Come evitare di mangiare quando si è tristi

2 luglio 2017
Quando la fame scaturisce dalle emozioni, si tende a mangiare smisuratamente senza sentirsi mai del tutto sazi. La cosa peggiore è che, in questi casi, gli alimenti privilegiati sono quelli ad alto contenuto calorico

Non è solo da film la classica scena della ragazza a letto che piange davanti al televisore con una vaschetta di gelato.

Sebbene, nel vostro caso, la situazione potrebbe essere diversa, in quanto scegliete altri cibi ed uno scenario diverso per affogare i vostri dispiaceri, è un dato di fatto che si tende ad abbuffarsi quando ci si sente depressi, tristi o sopraffatti. 

In questi casi, come si può evitare di mangiare? Ve lo spiegheremo in quest’articolo.

Mangiare quando si è psicologicamente turbati

Quando si è stressati, si mangia; quando si è tristi, si mangia; quando si è ansiosi, si mangia. Ma perché accade?

Gli esseri umani tendono a rifugiarsi nel cibo quando hanno qualche problema. Questo atteggiamento, apparentemente normale, si trasforma in un’abitudine dannosa dalla quale non è facile uscire.

Non è bene dipendere dal cibo per soddisfare i dispiaceri. Si dovrebbe mangiare solo ed esclusivamente quando il corpo lo richiede da un punto di vista fisiologico e non psicologico.

Se lo stomaco brontola, significa che abbiamo fame e, in quel caso, bisogna mettere qualcosa sotto i denti. A volte, però, questo stimolo viene provocato dalla mente condizionata dalle emozioni, in quanto entrambe sono abituate a ricevere una ricompensa veloce.

Il sollievo immediato, offerto dal cibo, potrebbe essere una lama a doppio taglio in quanto si arriva ad una vera e propria dipendenza, proprio come accade con le droghe.

L’atto del mangiare, dunque, dovrebbe essere regolato dall’appetito e non dalle emozioni o dallo stato d’animo.

La cosa grave è che non sempre si riesce a distinguere quando si tratta di un bisogno fisiologico e quando, invece, di un capriccio del cervello che, subito dopo i pasti, produce delle sostanze relazionate al piacere.

Proprio per questo la mente sarà sempre alla ricerca di una ricompensa simile. Siccome quest’ultima la trova nel cibo, avrete sempre fame anche se avete appena finito di mangiare.

Quando siamo sopraffatti da emozioni negative, tendiamo a mangiare (per esempio, il cioccolato quando si è tristi o dei biscotti quando si è ansiosi). Solo in questo modo il cervello viene soddisfatto ed è proprio allora che si crea un’abitudine difficile da cambiare.

Leggete anche: Camminare modifica il cervello quando si soffre di depressione

Consigli per non mangiare quando si è turbati psicologicamente

Ognuno di noi ricorre a quello che gli psicologi chiamano “cibo consolatore”, ovvero quegli alimenti che scegliamo in determinati momenti e quando veniamo sovrastati da determinate emozioni.

Per esempio, quando litighiamo con il nostro partner, mangiamo cioccolato; quando siamo ansiosi o annoiati, patatine fritte; quando siamo depressi, gelato e biscotti.

Non vi incuriosisce il fatto che nessuno scelga una carota, un pomodoro o una mela? La differenza sta nel fatto che frutta e verdura non contengono livelli elevati di grassi e, per questo, non ci soddisfano a pieno (o, per meglio dire, non soddisfano il nostro cervello).

Questo è il primo campanello d’allarme che dobbiamo tenere in considerazione per evitare di mangiare quando siamo psicologicamente turbati. 

A seguire vi daremo alcuni consigli che vi aiuteranno a cambiare quest’abitudine

Cercate di capire se avete davvero fame

Questa è la cosa più complicata di tutte ma, una volta capito se avete davvero fame, tutto il resto sarà un gioco da ragazzi.

Se prestate particolare attenzione, vi renderete conto che la tristezza vi porterà a mangiare cose che probabilmente non avreste mai mangiato in altri momenti.

La fame fisiologica è graduale, può aspettare e si adatta a qualsiasi menù. Non produce sensazioni negative perché l’unica cosa che importa è saziarsi.

Viceversa, la fame emotiva si fa sentire all’improvviso e ha bisogno di essere soddisfatta urgentemente. Provoca l’irrefrenabile desiderio di un determinato tipo di cibo, genera colpa e vergogna e non sazia mai del tutto.

Questo è un altro modo per determinare se la vostra fame non è relazionata alle quantità.

Probabilmente, quando l’appetito è fisiologico, vi sentirete sazi con meno cibo. Se, invece, è psicologico, vi trasformerete in un “pozzo senza fondo” avvertendo, in seguito, mal di stomaco, senso di vomito e sonnolenza.

Cercate di capire quando mangiate “per gola”

Badare a come vi sentite è molto importante per determinare se la vostra fame è fisiologica o meno.

Per esempio, se vi abbuffate quando non superate un esame, litigate con i vostri genitori o con il vostro partner oppure avete fatto qualcosa di sbagliato a lavoro, significa che comanda la tristezza e non il vostro stomaco.

Analizzate in maniera oggettiva quali sono i momenti in cui siete inclini al cibo senza remore. Questo vi aiuterà ad evitare la cucina e il frigorifero.

Nascondete le tentazioni

Forse questo consiglio potrebbe risultare un po’ esagerato, ma è molto efficace soprattutto all’inizio.

Se andate in cucina in cerca di una barretta di cioccolato e l’unica cosa che trovate è un’arancia, avete due opzioni: mangiare l’arancia o tornare alle vostre faccende (in realtà potreste anche andare a comprare del cioccolato, ma questo è un altro discorso).

Se avete voglia di salato e la prima cosa che vedete sono delle patatine fritte, ovviamente le mangerete.

Se, invece, a casa avete solo delle gallette di riso, non avendo altra alternativa, finirete per mangiarle. Sicuramente non sarà questo ad aiutarvi ad eliminare questa cattiva abitudine ma, almeno, avrete evitato l’aumento di peso causato da cibi poco sani. 

Leggete anche: Cosa succede al vostro corpo quando mangiate cioccolato fondente

Cercate di controllarvi

Probabilmente avrete già capito se la vostra fame scaturisce da un fattore psicologico e quando siete più proclivi a mangiare. Il prossimo passo sarà concentrarvi su altre cose e saper gestire la situazione.

Avvertirete più fame quando siete tristi, dunque dovrete essere più rigidi con voi stessi se volete vincere questa battaglia.

Potete provare realizzando attività piacevoli, o che vi facciano sentire bene, come leggere un libro, vedere un capitolo della vostra serie preferita, ascoltare musica, uscire per una passeggiata, fare shopping, praticare yoga, parlare con un’amica, etc.

Le soluzioni sono talmente tante che sarebbe impossibile elencarle tutte in quest’articolo. Voi siete gli unici a sapere quello che vi fa star bene e che vi rende felici (che non sia il cibo).

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