Come reagisce il cervello all’assenza di zucchero

Smettendo di assumere zuccheri, è possibile sperimentare una sindrome di astinenza. Nonostante ciò, il nostro corpo comincerà ad ottenere energia dai grassi, impedendone l'accumulo e favorendo la nostra salute generale
Come reagisce il cervello all’assenza di zucchero

Siamo esseri davvero affascinanti. Possiamo contare su una mente privilegiata capace di realizzare operazioni davvero complesse, anche se noi le giudichiamo del tutto normali per il semplice fatto di ripeterle tutti i giorni.

I pensieri, le emozioni e i sentimenti si annidano nella nostra mente creando uno spazio a cui solo noi abbiamo accesso.

Tuttavia, nonostante questa percezione immateriale che abbiamo della mente, essa funziona grazie a una complessa struttura fisica che la sostiene: il nostro cervello. 

Il funzionamento di questo organo dipende dalla quantità e dal tipo di principi nutritivi che lo raggiungono. Ebbene, in questo articolo ci occuperemo di capire come viene influenzato il nostro cervello dalla riduzione o sospensione del consumo di zucchero.

In un certo senso, è praticamente impossibile eliminare del tutto il consumo di zucchero perché, anche se in diverse quantità, esso si trova in molti degli alimenti che compongono la nostra dieta base, sia per conservare meglio l’alimento stesso sia per dargli un sapore molto più gustoso.

Leggete anche: Zucchero, perché bisogna eliminarlo?

zucchero

Lo zucchero: una sostanza che crea dipendenza

Sappiamo sempre di più su come si comporta il nostro cervello, soprattutto in quei campi in cui la conoscenza può avere una chiara applicazione pratica. Per questo motivo, uno dei settori in cui si è avanzato maggiormente è quello dello studio delle dipendenze.

Sappiamo che lo zucchero agisce attivando gli stessi circuiti neuronali di altre sostanze nocive che si adattano al prototipo e all’immagine che abbiamo delle droghe comuni. Di fatto, le persone che decidono deliberatamente di eliminare lo zucchero dalla loro dieta trovano l’esperienza particolarmente difficile all’inizio.

In primo luogo, si accorgono  che molti degli alimenti che normalmente mangiavano non potranno più far parte della loro dieta, infatti la lista degli alimenti proibiti risulta essere molto più lunga di quanto si possa sospettare al principio.

Molti elaborati che potrebbero prescindere dallo zucchero, in realtà non lo fanno perché la coscienza collettiva dei danni che può provocare questa sostanza è per molto tempo stata praticamente nulla. La conseguenza è che se leggiamo nelle etichette dei prodotti che abbiamo in casa la parola “zuccheri”, non ci preoccupiamo più di tanto.

Per questo motivo, le aziende alimentari aggiungono lo zucchero senza pensarci due volte, rendendo più gustoso il sapore dei loro prodotti a un costo molto basso. In altre parole, hanno molti motivi per aggiungere lo zucchero e praticamente nessuno per toglierlo.

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Un’altra difficoltà della rinuncia allo zucchero, è che si tratta di un ingrediente e non di un alimento in sé. Ciò significa che potremmo dover rinunciare a quel caffè che prendiamo di mattina e che ci piace tanto proprio grazie alla presenza di questo magico componente.

Infine, mettendo da parte le difficoltà di rivoluzionare completamente la lista della spesa, le persone che hanno deciso di seguire una dieta priva di zucchero hanno spesso sperimentato una sorta di “crisi di astinenza” e il loro corpo ha cominciato a protestare e ad esigerne la sua dose quotidiana.

Per alleviare tale crisi, alcuni hanno optato per incrementare la dose di carboidrati ingeriti, cercando di attenuare in qualche modo la perdita calorica che presuppone la rinuncia totale agli zuccheri.

In questo senso, sono stati realizzati diversi studi ed esperimenti con i topi. Lo schema tipico di questi esperimenti  è quello di seguire il protocollo di facilitazione-privazione. Per un dato periodo venne somministrata una soluzione zuccherata, e successivamente questa venne ritirata.

Durante il periodo in cui la soluzione veniva ritirata, i ricercatori osservarono nei topi diversi sintomi fisici: zampe tremanti, movimenti della testa e denti che battevano. A livello motorio, inoltre, si osservò una significativa riduzione di mobilità. 

Cosa fa lo zucchero al nostro cervello?

La risposta è chiara: nell’istante in cui lo assumiamo, produce piacere. Il caffè zuccherato, il quadratino di cioccolato o la torta di mele, inducono il nostro nucleus accumbens a secernere dopamina in grandi quantità.

Ci dice: “Com’è buono questo”, e crea un ricordo intenso della sensazione ottenuta. Di conseguenza, fa crescere in noi la voglia di ripetere l’esperienza quando ci avviciniamo a questi alimenti.

Come dicevamo, lo zucchero causa dipendenza, esattamente come succede con altre droghe. Ci fa liberare una quantità di dopamina superiore a quella che raccolgono i recettori.

Questa dopamina rimane negli spazi interneuronali, facendo aumentare la linea di base e richiedendo una quantità di dopamina ogni volta maggiore per ottenere lo stesso effetto.

Vi consigliamo di leggere: 8 cose da fare per mantenere il vostro cervello in forma

Oggi diversi studi confermano che la quantità di zuccheri che ingeriamo giornalmente è 10 volte superiore a quella consigliata.

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Cosa succede se riduciamo il consumo di zucchero?

Diminuisce l’accumulo di grasso

La diminuzione del consumo di zucchero fa abituare il nostro corpo ad ottenere energia da altre fonti, come il grasso. Usandolo, eviteremo che si accumuli.

Il sistema circolatorio si rafforza

Gli studi ci dicono che l’eccesso di zucchero fa aumentare il rischio di soffrire di malattie cardiache.

La sensazione di sazietà arriva prima

La diminuzione del consumo di zucchero porta ad ingerire alimenti con un maggior potere saziante e che, in proporzione, sono meno calorici.

Ci si protegge dal cancro

Ci sono diversi studi che sottolineano come gli zuccheri nell’intestino favoriscano  la formazione di un ormone endocrino chiamato peptide inibitorio gastrico (GIP). Questo ormone fa innalzare i livelli di insulina che vengono rilasciati nel pancreas, cosa che aumenta la possibilità di formazione di cellule cancerogene.

Ci si prende cura della salute epatica

Un eccesso di zuccheri, come il fruttosio e il glucosio, può avere effetti tossici per il fegato, simili a quelli provocati dall’alcol.

Migliora l’attenzione, la memoria e la capacità reattiva

Lo zucchero rallenta il nostro rendimento cognitivo e deteriora le nostre capacità psicologiche.

La velocità di invecchiamento del sistema nervoso diminuisce

A questo sistema piace molto lo zucchero, dunque se non lo alimentiamo in eccesso, la sua crescita sarà più graduale. Inoltre, lo abitueremo a funzionare con lo stesso rendimento, ma consumando meno risorse.

Vivere “senza” o “con meno” zucchero non è una cosa semplice. Se ci proviamo, il nostro corpo si ribellerà; ma se persistiamo, a lungo andare sperimenteremo tutti i benefici di condurre una vita con un livello di zuccheri sotto controllo.

Da questo punto di vista, possiamo dire che molti dolci possono risultare “amari”.