Sono una donna con carattere, libera, felice e per alcuni insopportabile

11 dicembre 2016
Perché, al giorno d'oggi, quando l'equità dovrebbe essere ormai una realtà, continua ad esserci una sorta di diffidenza verso le donne di carattere, capaci di lottare per i propri sogni?

La donna con carattere al giorno d’oggi continua ad essere una sorta di sfida in molti ambienti. Nonostante tutti i progressi raggiunti in termini di equità, ci sono ancora molti divari che ci fanno retrocedere alle società patriarcali.

Di fatto, nella nostra quotidianità, continuiamo a vedere certi comportamenti e reazioni che richiamano l’attenzione. La donna con le sue ferme convinzioni, che fa sentire la sua voce davanti agli altri, è vista ancora come una sfida.

Chi pensa a se stesso e al proprio equilibrio emotivo viene additato come “egoista”. Si dice che la donna che valorizza la propria libertà, la capacità di reagire e prendere decisioni, di lottare per un obiettivo, “starà sempre da sola”.

Si dice che queste non sono le qualità per creare un legame di coppia felice.

Ci sono molte radici che nutrono queste dinamiche di disuguaglianza nascosta. A volte è lo stesso genere femminile ad alimentare alcune di queste situazioni.

Perché, che ci crediamo o meno, esistono ancora donne che vedono di cattivo occhio un’altra donna indipendente, che sceglie il proprio cammino ignorando gli altri, che è capace di rompere schemi e stereotipi.

Tutti dovremmo essere liberi di prendere le nostre decisioni riguardo al nostro percorso senza essere giudicati. Tanto gli uomini quanto le donne hanno il diritto di sfidare, di avere un carattere forte e di lottare per i propri sogni.

Perché la chiave per una buona convivenza è sempre il rispetto. Quello che non tiene conto dei generi, della posizione sociale o dell’ideologia.

 Vi invitiamo a riflettere su questo argomento.

Peculiarità di una donna con carattere

La donna con carattere non diventa così da un giorno all’altro. È la vita stessa e la reazione alle proprie radici che le consentono di modellare la sua personalità.

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  • La famosa antropologa Helen Fisher spiega nel suo libro “Donne: il primo sesso” che la donna non è solo il risultato del contesto sociale e personale che si ritrova a vivere. È molto di più, qualcosa di molto più profondo e delicato.
  • La donna, secondo Fisher, non è il secondo sesso, come direbbe Simone de Beauvoir, e nemmeno la “costola” estratta da Adamo.
  • Biologicamente, la donna è il sesso primario, perché bisogna “aggiungere” sostanze chimiche a quell’embrione per formare un uomo.
  • C’è una voce interna che, giorno dopo giorno, ci invita a svegliarci un po’ di più. La componente genetica ci caratterizza, quella sociale ci istiga, ma poi ci sono nuovo risvegli interiori che ci definiscono sempre di più, fase dopo fase, ciclo dopo ciclo.
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C’è chi vive in maniera talmente sottomessa che difficilmente riesce a raggiungere questa fase di pienezza in termini di espressione personale. Parliamo, innanzitutto, delle donne sottomesse al giogo del patriarcato, situazione in cui è difficile essere se stesse. Avere voce in capitolo.

La donna che sa il fatto suo viene criticata

“Da dove arriva questo carattere? Di sicuro è una persona amareggiata”.

  • Questa frase racchiude molto più che una mancanza di rispetto. Sottolinea il pensiero maschilista per cui certi comportamenti vengono associati a determinate qualità.
  • L’uomo con carattere, in grado di sfidare, è coraggioso. La donna che vuole dire la sua e che non si sottomette è amareggiata.
  • Questa frase racchiude il classico schema della donna compiacente e diligente.
  • È necessario riflettere un po’ di più su queste idee che a volte vengono espresse senza riflettere.

La donna, come l’uomo, ha il pieno diritto di avere un carattere forte, di difendere le proprie volontà con rispetto, di realizzare i propri sogni e di sfidare i vecchi schemi prestabiliti.

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La donna selvaggia

Pochi libri sono interessanti e “risvegliano” la nostra voce interiore di donne di carattere come Donne che corrono coi lupi, di Clarissa Pinkola Estés.

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  • Questo bellissimo libro approfondisce quelle radici culturali che, per molto tempo, si sono tramandate di generazione in generazione in diverse culture e che hanno portato, senza dubbio, alla donna di oggi.
  • Tutte le donne selvagge sono cresciute intimamente dal profondo del loro essere fino a ciò che sono ora. Le avversità, le paure e le sofferenze sono ora il nostro tesoro più prezioso.
  • Le nostre radici sono l’intuito e la creatività. Siamo capaci di vedere ben oltre ciò che ci sta attorno.
  • Ascoltiamo noi stesse ed entriamo in connessione con tutto ciò che ci circonda.
  • Siamo molto più dei nostri antenati, siamo più degli archetipi che determinate società hanno creato su di noi.
  • Non siamo deboli né malleabili né narcisiste né la metà di una mela perduta.
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La donna di oggi è artefice della propria vita, è coraggiosa, fa sentire la voce della sua natura. Vuole cambiare le carte in tavola, dire quello che pensa, far rispettare il suo carattere.

Vivere in equilibrio e felice nel modo in cui lei stessa desidera: in coppia o in solitudine.

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