Si impara più aprendo gli occhi che non la bocca

7 Maggio 2019
Si dice che abbiamo due occhi e una bocca per osservare il doppio di quanto parliamo. Tenete presente questa premessa quando dovete coltivare un rapporto o una relazione.

Aprendo gli occhi e il cuore, capiamo e scopriamo molte più cose di quando usiamo la bocca. Perché il primo passo per entrare in connessione con qualcuno è saper ascoltare e saper guardare: tutto questo va fatto con le labbra serrate.

La società di oggi non ha quasi tempo per questa introspezione, con cui rivolgersi al mondo dal silenzio del cuore e dalla profondità della mente che solamente comprende e non giudica mai.

La fretta e i social network su cui condividere con ansia gli ultimi pettegolezzi, spesso ci spingono a risposte immediate, impedendoci di fermarci a riflettere.

Per questo, oggi vogliamo proporvi di andare con calma, di fare un bel respiro e di iniziare a vedere le cose aprendo gli occhi e il cuore. Volete provarci?

Aprire la mente aprendo gli occhi

È possibile che abbiate già sentito parlare del movimento slow o movimento lento. Si tratta di una corrente culturale con una grande trascendenza psicologica, oltre che emotiva.

Chi ha aderito a questo pensiero e a questo atteggiamento nei confronti della vita ha voluto, prima di tutto, mettere in discussione il ritmo accelerato delle nuove tecnologie, dove la connessione veloce ruba qualità alla comunicazione e, a sua volta, viene valorizzata l’immediatezza.

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Così come bisogna prendersi cura dell’alimentazione per vivere meglio, si reclama anche un cambiamento del ritmo di vita a cui molti di noi sono sottoposti.

La popolazione, in generale, ha smesso di guardare negli occhi, per fissare lo sguardo sullo schermo del telefono.

Gli stessi rapporti tra le persone esigono che si rifletta un po’ sui seguenti aspetti.

Ragazza con occhi aperti

La necessità di ascoltare prima di parlare

Una delle cose che più dà fastidio durante una conversazione è che c’è sempre chi ascolta non tanto per comprendere, ma per rispondere.

  • Prima di aprire la bocca, bisogna aprire gli occhi per poter mettere in marcia i meccanismi della comunicazione empatica.
  • La comunicazione empatica è quella in cui si fa attenzione tanto all’aspetto verbale quanto a quello non verbale.
  • Il primo tiene conto del messaggio che viene comunicato, ma gli occhi devono essere attenti per cogliere i dettagli, i gesti, le espressioni e tutto quel mondo emotivo che i nostri volti riflettono.

È fondamentale che tutti noi abbandoniamo il motore della fretta per goderci di più le conversazioni rilassate, in cui entriamo in connessione con la persona che abbiamo di fronte al 100%.

Gli occhi che sanno “contemplare” sono connessi al cuore

Socrate diceva che l’arte di contemplare è la virtù di chiederci il perché delle cose. Dovremmo saper distinguere tra l’arte di “vedere” e la necessità di saper “contemplare”.

  • Chi si limita solo a “vedere” scopre la forma delle cose, le voci esterne delle persone e quella superficialità che non prevede un approfondimento.

Chi “vede” solamente, si lascia trasportare dalle apparenze e dal suo stesso giudizio, senza entrare mai in connessione con chi ha davanti.

  • Invece, quando contempliamo la realtà, lo facciamo attraverso un legame più intimo. Gli occhi e il cuore sono connessi. Ci uniamo così alle persone che ci circondano.
Ragazza con foglie sugli occhi

Gli occhi che dicono la verità, le bocche che diffondono pettegolezzi

Di solito si dice che degli occhi sinceri non hanno bisogno di sottotitoli, perché lo sguardo è il riflesso del nostro mondo emotivo. Se gli occhi hanno questa capacità così magica, facciamone buon uso.

Prestate attenzione senza giudicare, contemplate senza emettere giudizi e permettetevi di avvicinarvi alla persona che parla con voi, per capirla in maniera totale e rispettosa.

  • Usate gli occhi per ottenere le informazioni, ma poi siate selettivi nelle parole che utilizzate. Non usatele mai per fare del male, siate sinceri ed evitate la comunicazione aggressiva.
  • Quando incontrate qualcuno che non regge lo sguardo, che quando parla con voi evita di guardarvi negli occhi, chiedetevi perché. Forse si tratta di diffidenza o di timidezza, ma è necessario che, durante un dialogo, le persone si guardino negli occhi.
  • Nei rapporti di tutti i giorni, vi capiterà sicuramente di dover affrontare voci e pettegolezzi. Quelle bocche che parlano senza sapere, che conducono una vita frettolosa e che non mettono in pratica né il rispetto né l’intelligenza emotiva.

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Non arrabbiatevi se vi criticano, non ne vale la pena. Chi chiude gli occhi e fa uso solo della bocca non dirà mai nulla di vero su di voi, perché non vi conosce.

È il loro mondo, la loro realtà, il loro modo di pensare. Quindi, non perdete tempo con cose che non valgono la pena.