Soffrite di reflusso gastroesofageo senza saperlo?

26 ottobre 2015
Per prevenire il reflusso gastroesofageo, disturbo occasionale o abituale, è molto importante mantenere una dieta sana, evitare di mangiare fuori pasto e tenersi lontani dallo stress.

Il reflusso gastroesofageo, un disturbo digestivo sempre più frequente, è caratterizzato da bruciore e senso di malessere, localizzato sia nello stomaco che nell’esofago. Quasi sempre i sintomi compaiono subito dopo aver bevuto o mangiato.

Alcune persone soffrono di questo disturbo senza saperlo. Scopritene in questo articolo i sintomi e come curarlo con trattamenti naturali.

Cosa vuol dire soffrire di “reflusso gastroesofageo”?

Per capire in che cosa consiste questo problema digestivo, cominciamo ad analizzare le parole che ne compongono il nome.

“Reflusso” significa flusso che ritorna indietro. Quando l’organismo è sano, dopo mangiato, i muscoli e gli acidi avviano il processo digestivo. Durante questo processo, la porta situata all’ingresso dello stomaco si chiude, per evitare che i suoi liquidi irritanti fuoriescano andando ad irritare l’esofago.

Quando si soffre di reflusso, questo meccanismo non avviene in modo corretto. La porta non si chiude bene e si apre, lasciando passare i succhi gastrici. Insieme a questi anche parte degli alimenti.

Per avere un’idea più precisa, pensate a quando avete dovuto vomitare. Resta un sapore e una sensazione di acido, come se bruciasse il petto e la bocca. Questo si deve al fatto che il cibo è ritornato nella gola dallo stomaco con i suoi succhi acidi.

Tornando al reflusso, se la persona ne soffre più volte al mese o addirittura alla settimana, si parla di reflusso gastroesofageo o MRGE.

Leggete anche: Consigli per ridurre il reflusso gastrico

Cosa provoca il reflusso gastroesofageo?

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Tra le cause di questo problema, che fa la sua comparsa dopo aver mangiato (poco o tanto che sia), troviamo:

  • Presenza di ernia iatale, che preme la parte superiore dello stomaco e debilita lo sfintere esofageo, facilitando la fuoriuscita di succo gastrico.
  • Ingestione di alcuni medicinali come l’aspirina, gli anticolinergici, i farmaci contro la pressione alta, i broncodilatatori o la dopamina. Ognuno di essi esercita una diversa azione sull’esofago e sullo stomaco.
  • Errate abitudini a tavola come, ad esempio, mangiare troppo abbondante o fuori pasto, consumare alimenti molto piccanti o irritanti, basare la propria dieta su alimenti troppo elaborati o da fast food.
  • Gravidanza. Molte donne soffrono di questo problema unicamente durante la gestazione: il peso del bambino sullo stomaco fa sì che la porta dell’esofago si apra più facilmente. Ciò nonostante, bisogna prestare attenzione, perché questa disfunzione potrebbe continuare anche dopo il parto.
  • Sovrappeso. Succede qualcosa di simile alla situazione delle donne in gravidanza. Gli alimenti ingeriti e il grasso addominale aumentano la pressione sullo stomaco e obbligano il cibo a ritornare nell’esofago.
  • Lo stress, l’ansia e il nervosismo. Queste situazioni favoriscono la tensione dello stomaco che perde il suo equilibrio.

I sintomi più frequenti del reflusso gastroesofageo sono:

  • Sensazione di bruciore o dolore allo sterno (pirosi).
  • Rigurgito (il cibo ritorna alla bocca).
  • Difficoltà nella deglutizione.
  • Dolore toracico non cardiaco (si può confondere con l’infarto del miocardio).
  • Eruttazioni.
  • Sensazione di pesantezza dopo aver mangiato.
  • Nausea
  • Singhiozzo.
  • Fastidio alla gola (laringe e faringe).
  • Afonia.
  • Sensazione di avere un corpo estraneo nella gola.
  • Tosse notturna.
  • Broncocostrizione.
  • Emorragie interne.
  • Anemia.

Come curare il reflusso gastroesofageo in modo naturale?

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È molto importante condurre uno stile di vita sano, soprattutto a tavola. Per questo è indispensabile eliminare:

  • Caffè
  • Bibite dolci
  • Cioccolato
  • Salsa di pomodoro
  • Bevande alcoliche
  • Aceto
  • Grassi di origine animale e insaccati
  • Condimenti molto speziati
  • Pepe
  • Peperoncino
  • Senape
  • Latte e latticini

Occorre anche ricordare che per ridurre o prevenire il reflusso è importante:

  • Non fare attività fisica dopo i pasti (meglio riposare seduti, al massimo, fare una piccola passeggiata).
  • Non andare a letto subito dopo aver mangiato.
  • Non piegarsi dopo aver mangiato.
  • Non mangiare frettolosamente.
  • Non sollevare oggetti pesanti dopo i pasti.
  • Masticare bene ogni boccone.
  • Non discutere o parlare troppo a tavola.
  • Non ingerire cibo quando si è arrabbiati o turbati.
  • Non bere bevande o succhi di frutta freddi e zuccherati duranti i pasti.
  • Evitare di fumare.
  • Cenare presto e in modo leggero.
  • Non portare cinture o vestiti che stringano troppo lo stomaco.
  • Cercare di ridurre il sovrappeso.
  • Praticare yoga o meditazione.

Alimenti consigliati a chi soffre di reflusso gastroesofageo

  • Insalate fresche
  • Succhi di frutta naturali
  • Latte vegetale (riso, avena, mandorla o miglio)
  • Probiotici (yogurt o kefir)
  • Miele
  • Frutta secca
  • Tisane alle erbe (soprattutto radice di consolida, ruta o genziana)
  • Cardamomo
  • Zenzero
  • Basilico

Rimedi naturali per il reflusso gastroesofageo

Quando sentite arrivare un “attacco” di reflusso, non esitate a consumare:

Aceto di mele

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Mescolate un cucchiaio di aceto di mele (15 ml) in un bicchiere di acqua (200 ml). Bevete prima di mangiare per calmare lo stomaco e favorire la digestione. Funziona anche se bevuto dopo i pasti.

Bicarbonato di sodio

È un composto dalle mille proprietà. In questo caso, funziona da antiacido naturale, allevia il mal di stomaco, la gastrite e il reflusso. Sciogliete un cucchiaio di bicarbonato in un bicchiere d’acqua e bevete prima che cominci a fare le bolle.

Per conoscere le virtù del bicarbonato leggete: Impieghi meravigliosi del bicarbonato di sodio

Succo di aloe vera

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Non avete ancora in casa una pianta di aloe vera? Cosa aspettate! Si tratta di un prodotto naturale che cura molti disturbi. Nel caso di reflusso, il suo succo vi sarà di grande aiuto.

Diluite il contenuto di una foglia (circa 30 grammi) in ½ bicchiere d’acqua (100 ml). Bevete quando sentite comparire i sintomi.

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