la responsabilità è sempre la nostra.

Le avversità insegnano, ma la vita non è sofferenza, bensì ricerca della felicità

Un’altra idea molto comune è che “chi non ha sofferto, non ha ancora imparato a vivere” o anche che “per essere davvero felici, bisogna prima conoscere le avversità”.

  • Nessuna di queste due cose è vera. La sofferenza non è la norma. In effetti nessuno dovrebbe affrontare un’esperienza traumatica per sapere cos’è il benessere o la soddisfazione personale.
  • Ognuno ha la propria storia e dispone di un bagaglio di esperienze unico ed eccezionale. Da esso proviene la propria saggezza e la propria essenza personale.
  • Ognuno di noi è stato coraggioso a modo suo. Magari perché ha trovato la strada più agevole o perché ha superato momenti difficili che lo hanno trasformato nella persona che è adesso: una persona più forte, concentrata, felice e matura.

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Da tutto in questa vita si apprende, sia nei momenti di calma e felicità sia in quelli di caos emotivo.

L’importante è sentirci orgogliosi di tutto quello che abbiamo ottenuto e degni di tutto quello che possediamo, che ci definisce e che dà forma alla bella persona che oggi si riflette sul nostro specchio: noi stessi.

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