Apprezzo la gente che sa di dover essere umile per essere grande

3 novembre 2016
Essere umili vuol dire saper essere simpatici e rispettosi e non sottostare agli altri. Si tratta di un concetto pratico e non vale conoscere solo la teoria: bisogna dare l'esempio

Essere umile è più che una virtù, è un valore che tutti dovremmo mettere in pratica e trasmettere ai nostri figli. Al giorno d’oggi sembra che molti confondano la “grandezza” personale con il potere, vincolato all’egoismo.

Vi è un interessante proverbio arabo che recita “nasciamo creature innocenti per poi divenire cammelli, in seguito leoni e, infine, torniamo ad essere bambini”.

L’essere umano realizza un complesso viaggio personale durante il quale, a volte, aspira ad ottenere forza e potere, a divenire un “leone”.

In seguito, finiamo per scoprire che l’autentico valore risiede nell’anima più innocente che è capace di vedere la vita con una punta di saggezza e un vasto oceano di umiltà.  

Non è propriamente facile applicare il concetto di umiltà alla nostra vita quotidiana. Richiede piccoli cambiamenti ed altri approcci che, senza dubbio, ci permetteranno di vivere con maggiore armonia.

Vi invitiamo a riflettere al riguardo.

Apprezzo chi sa essere umile, chi sa che essere grande non vuol dire calpestare gli altri

C’è chi concepisce la parola “umiltà” come senso di carenza, di chi fa un voto di povertà per dare tutto al prossimo.

Altri, invece, di solito associano l’umiltà a quella corrente spirituale in cui Budda ci ricorda la necessità di essere nobili di cuore, di disfarci dei beni materiali e di aggrapparci alle persone per essere più liberi, più integri, più rispettosi.

Non bisogna cercare spiegazioni complesse a una cosa così semplice, così elementare. Essere umile non vuol dire essere povero né perseguire una determinata religione, corrente o pratica spirituale.

Si tratta di senso comune: umiltà vuol dire non credersi superiori a nessuno.

Umiltà è credere nella reciprocità e metterla in atto. Al di sopra di ogni cosa, l’umiltà non si predica, si pratica.

Approfondiamo un po’ di più questo concetto.

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Chi predica e non agisce

Tutti conosciamo qualche personaggio pubblico, politico o grandi imprenditori che predicano il bisogno di aiutare i meno fortunati, di condividere, di favorire ambienti più rispettosi e con maggiori opportunità.

Predicano grandi virtù che, in seguito, non realizzano in privato (manodopera economica in altri paesi e in pessime condizioni, sfruttamento lavorativo e livello di vita che non corrisponde a quello difeso pubblicamente).

Non è necessario pensare alle alte sfere. A livello personale, tutti abbiamo quegli amici o familiari che parlano di quanto fanno per gli altri, di tutto quello a cui hanno dovuto rinunciare…

Parlano delle loro grandezze personali, ma, in realtà, hanno offerto solo infelicità ai loro parenti più prossimi.

È necessario riflettere al riguardo e tenerlo in considerazione. Ogni parola che diciamo a voce alta deve corrispondere ai nostri comportamenti. Dobbiamo agire con consapevolezza e coerenza.

Dunque, la persona umile di cuore è colei che davvero può “distillare” questa nobiltà d’azione, di parola e di intenzione grazie alla quale ci sentiamo davvero protetti, rispettati ed ispirati dal suo comportamento.

L’umiltà può essere appresa

La psicologia positiva, con a capo lo psicologo Martin Seligman, intende e vede nell’umiltà un fattore indispensabile capace di favorire la felicità nelle nostre vite.

Non possiamo dimenticare che la psicologia positiva è sorta come chiara necessità di apportare all’essere umano adeguate strategie con cui costruire il proprio benessere.

Per molto tempo la psicologia era orientata a dare risposta alle malattie, a curare l’elemento patologico, etc.

Tuttavia, grazia a Martin Seligman, fu fomentato questo necessario cambiamento di vedute, in cui venivamo invitati a “riflettere” sulla felicità, sull’allegria, sull’ottimismo…

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Sono tutte dimensioni che possiamo imparare. Per avere una vita più integra e più equilibrata, la cosa migliore è accettare ed adottare determinate condotte in cui l’umiltà sia implicita.

Eccovi alcune semplici strategie al riguardo:

  • Riconoscere i propri errori e avere la maturità emotiva di correggerli per favorire non solo il proprio benessere e la propria crescita, ma fare in modo che con il proprio cambiamento, apporti anche felicità a chi ci circonda.
  • Imparare a valorizzare quello che è importante nella vita. L’amore, l’amicizia, l’affetto, il senso dell’umorismo, l’empatia o la curiosità daranno la felicità che si cerca.
  • Non credersi superiore o inferiore a nessuno, altrimenti gli altri ci eviteranno.
  • Apprezzare le cose più semplici ed elementari che ci circondano. Concentrarsi sul “qui e ora”, osservare, guardare chi c’è attorno a noi e cercare di imparare da tutto quello che ci avvolge, persone incluse.
  • Essere un buon modello per i propri figli, insegnando loro ad essere umili, a comprendere le loro emozioni, ad interagire con rispetto con i loro simili.
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