5 fattori che solo chi soffre di endometriosi capisce

Dato che l'endometriosi diventa una malattia cronica, è importante trovare delle soluzione per minimizzarne i sintomi e sopportarla nel modo migliore possibile

Molti di voi avranno già sentito parlare di endometriosi, ma non sanno di cosa si tratta. L’endometriosi è una malattia per cui le cellule endometriali crescono al di fuori dell’utero.

Questa condizione è benigna e colpisce diverse donne nel loro periodo fertile.

Quando l’endometrio si sviluppa in maniera erronea, potrebbe raggiungere qualsiasi zona dell’addome. Possono crearsi impianti (piccole placche), noduli (grandi placche) ed endometriomi (cisti nelle ovaie).


Non è raro che le donne che ricevono una diagnosi di endometriosi all’inizio pensino si tratti di un semplice raffreddore o influenza, soprattutto nel periodo invernale.

Non appena si sentiranno affaticate e febbricitanti, dunque, daranno la colpa al clima. Tuttavia, potrebbero finire direttamente al pronto soccorso perché la febbre potrebbe raggiungere una temperatura molto alta.

In seguito, le preoccupazioni aumentano perché questa condizione rappresenta una minaccia per la vita per via della rottura dell’appendice o della pressione sui reni.

Se non avete questo problema, forse non riuscite a capire cosa significa dover convivere con l’endometriosi. Per questo motivo, vi invitiamo ad approfondirne i sintomi.

1. Crampi dolorosi

crampi

Non si sa ancora perché l’endometriosi scateni dolori così forti.

La teoria più accreditata è quella della mestruazione retrograda. Quando, ogni mese, la donna ha il ciclo, parte del sangue che esce dall’utero raggiunge la cavità pelvica che circonda gli organi riproduttori invece di fuoriuscire dal corpo.

Non si conoscono nemmeno le cause che determinano la mestruazione retrograda. In alcuni casi non sembrano esserci vincoli genetici. Si sa solo che l’endometriosi causa forti dolori.

Non si tratta solo di un dolore debilitante e serio o solo di crampi; di solito il dolore è accompagnato da:

  • Nausea
  • Vomito
  • Stitichezza
  • Mal di schiena
  • Dolore durante i rapporti sessuali
  • Perdite di sangue intermestruali

Di prassi i medici prestano particolare attenzione a questi sintomi per individuare l’endometriosi nella sua fase iniziale. Quando si riesce ad identificare il problema per tempo, è più facile preservare la fertilità di una donna.

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2. La gravidanza può essere una soluzione

La gravidanza può ridurre alcuni sintomi dell’endometriosi.

Durante questa fase, infatti, i livelli di progesterone della donna sono più elevati e, dato che l’endometriosi si alimenta di estrogeni (e questi diminuiscono), i fastidi scompaiono del tutto o quasi.

Tuttavia, la gravidanza non è una cura. Nove mesi dopo, i sintomi rifaranno la loro comparsa nella maggior parte delle donne. Inoltre, bisogna prendersi cura di un bambino.

Dobbiamo sottolineare, inoltre, che chi soffre di endometriosi potrebbe non riuscire a rimanere incinta.

La brutta notizia, infatti, è che da un terzo alla metà delle donne con endometriosi non potranno avere figli. Questo accade quando gli organi riproduttivi sono fortemente danneggiati.

3. L’isterectomia, all’improvviso, non è poi una brutta idea

Non è davvero una cura. Tuttavia, dato che l’endometriosi si trova all’esterno dell’utero, si potrebbe pensare che l’eliminazione dell’utero possa eliminare il problema.

L’isterectomia, dunque, può aiutare a ridurre il dolore, ma non solo. Con il passare del tempo, le cisti potrebbe crescere in altri organi.

Secondo l’opinione di molti specialisti, l’ideale è evitare l’isterectomia, anche se a volte risulta essere l’unico trattamento possibile. Se il vostro medico vi suggerisce questa alternativa e a voi non piace l’idea, cercate una seconda opzione, qualcosa di meno radicale.

Se volete avere figli in un determinato momento e siete affette da endometriosi, continuate a provarci. Alla fine, sottoporsi o meno all’isterectomia è una decisione personale.

Per alcune donne potrebbe essere l’opzione migliore, per altre magari no.

4. Parlare con lo specialista giusto è d’aiuto

Le donne con endometriosi vorrebbero parlare con qualcuno che sia davvero in grado di ascoltarle. Alcune non hanno tempo, ma sanno che vale la pena provare a seguire una terapia.

Purtroppo potreste trovare uno specialista poco disposto ad ascoltarvi riguardo qualcosa che va oltre il suo ambito di competenza.

Se ne avete bisogno, cercate dei gruppi di mutuo aiuto, uno psicologo o un ginecologo che vi diano un supporto più consistente. Non è mai sbagliato trovare qualcuno specializzato in endometriosi.

5. Mangiare bene e dormire a sufficienza non sono aspetti negoziabili

frutta

Dormire bene e cercare di seguire una buona alimentazione sono aspetti obbligatori se volete ridurre i sintomi dell’endometriosi. Lo sono anche se vi siete sottoposte ad un intervento chirurgico o vi hanno prescritto un trattamento a base di ormoni.

Gli esperti rivelano che in questo momento bisogna prendersi cura dell’endometriosi.

Ricordate che potete provare diverse soluzioni fino a trovare quella che vi faccia sentire meglio:

  • Terapia fisica per limitare il dolore pelvico
  • Una buona dieta antinfiammatoria
  • Agopuntura
  • Yoga

Non dimenticate nemmeno che l’attività fisica moderata aiuta a far sparire il dolore. Assicuratevi di non esagerare con gli esercizi per evitare perdite di sangue.

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Un fastidio con cui convivere tutta la vita

L’endometriosi non ha cura, purtroppo, ma la chirurgia può ridurre alcuni sintomi e anche i farmaci possono rivelarsi un valido aiuto.

Niente è più efficace di un po’ di tranquillità e di un buon riposo.