Un nuovo modo di trattare l’artrite

· 20 novembre 2016
Questo nuovo modo di trattare l’artrite darà sollievo a chi soffre di dolori cronici. Inoltre, può costituire un primo passo per la cura di questa malattia. 

L’infiammazione delle ossa viene di solito attribuita alla terza età. Tuttavia, l’artrite può fare la sua comparsa in qualsiasi momento.

Sintomi come il dolore cronico o la deformazione della struttura ossea, dunque, potrebbero accompagnarvi sin dal momento in cui si presenta la malattia, anche se avete appena 20 anni.

Non si tratta solo di un problema degli anziani, può colpire tutti indipendentemente dall’età.

Quando si soffre di tale malattia, condurre una vita normale diventa complicato perché il dolore cronico è difficile da sopportare.

Quando è molto acuto, infatti, molti pazienti finiscono per sviluppare quadri di ansia e depressione molto complessi.

Ciò avviene perché, oltre alle conseguenze fisiche dell’artrite, poche persone comprendono la sofferenza che si prova. Di conseguenza i malati si trovano in uno stato di solitudine che li porta ad una profonda tristezza.

Tale situazione diventa ancora più grave quando si diventa consapevoli del fatto che non esiste cura. 

Anche se ancora non si è trovata una soluzione definitiva, è stato scoperto un nuovo modo di trattare l’artrite in grado di ridurre l’infiammazione e migliorare la qualità di vita delle persone che convivono con questa malattia tutti i giorni.

Questa nuova cura è stata pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine.

L’università Queen Mary scopre un nuovo modo di trattare l’artrite

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Il normale protocollo, quando viene diagnosticata tale malattia, è prescrivere un farmaco. Allo stesso tempo, i dottori consigliano di integrare i farmaci con terapie alternative. 

Le più popolari sono l’omeopatia, la meditazione, l’applicazione di caldo e freddo, l’agopuntura e i massaggi. Sono tutte terapie palliative, ma in rare occasioni il dolore scompare del tutto.

Il team di ricercatori dell’università londinese ha realizzato un importante passo in avanti con il suo nuovo trattamento per l’artrite.

Fino alla presentazione del loro studio, era impossibile arrivare alla cartilagine, in cui risiede il problema. Questo gruppo di ricercatori, però, ha reso più semplice il suo raggiungimento.

Si è riusciti a raggiungerla grazie a “microvescicole” che viaggiano tra le cellule fino ad arrivare alla cartilagine. Questo sensazionale veicolo, costituito dalle microvescicole, non è altro che un insieme di strutture subcellulari di piccole dimensioni.

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Esse fanno parte delle membrane e contengono un fluido. La cosa meravigliosa è che di solito si trovano nei leucociti, che si accumulano in modo particolare nelle articolazioni dei pazienti affetti da artrite.

In questo modo, i globuli bianchi riescono a portare queste strutture insieme alle loro 300 e passa proteine fino alla cartilagine per proteggerla.

Il nuovo metodo per curare l’artrite ha ancora margini di miglioramento

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Questa nuova terapia è stata testata sui topi con grande successo. Il team londinese afferma inoltre che le opportunità che si aprono grazie alla stessa sono numerose.

Il passaggio successivo sarebbe quello di includere nelle microvescicole altri componenti, come l’omega3, per arricchire la copertura. 

Secondo Stephen Simpson, direttore dell’Arthritis Reasearch UK (centro di investigazione sull’artrite del Regno Unito) e coautore del lavoro, la scoperta ci porterà ad ideare i trattamenti più efficaci mai avuti.

Altro elemento chiave è costituito dal vantaggio della comodità della sua applicazione. I pazienti dovranno trascorrere appena un giorno in ospedale affinché la trasfusione venga praticata. 

Successivamente, potranno tornare a casa e continuare con la loro vita senza alcun ostacolo. Nel frattempo, il contenuto introdotto riabiliterà le ossa.

È una strategia che, lungi dal voler evitare la semplice presenza costante di dolori, punta a riparare le ossa.

Siamo di fronte ad un’innovazione rivoluzionaria che potrebbe aprire il passo alla creazione di una soluzione curativa. 

Intanto si è in attesa di cominciare la sperimentazione sugli esseri umani. Ci si aspetta che i risultati siano positivi come quelli ottenuti con i roditori.

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Se le aspettative verranno rispettate, saremo molto vicini alla sconfitta di una malattia che colpisce milioni di persone e che rende difficile le loro vite.

Ciò dimostra quanto sia importante investire in innovazione e salute.

Le risorse dedicate a questo campo non sono solo ottime per i malati, ma, a lungo termine, possono portare ad un grande risparmio per i sistemi sanitari, dato che sarà molto più facile prevenire e combattere le malattie.

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