Barbie rompe i suoi stereotipi e diversifica la bellezza con le sue nuove curve

· 8 maggio 2016
Dopo decenni di magrezza, Barbie mette su qualche chilo. Bambole più formose e con una figura meno stilizzata, ma più realistica.

Barbie, la bambola più famosa di tutti i tempi ed una delle più discusse, finalmente mette da parte il suo stereotipo di bellezza femminile, cambia il suo aspetto fisico per mostrare alle bambine versioni più realistiche del corpo femminile. 

Per la prima volta dal suo debutto, nel marzo del 1959, Mattel, l’impresa produttrice, ha ampliato la sua collezione con nuovi modelli per quanto riguarda l’anatomia della bambola e sette diversi colori di pelleDopo decenni di critiche e polemiche riguardo le misure perfette, che hanno influenzato il concetto di bellezza per più di mezzo secolo, il produttore soddisfa la richiesta di migliaia di persone in tutto il mondo e presenta le sue nuove versioni petite”, “tall” e “curvy”, con cui la bambola si mostrerà più bassina, alta e con più curve, rispettivamente.

Tra tutte, quella che più ha attirato l’attenzione è quella formosa, con fianchi più grandi ed una silhouette che si avvicina molto al modello reale di bellezza femminile.

Una nuova sfida per Mattel

Per più di 50 anni la Barbie ha mantenuto la figura alta e snella, che si allontanava molto dal vero corpo femminile, ma che ha indotto le bambine di tutto il mondo ad ambire ad una silhouette magra e “perfetta”.

Per tale motivo, ha ricevuto forti critiche e causato indignazione per il concetto di bellezza che presentava alle bambine, essendo più che una semplice bambola.

Nonostante ciò, è stato uno dei giocattoli più popolari e venduti di tutta la storia, trionfando nelle vendite in quasi tutto il mondo.

Barbie Progetto Alba

Tuttavia, per Mattel è cambiato tutto negli ultimi anni e quello che per decenni era stato il suo giocattolo più venduto, si è ritrovato nel pieno di una crisi che, anno dopo anno, ha causate perdite milionarie.

Durante il 2012, si registrò una calo delle vendite del 20% rispetto agli anni precedenti. La compagnia volle innovare lanciando collezioni che prevedevano nuove professioni ed interessanti accessori, ma non recuperò il suo posto d’onore, anzi i dati del 2014 e del 2015 segnalarono un ulteriore calo.

L’arrivo sul mercato di bambole come Elsa -la protagonista del cartone Frozen– causarono ai produttori di Barbie perdite fino a 500 milioni di dollari.

Sebbene Elsa sia bionda, con taglie che non si distaccano molto da quelle di Barbie, porta con sé un esempio di forza, coraggio e fratellanza che non ha attirato solo l’attenzione delle bambine, ma anche dei genitori.

Per questo motivo, Evelyn Mazzocco, vicepresidente e direttore generale della marca dal 2014, iniziò ad indagare su chi odiava la bambola e quali potevano essere i motivi per cui aveva perso tante preferenze.

Barbie formosa

Dopo essere giunta alla conclusione che i genitori si stavano orientando verso giocattoli più ispiratori, diede inizio al Progetto Alba, con cui l’impresa volle ampliare questo concetto di bellezza che le bambine hanno fin dai primi anni.

“Crediamo di avere una responsabilità nei confronti delle bambine e dei genitori, quella di riflettere una visione più ampia della bellezza”, dichiarò Mazzocco.

Tra le modifiche, sono state aggiunte diverse tonalità di pelle ed alcune acconciature, così come la capacità di flettere i piedi in modo da poter finalmente avere la possibilità di indossare calzature diverse dai tacchi.

Dopo l’annuncio ufficiale dei nuovi modelli attraverso l’account di Barbie su Twitter, mezzi di comunicazione, come la prestigiosa rivista Time, hanno dedicato alle nuove Barbie la loro copertina, assicurando che si tratta di uno degli avvenimenti più importanti per la ripresentazione commerciale dell’ideale del corpo femminile. 

Tuttavia, aggiungono che esiste il rischio di fallire con questa iniziativa logistica per aver dato un nome ai tre nuovi modelli fisici e perché si ignorano le possibili reazioni.

copertina Time Barbie formosa

In attesa di ciò, Mattel sta preparando anche una linea con cui si cercherà di porre rimedio alle conseguenze del Progetto Alba.

Fino a gennaio, le bambole sono state disponibili in prevendita su shop.mattel.com, per poi essere accessibili al pubblico a partire da febbraio.

L’esibizione in negozi fisici negli Stati Uniti è avvenuta all’inizio di marzo, quando sono state spedite anche in altri paesi.

Questo progetto avrà successo? Per adesso è difficile dare una risposta a tale domanda. Speriamo che tra qualche mese l’azienda renda pubblico l’impatto di quest’innovazione, sopratutto dal punto di vista sociale, sul mercato.

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