Sofferenza: cosa succede nel nostro cervello quando soffriamo?

16 marzo 2015

Si dice che per imparare e crescere come persone bisogna soffrire. La sofferenza è spesso considerata la fonte della saggezza, poiché è dai nostri errori e fallimenti che impariamo. In quest’articolo cercheremo di esplorare questo tema più a fondo.

1. La sofferenza: scultrice del nostro cervello

piangere

Forse lo sapevate già, ma una sofferenza persistente durante l’intero corso della vita sottopone il nostro cervello a dei cambiamenti profondi che hanno delle ripercussioni inevitabili sulla nostra personalità. Pensiamo, per esempio, ai bambini. Pensiamo a un bambino che, fin da piccolissimo, ha ricevuto degli abusi. Non c’è niente di più distruttivo di un’infanzia dolorosa con episodi come questo. I medici e gli psichiatri dicono che la sofferenza, in questi casi, è simile a quella provata da un soldato in guerra.

Si ha una paura costante, si è sempre in stato di allerta, si soffre di troppa ansia e tristezza persistente. Tutto questo si traduce in cambiamenti a livello cerebrale e dei neurotrasmettitori. Vengono stimolate zone come l’amigdala o la corteccia insulare, zone del cervello che sono collegate alla paura e al dolore. A lungo termine, questo stimolo ha delle ripercussioni sulla nostra personalità: mancanza di fiducia, rabbia, rischio di depressione e addirittura violenza.

Ovviamente le conseguenze sono diverse per ognuno di noi, ma il rischio è alto per tutti. Pensate, per esempio, a degli episodi di violenza domestica. Alla fine, questi eccessi di sofferenza a livello cerebrale, danno origine a vulnerabilità e depressione, ma anche a rabbia e frustrazione. È ovviamente un aspetto da non dimenticare.

2. La sofferenza: maestra di vita

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La vita non è una strada pacifica che porta a una felicità garantita oppure una strada dritta senza ostacoli. Anzi, è quasi il contrario. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che la vita è costellata di emozioni dalle quali imparare e, senza ombra di dubbio, la sofferenza è uno di questi “maestri”. Infatti, è probabilmente il migliore di tutti, ma anche il più spietato.

Si dice che chi non ha sofferto non ha vissuto. Forse è un concetto un po’ esagerato, ma vale la pena tenerlo sempre a mente. Tutti dobbiamo imparare dai nostri fallimenti, dalle nostre sconfitte. Chi non impara dai propri errori non comprende cos’è la vita: un processo di apprendimento continuo. Chi non riconosce le proprie sconfitte non sarà mai capace di fare un passo avanti per poter superare queste situazioni e uscirne più forti.

La sofferenza non è piacevole, lo sappiamo, ma non deve essere trasformata in un muro che circonda la nostra vita e ci sbarra tutte le porte. La vostra autostima, la vostra forza interiore, la vostra forza di volontà sono i motori che vi fanno lottare contro la sofferenza, non scordatelo mai.

3. Liberatevi dalla sofferenza

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Non accumulate tutta la sofferenza della vostra vita senza mai affrontarla. Vivere tenendosi continuamente il dolore dentro causerà molti problemi cerebrali: alti livelli di cortisolo, alti livelli di stress, difficoltà nell’apprendere nuovi concetti, perdita di memoria… Piano piano la sofferenza ci indebolisce, togliendoci la nostra salute e il nostro equilibrio emotivo.

Se siete capaci di liberarvene, semplicemente FATELO. Se c’è qualcuno che vi fa soffrire, reagite. Se c’è qualcosa che vi opprime fino a togliervi anche il respiro, scappate o affrontatelo. Sfogatevi con le lacrime o le urla se necessario. Alzate la voce e abbattete quei muri che vi feriscono e che, di sicuro, non meritate. Perché nessuno merita di soffrire, soprattutto se in maniera persistente.

Se ne avete la possibilità, cercate la chiave della soluzione ai vostri problemi. Tutti gli sforzi ne varranno la pena e la vostra salute, senza dubbi, lo merita.

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