Bambini superdotati: 5 caratteristiche principali

Avere un figlio superdotato o con alte potenzialità rispetto alla vita in casa che a scuola è una vera sfida. Stimolare il suo potenziale e favorire i suoi rapporti sociali sono il miglior aiuto che possiamo dargli.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha calcolato che esiste circa un 2% di bambini superdotati o con elevate capacità intellettive. Possiamo dedurre che in famiglia (nel senso più ampio del termine), a scuola, nella comunità ci sono bambini dotati di capacità straordinarie.

I bambini superdotati non sempre vengono riconosciuti dal sistema educativo o da specialisti psicologi o psicopedagoghi, e ancor meno ricevono l’attenzione di cui avrebbero bisogno per stimolare e dare un input al proprio potenziale. Se in più sono bambine o se provengono da ambienti sociali poveri, risulta ancora più difficile.

Esistono anche molti miti e false credenze su questa condizione che contribuiscono a rendere questi bambini inosservati, invisibili o, ancora peggio, che vengano loro diagnosticati disturbi di cui in realtà non sono affetti, quali il deficit di attenzione (con o senza iperattività), il disturbo bipolare o la sindrome di Asperger.

Come riconoscere i bambini superdotati?

Bambino intelligente

La maggior parte degli specialisti concordano sul fatto che per sapere se un bambino è superintelligente bisogna attendere che abbia raggiunto i 5 o 6 anni d’età. Tuttavia, alcuni esperti sostengono che è possibile individuare alcuni segnali precoci di elevate capacità già tra i 2 e i 4 anni.

È anche facile confondere un alto rendimento scolastico con doti straordinarie. Sebbene un bambino superdotato sia molto intelligente, in realtà è dotato di un diverso tipo di intelligenza. Un bambino superdotato può avere voti mediocri.

Le principali caratteristiche dei bambini superdotati vengono spesso fraintese. Secondo la psicologa clinica Linda Kreger Silverman, fondatrice del Gifted Development Center di Denver, Stati Uniti, i bambini superdotati hanno le seguenti qualità:

  • Forniscono spiegazioni molto intelligenti (o molto convincenti) per non fare i compiti o per non andare a scuola.
  • Possiedono una grande capacità di inventare storie o barzellette ingegnose o giochi di parole.
  • Pongono domande e le riformulano con ingegno, mettendo in difficoltà genitori e insegnanti.
  • Si dedicano a un’attività che li appassiona.
  • Fanno cose normali in modo inusuale.
  • Sanno bene cosa è ingiusto e lottano per difendere i più deboli.
  • Riescono a mantenere la calma nei momenti di caos.
Bambino che studia

Caratteristica fondamentale: la sovraeccitazione

Educatori e psicologi spesso non riconoscono in modo corretto la sovraeccitazione dei bambini superdotati in diversi aspetti dello sviluppo; non di rado, ciò da origine a diagnosi errate.

1. Sovraeccitazione  psicomotoria

Il bambino superdotato si annoia e si muove spesso. All’apparenza ha problemi di attenzione e presenta episodi di iperattività. La sua agitazione verbale o fisica fa pensare a un disturbo di deficit di attenzione con iperattività (ADHD).

Quando il bambino è motivato da un compito da svolgere o è immerso in un’attività che lo attrae e lo affascina, raggiunge livelli di concentrazione inusuali per la sua età; si dimentica di quello che lo circonda.

Può anche sentirsi frustrato quando non riesce a raggiungere l’obiettivo che si era prefissato e questa è un’emozione che dobbiamo insegnargli a gestire.

2. Sovraeccitazione intellettiva

I bambini superdotati hanno una curiosità vorace. A volte riversano tutta la loro energia su un unico tema, ossessionandosi con esso.

Bambino che gioca

Questo interesse unico per determinati argomenti e la loro curiosità vorace può ostacolare le relazioni con i coetanei, il che può essere confuso con la sindrome di Asperger.

3. Sovraeccitazione emotiva

Molto spesso i genitori di un bambino superdotato lo descrivono come “molto intenso ed estremo”.

  • La sua intensa emotività sarà una delle sue più grandi risorse da adulto, ma durante l’infanzia può essere confusa con un disturbo bipolare.
  • La sua sensibilità lo fa piangere per il personaggio di un film o lo fa preoccupare per le ingiustizie sociali, la violenza o i problemi ambientali. I bambini superdotati hanno una profonda coscienza sociale.

4. Sovraeccitazione sensoriale

I bambini superdotati sono particolarmente infastiditi dalle etichette dei vestiti, dal rumore in classe, dagli odori o dal volume troppo alto. Queste sensazioni risultano talmente invasive da non poter pensare a nient’altro.

Di solito né i genitori né gli insegnanti comprendono questa estrema sensibilità giudicando i bambini come maniacali.

5. Sovraeccitazione dell’immaginazione

I bambini superdotati sembrano “vivere in un mondo tutto loro”. Per loro è davvero facile inventare, fantasticare e creare situazioni e compagni immaginari per sfuggire alla noia che genera in loro la scuola.

In questi voli della fantasia possono confondere la realtà con la finzione. Disegnano, scrivono o immaginano storie al fine di estraniarsi da una realtà che ai loro occhi risulta poco attraente e stimolante.

Bambino che gioca a supereroe

Consigli conclusivi

Nonostante i numerosi stimoli dati durante la gravidanza o nella primissima infanzia, ciò non formerà un bambino con un enorme potenziale. I bambini superdotati nascono così, ed ereditano le loro potenzialità dalla famiglia.

Se in quanto genitori vi rendete conto che i vostri figli possiedono caratteristiche tali da poterli definire come superdotati, il primo ostacolo da superare è la vostra paura e i vostri pregiudizi. In effetti i vostri bambini sono diversi e dovete aiutarli a gestire e a incanalare il loro potenziale.

Scoprire e rafforzare queste differenze è una grande sfida, che molte volte richiede un confronto tra  parenti, insegnati e psicologi abituati alla “normalità”. Bisogna educare il bambino alla felicità, non a essere perfetto.

Non ha senso isolare un bambino superdotato o pretendere che si leghi solo a bambini simili a lui. In pochi Paesi esistono istituzioni educative specializzate. L’ideale è aiutarli a inserirsi in una scuola tradizionale, a relazionarsi con i coetanei e, nel frattempo, dare loro la possibilità di interfacciarsi con attività aggiuntive che ne stimolino il potenziale.

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