Trovata la fonte fisica della depressione

16 febbraio 2017
E se la possibilità di soffrire di depressione fosse determinata da fattori interni? Secondo un recente studio, è possibile che vi siano diverse connettività cerebrali che favoriscano questo stato. 

Una nuova scoperta scientifica potrebbe aver trovato la fonte fisica della depressione nel cervello. Tale scoperta potrebbe dare origine a teorie che potranno cambiare il modo di trattare e percepire questa malattia. Si tratterebbe di un enorme passo avanti nella comprensione della depressione.

Alcuni studi condotti dall’Università di Warwick nel Regno Unito e dall’Università di Fudan in Cina hanno dimostrato che la depressione colpisce la corteccia orbitofrontale laterale.

Questa parte del cervello si attiva quando si subisce una punizione o non si ricevono ricompense. Per questo motivo, si crede che la depressione possa essere associata con la sensazione di non ricevere ciò che si merita.

Un importante studio contro la depressione

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La professoressa Feng, autrice dello studio, ha affermato:

“Almeno una persona su dieci soffre di depressione nel corso della sua vita. Una malattia così comune oggi che possiamo persino trovare resti di Prozac nell’acqua che scorre dai rubinetti di Londra.

Questa scoperta, combinata ai dati raccolti nel mondo e ai nuovi metodi, ha permesso di individuare la radice della depressione.

Ciò può segnare la strada verso la scoperta di trattamenti terapeutici migliori in un futuro non troppo lontano”.

Dati dello studio

maschera

I ricercatori hanno ottenuto importanti informazioni scannerizzando il cervello di 909 persone in Cina tramite una risonanza magnetica ad alta precisione.

A 421 di questi pazienti è stato diagnosticato uno stato depressivo, mentre gli altri 488 fungevano da gruppo di controllo.

Grazie a questa tecnica, è stato possibile dimostrare l’attività delle connessioni tra le diverse parti del cervello umano colpite da depressione, ovvero la corteccia orbitofrontale mediale e quella laterale.

La corteccia orbitofrontale laterale, associata alla non ricompensa, ha mostrato una connettività più forte nel gruppo affetto da depressione.

Le scoperte riguardanti il modo in cui la depressione si relaziona alle diverse connettività funzionali della corteccia orbitofrontale saranno di grande utilità per l’elaborazione di nuovi trattamenti.

Non dimenticate di leggere: Cosa non dire a chi soffre di depressione

Le fonti della depressione

Quest’importante ricerca ha dimostrato che questa parte del cervello, la corteccia orbitofrontale, si attiva quando si subisce una punizione o non si ottiene la ricompensa desiderata.

Per questo motivo, si crede che la depressione possa essere associata a questo tipo di percezioni.

La scoperta potrebbe condurre a provare nuove strade nel modo in cui trattiamo e percepiamo questa malattia mentale.

Allo stesso tempo, si stanno compiendo importanti passi avanti per comprendere la causa fisica della depressione.

Fattori che incidono sulla depressione

depressione

Non è stata individuata una causa unica della depressione. Ci sono persone che hanno più probabilità di soffrine di altre.

Esistono, dunque, diverse teorie che cercano di spiegare questa predisposizione:

  • Ereditarietà: esiste un maggior rischio di soffrire di depressione clinica quando ci sono precedenti in famiglia. È possibile aver ereditato una predisposizione biologica.
  • Fattori biochimici: è stato dimostrato che la biochimica del cervello svolge un ruolo molto importante nei disturbi depressivi.  Le persone con depressioni gravi soffrono di solito di squilibri di certe sostanze chimiche nel cervello, ovvero i neurotrasmettitori.

È vero, inoltre, che i modelli del sonno sono spessi diversi nelle persone che hanno gravi disturbi depressivi. La depressione può essere indotta o alleviata con certi farmaci e alcuni ormoni possono alterare gli stati d’animo.

  • L’incidenza nella depressione in situazioni stressanti: la morte di un familiare molto vicino, di un amico, una malattia cronica, problemi personali, difficoltà economiche, un divorzio, ecc. Tali situazioni possono essere causa di episodi depressivi e, se continui nel tempo, possono sfociare in una depressione clinica.
  • Disordine affettivo stagionale (SAD, la sua sigla inglese) o depressione stagionale: è stato dimostrato che ci sono persone che sviluppano uno stato depressivo solo durante l’inverno, quando i giorni diventano più corti.

Probabilmente la diminuzione delle ore di luce altera gli equilibri di alcuni composti chimici, scatenando i sintomi della depressione.

Volete saperne di più? Leggete: 8 cose da fare per mantenere il vostro cervello in forma

  • Personalità: le persone che hanno schemi mentali negativi, bassa autostima, sensazione di mancanza di controllo sulle circostanze della vita e tendenza a preoccuparsi troppo sono più propense a soffrire di depressione.

I modelli di pensiero negativo si stabiliscono di solito durante l’infanzia o l’adolescenza e delineano nel tempo una personalità negativa.

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