11 frasi tossiche che dovremmo evitare di dire a noi stessi

· 18 settembre 2016
Un sano dialogo interiore è l'unico modo per poter stare in pace con noi stessi, ma anche con chi ci circonda.

È probabile che qualche volta abbiate vissuto questa curiosa situazione. Il fatto è che non smettiamo mai di avere un dialogo con noi stessi, grazie al quale esaminiamo il nostro mondo interno ed esterno.

Questo dialogo interiore ci consente di integrare e dare un senso ai fatti che accadono attorno a noi, quindi potete immaginare quanto sia importante e determinante per quanto riguarda il nostro stato emotivo e mentale.

Così, anche se la sensazione che abbiamo è quella di pensieri che vanno e vengono, di certo c’è una costante interazione tra essi e il modo in cui ci comportiamo, in cui ci sentiamo e in cui reagisce l’ambiente che ci circonda.

Allora, come direbbe Epitteto, “ciò che turba gli uomini non sono le cose, ma le opinioni che essi hanno delle cose“.

Un sano dialogo interiore, una vita sana

Uccellino noi stessi

In quanto persone, controlliamo il nostro destino, poiché agiamo in base a ciò in cui crediamo e ai nostri principi.

Le conseguenze emotive che si attivano dai nostri valori o pensieri nel dialogo con noi stessi ci influenzano talmente tanto da distorcere la nostra realtà.

Alcuni dei nostri principi e pensieri che contaminano il modo con cui dialoghiamo con noi stessi sono: la necessità di approvazione degli altri a tutti i costi, considerare terribile che le cose non vadano come vogliamo o credere che la felicità sia raggiungibile per inerzia o senza fare nessuno sforzo.

È normale, quindi, che nel dialogo con noi stessi pronunciamo frasi che invece non dovremmo mai dirci:

Non dimenticate di leggere anche: Impariamo a convivere con alcune persone e a sopravvivere senza altre

1. Devo avere successo in tutte le cose che mi ripropongo di fare

In questa vita non ci sono solo vincitori o perdenti. Il pensiero polarizzato del “tutto o niente” non è né positivo né sano per noi. Di fatto, il fallimento è alla base del successo.

Ricordiamo, inoltre, che scoperte importanti come le radiografie o la penicillina sono state il risultato di una serie di esperimenti sbagliati.

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2. Se fallisco, significa che sono un inetto

Il discorso è lo stesso: sbagliare e fallire sono azioni che portano al successo. Non ha senso pensare: “se mi sbaglio, fallirò”. Bisogna darsi un’opportunità e concedersi il diritto di farlo, ed è questo che consente di raggiungere l’obiettivo prefissato.

3. Se non ottengo l’approvazione degli altri, non potrò essere felice

Questo è un pensiero molto comune. È importante non sentirsi rifiutati, ma non è necessario né possibile che tutti ci accettino. È una realtà con cui dobbiamo convivere e questo ci aiuterà ad accettare noi stessi per quello che siamo.

4. Non posso vivere senza di te. Ho bisogno di te per essere felice

Un pensiero di questo tipo deriva da una concezione sbagliata dell’amore e del rapporto. L’amore deve essere puro, diverso e disinteressato, quindi non deve avere nulla a che fare con la necessità.

Se amore e dipendenza coesistono, si distruggono a vicenda.

5. Non è d’accordo con me perché non gli/le piaccio

“Gli altri non mi valorizzano perché non valgo nulla”. “Il mio valore personale dipende da ciò che gli altri pensano di me”. Per la maggior parte di noi, la critica è sinonimo di rifiuto.

Forse questo si spiega perché non siamo bravi a formulare critiche costruttive, con un fine positivo. Per questo motivo, le critiche infondate vanno messe in discussione in base a un punto di vista razionale.

Come disse Emerson una volta, “non farmi mai cadere nel volgare errore di immaginarmi di essere perseguitato quando sono contraddetto”.

6. Non sopporto che gli altri mi dicano quello che devo fare

Ovviamente siamo noi a doverci assumere la responsabilità dei nostri compiti, ma non per questo dobbiamo chiudere occhi e orecchie quando riceviamo consigli o opinioni da parte di altre persone.

Cooperare e collaborare non ci impedisce di distinguerci e di favorire la nostra identità, ma ci aiuta ad essere migliori grazie al nostro ambiente.

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7. Non sono abbastanza bravo/a

“Non ci riesco, non vale la pena provarci, non ce la farò”. In questo caso bisogna ricordare una premessa importante nella vita di tutti noi: sia che crediamo di farcela sia che non lo crediamo, avremo ragione in entrambi i casi.

Vale a dire, che volere è potere e che il primo passo per riuscirci è provarci, ancora e ancora.

Quello che crediamo ci spinge a comportarci nel modo che confermerà quello che tanto temiamo, perché siamo noi stessi a provocarlo. Questa si chiama “profezia che si autoavvera”.

8. Non bisogna fidarsi di nessuno, bisogna stare sempre in guardia

Diffidiamo delle persone perché sappiamo che l’essere umano può sbagliare, perché noi ci sbagliamo, perché vogliamo proteggerci da questi errori.

Probabilmente la diffidenza specifica ha senso in un determinato momento, ma bisogna lasciarsela alle spalle quando non è necessaria. Se non lo teniamo in considerazione e chiudiamo fuori gli altri, la nostra crescita personale ne risentirà.

9. Sono migliore degli altri

Nessuno è più degli altri. Di fatto, l’umiltà è alla base della decenza e dell’onorabilità. Sentirci superiori agli altri ci spingerà ad avere un atteggiamento prepotente e per niente gradevole.

Socrate è conosciuto come uno degli uomini più saggi della storia, infatti disse: “io so di non sapere”. Contraddittorio? Forse non tanto. Conviene rifletterci su.

10. Sono inutile

Non esiste l’inutilità. Anzi, pensando di essere inutili o di non valere nulla, non faremo altro che demotivarci e mettere da parte le nostre aspirazioni e i nostri interessi.

11. Non mi vuole più, me lo merito

In questo caso dovremmo pensare di meritare di meglio.

Soffrire quando qualcuno si allontana da noi è inevitabile, ma, tornando al ragionamento di prima, l’ideale è pensare che il vero amore sia dentro di noi.

Questa sarà l’unica cosa che ci aiuterà a mettere da parte le dipendenze affettive malsane che si mescolano al magico sentimento dell’amore.

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In definitiva, tutte quelle frasi che hanno una sfumatura tossica e che in genere cominciano con “dovrei fare”, “dovrei essere”, “devo essere” sono negative per noi.

Per questo potete evitare i pensieri di questo tipo con questi consigli:

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  • Accettando come reali solo i fatti che possono essere osservati e verificati. Se un giorno le cose non vanno bene, non significa che siamo persone inutili. Anzi, ci sono centinaia di cose nella nostra vita che dimostrano il contrario.
  • Accettando come valide solo le frasi che siano logiche, senza contraddizioni. Se ci concediamo delle contraddizioni, vivremo con frustrazione il valore del nostro Io interiore.
  • Mostrando flessibilità e volontà di cambiare le proprie idee e teorie in funzione delle informazioni nuove. Le persone dovrebbero avere un modo di pensare flessibile e tollerante che le aiuti a sentirsi bene senza auto-boicottarsi.
  • Non va bene condannare o premiare qualcosa in termini assoluti.

Quando facciamo delle affermazioni categoriche, del tipo “tutto” o “niente”, restringiamo la diversità, la varietà del nostro mondo e, ovviamente, questo compromette la nostra realtà.

Per questo motivo si consiglia di evitare l’uso di parole come “tutto” o “niente”, “nessuno” o “tutti”, “sempre” o “mai”.

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  • Non è sano giudicare in termini di essenza, ma in termini di comportamento. L’ideale è dire “stai sbagliando” piuttosto di “sei sbagliato”.
  • È importante contemplare i pensieri e i giudizi da una prospettiva di probabilità, non di certezza assoluta. “È probabile che mi sia difficile raggiungere questo obiettivo, ma ci proverò” è senza dubbio diverso da “non ci riuscirò mai, non potrò mai farcela”.

Potreste facilmente rendervi conto di aver distorto la realtà, ma magari farete fatica ad abbandonare il vostro modo di pensare.

Fate in modo di capire quali fattori influiscono su ciò che vi capita, cercate sempre interpretazioni alternative; anche quando siete molto sicuri del vostro pensiero, cercate soluzioni, mettete in discussione l’evidenza e contrastate le vostre previsioni con la realtà.

Se avete la sensazione che i vostri pensieri vi turbino troppo e non riuscite a controllarli, allora rivolgetevi ad uno psicologo perché vi aiuti a trovare le risorse di cui avete bisogno.

Bibliografia di riferimento:

Ellis, A. (2003), L’autoterapia razionale emotiva, edizioni Erickson.

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