Si impara più aprendo gli occhi che non la bocca

2 agosto 2016
Si dice che abbiamo due occhi e una bocca per osservare il doppio di quanto parliamo. Tenete presente questa premessa quando dovete coltivare un rapporto o una relazione interpersonale.

Quando apriamo gli occhi, dal profondo del cuore, capiamo e scopriamo molte più cose che non quando usiamo la bocca.

Perché il primo passo per entrare in connessione con qualcuno è saper ascoltare e saper guardare, e tutto questo va fatto con le labbra serrate.

La società di oggi non ha quasi tempo per questa introspezione, con cui rivolgersi al mondo dal silenzio del cuore e dalla profondità della mente che solamente comprende e non giudica mai.

La fretta, i social network su cui condividere con ansia gli ultimi pettegolezzi, spesso ci spingono a risposte immediate, senza darci il tempo di fermarci a riflettere.

Per questo, oggi vogliamo proporvi di andare con calma, di fare un bel respiro e di iniziare a vedere le cose con gli occhi ben aperti e il cuore “acceso”. Volete provarci?

Aprire gli occhi per aprire la mente

È possibile che abbiate già sentito parlare del movimento slow o movimento lento. Si tratta di una corrente culturale con una grande trascendenza psicologica, oltre che emotiva.

Chi ha aderito a questo pensiero e a questo atteggiamento nei confronti della vita ha voluto, prima di tutto, mettere in discussione il ritmo accelerato delle nuove tecnologie, dove la connessione veloce ruba qualità alla comunicazione e, a sua volta, viene valorizzata l’immediatezza.

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Così come esiste una reazione al fast food o cibo spazzatura, si reclama anche un cambiamento per quanto riguarda il concetto di ritmo a cui molti di noi sono sottoposti.

La popolazione, in generale, ha smesso di guardare negli occhi, per fissare lo sguardo sullo schermo del telefono, e non solo...

Gli stessi rapporti tra le persone esigono che si rifletta un po’ sui seguenti aspetti.

Occhi

La necessità di ascoltare prima di parlare

Una delle cose che più dà fastidio durante una conversazione è che c’è sempre chi ascolta non tanto per comprendere, ma per rispondere.

  • Prima di aprire la bocca, bisogna aprire gli occhi per poter mettere in marcia i meccanismi della comunicazione empatica.
  • La comunicazione empatica è quella in cui si fa attenzione tanto all’aspetto verbale quanto a quello non verbale.
  • Il primo tiene conto del messaggio che viene comunicato, ma gli occhi devono essere attenti per cogliere i dettagli, i gesti, le espressioni e tutto quel mondo emotivo che i nostri volti riflettono.

È fondamentale che tutti noi abbandoniamo il motore della fretta per goderci di più le conversazioni rilassate in cui entriamo in connessione con la persona che abbiamo di fronte al 100%.

Gli occhi che sanno “contemplare” sono in connessione con il cuore

Socrate diceva che l’arte di contemplare è la virtù di chiederci il perché delle cose. Dovremmo saper distinguere tra l’arte di “vedere” e la necessità di saper “contemplare”.

  • Chi si limita solo a “vedere” scopre la forma delle cose, le voci esterne delle persone e quella superficialità che non prevede un approfondimento.

Chi “vede” solamente, si lascia trasportare dalle apparenze e dal suo stesso giudizio, senza entrare mai in connessione con chi ha davanti.

  • Invece, quando contempliamo la nostra realtà, lo facciamo attraverso un legame più intimo. Dalla consapevolezza che lega gli occhi al cuore, che si preoccupa, che cerca un perché per ogni cosa e che stabilisce un’unione eccezionale con l’ambiente e le persone che ci vivono.
Foglie-sugli-occhi

Gli occhi che dicono la verità, le bocche che solo rilasciano pettegolezzi

Di solito si dice che degli occhi sinceri non hanno bisogno di sottotitoli, perché lo sguardo è il riflesso del nostro mondo emotivo. Quindi, se gli occhi hanno questa capacità così magica, allora facciamone buon uso.

Prestate attenzione senza giudicare, contemplate senza emettere giudizi e permettetevi di avvicinarvi alla persona che parla con voi per capirla in maniera totale e rispettosa.

  • Usate gli occhi per ottenere le informazioni, ma poi siate selettivi nelle parole che volete usare. Non usatele mai per fare del male, siate sinceri, ma non siate aggressivi nella comunicazione.
  • Quando incontrate qualcuno che non regge lo sguardo, che quando parla con voi evita di guardarvi negli occhi, chiedetevi perché. Forse si tratta di diffidenza o di timidezza, ma è necessario che, durante un dialogo, le persone si guardino negli occhi.
  • Nei rapporti di tutti i giorni, vi capiterà sicuramente di dover affrontare voci e pettegolezzi. Quelle bocche che parlano senza sapere, che conducono una vita frettolosa e che non mettono in pratica né il rispetto né l’intelligenza emotiva.

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Non arrabbiatevi se vi criticano, non ne vale la pena. Chi chiude gli occhi e fa uso solo della bocca non dirà mai nulla di vero su di voi, perché non vi conosce.

È il loro mondo, la loro realtà, il loro modo di pensare. Quindi, non perdete tempo con cose che non valgono la pena.

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