Disturbo schizofreniforme: in cosa consiste?

· 14 Maggio 2019
Il disturbo schizofreniforme è un tipo di schizofrenia, con una sintomatologia simile. In genere, tra il 60-80% di questi pazienti sfociano nella schizofrenia.

Il disturbo schizofreniforme viene identificato come un tipo di schizofrenia e, in quanto tale, presenta una sintomatologia simile ad essa.

Tuttavia, questi sintomi -nelle rispettive fasi prodromica, attiva e residuale- durano sempre meno di sei mesi e più di uno.

Quando un paziente presenta sintomi di schizofrenia e non sono trascorsi i 6 mesi richiesti per la diagnosi, si parlerà di disturbo schizofreniforme.

Generalmente, tra il 60 e l’80% di questi pazienti degenera nella schizofrenia. In alcuni casi, i pazienti arrivano a manifestare disturbi bipolari o schizoaffettivi.

Per poter parlare di disturbo schizofreniforme, ci sono alcuni criteri da soddisfare: i sintomi non possono essersi manifestati a causa di farmaci o droghe ricreative.

Non possono neanche essere dovuti a problemi medici o psicologici di altra tipologia.

Disturbo schizofreniforme

Paranoia da disturbo schizofreniforme
È soprattutto la durata del disturbo a differenziarlo dalla schizofrenia, così come il fatto che non ci sia una causa scatenante.

Epidemologia

Questo disturbo si sviluppa in qualunque cultura, con predominio di precedente personalità schizoide nel 50% dei casi.

Gli ultimi studi stimano che ne soffre almeno l’1% della popolazione. Quando i genitori sono schizofrenici, il 20-40% dei figli lo sarà, con probabilità di sfociare nella schizofrenia.

Sebbene la comparsa della malattia sia egualmente presente nei due sessi, è solitamente più frequente nei maschi, in età precoce rispetto alle femmine. Il 30% di essi, dopo un primo episodio, non presenta ricadute, mentre il 70% sì, o almeno tende alla cronicità della schizofrenia.

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Sintomi presenti nel disturbo schizofreniforme

Le caratteristiche principali del disturbo schizofreniforme sono identiche a quelle della schizofrenia, eccetto per due differenze fondamentali.

In primo luogo, la durata complessiva della malattia. Come precedentemente menzionato, deve essere di almeno un mese ma meno di sei, per essere diagnosticato il disturbo. Allo stesso tempo, non è richiesto il criterio di incapacità sociale o occupazionale nel corso di una fase della malattia.

I sintomi del disturbo schizofreniforme si distinguono in due: i sintomi positivi e quelli negativi.
Paziente con allucinazioni
Il paziente può arrivare a sperimentare allucinazioni e paranoie (sintomi positivi), così come apatia verso la vita (sintomi negativi).

Sintomi positivi

Bisogno chiarire che quelli positivi sono quelli che si vanno a sommare alla personalità. I principali sono i seguenti:
  • Allucinazioni. Sono sensazioni che il paziente sperimenta con qualunque dei cinque sensi, senza però aver ricevuto alcuno stimolo che giustifichi tale esperienza. L’esempio più comune è quello di vedere o sentire cose o persone inesistenti.
  • Deliri. Si tratta di idee distorte che il paziente difende con estrema convinzione. Di solito generano malessere o preoccupazione. Il più frequente è quello di una persecuzione inesistente, sebbene esistano anche quello di riferimento e di gelosia.
  • Linguaggio e pensiero disorganizzati. Si tratta della perdita delle associazioni logiche nel pensiero. Il paziente si esprime con discorsi incoerenti agli occhi degli altri.
  • Comportamento disorganizzato. Il paziente manifesta comportamenti che variano da una grande agitazione -come gridare senza motivo- fino a comportamenti illogici, come indossare un cappotto in estate.

Sintomi negativi

I sintomi negativi nel disturbo schizofreniforme, invece, sono quelli che sottraggono caratteristiche della sua personalità al paziente. I più importanti sono i seguenti:

  • Povertà affettiva. il paziente sperimenta un impoverimento nella capacità di esprimere le emozioni. Ad esempio, fugge lo sguardo o si esprime in un linguaggio monotono.
  • Apatia e abulia. L’apatia consiste in una carenza di interesse per le cose, mentre l’abulia è la mancanza di energia. Il paziente, ad esempio, può presentare una mancanza di igiene.
  • Anedonia e isolamento sociale. L’anedonia è la difficoltà di provare piacere verso tutto ciò che un tempo piaceva al paziente.
  • Alogia. Il paziente presenta un impoverimento del pensiero. Ciò può manifestarsi, tra l’altro, attraverso una povertà di linguaggio.

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Trattamento del disturbo schizofreniforme

Trattamento del disturbo schizofreniforme
In generale, il trattamento a base di psicoterapia e psicofarmaci si è dimostrato fortemente efficace nel controllo della malattia.

Quasi la metà dei pazienti con diagnosi di disturbo schizofreniforme degenera nella schizofrenia. La causa esatta del disturbo è sconosciuta.

La terapia è simile a quella della schizofrenia. La psicoterapia, così come i farmaci antipsicotici, sono alla base del trattamento del disturbo schizofreniforme. Ancora una volta, è importante menzionare che il disturbo schizofreniforme non deve essersi manifestato a seguito di altre patologie o per abuso di sostanze stupefacenti.

Tuttavia, la terapia cognitivo-comportamentale può risultare utile ai pazienti. Soprattutto in merito alla comprensione del disturbo e alla alternative concrete per affrontarlo. Altre terapie e metodi che adottano un approccio positivo possono risultare egualmente efficaci.

Nel caso in cui si manifestino sintomi violenti o autodistruttivi, può essere necessario il ricovero. Infine, non bisogna mai sottovalutare la terapia familiare, che aiuterà sempre il paziente ad affrontare il disturbo in un ambiente accogliente, in cui sentirsi al sicuro.