Laminectomia: cos'è e quali rischi comporta?

La laminectomia è una procedura chirurgica spesso impiegata per il trattamento della stenosi spinale, soprattutto nei casi in cui i trattamenti conservativi non hanno avuto successo. Spieghiamo in dettaglio in cosa consiste.
Laminectomia: cos'è e quali rischi comporta?

Ultimo aggiornamento: 14 agosto, 2021

La laminectomia è un intervento chirurgico noto anche come laminectomia decompressiva, che consiste nell’asportazione della parte posteriore di una vertebra (denominata lamina) per creare più spazio nel canale vertebrale.

La spina dorsale è composta da 33 vertebre, separate l’una dall’altra da dischi intervertebrali. Questi ultimi sono dischi cartilaginei che hanno lo scopo di ammortizzare i movimenti tra le vertebre. La laminectomia si esegue per ridurre l’eccessiva pressione sul canale vertebrale e prevenire il danneggiamento dei nervi o del midollo spinale.

Viene impiegata soprattutto in pazienti affetti da artrosi della colonna vertebrale. Sebbene sia una tecnica piuttosto sicura, esistono alcuni rischi che è meglio conoscere. Nelle prossime righe spieghiamo tutto quello che c’è da sapere sulla laminectomia e sul modo in cui viene eseguita.

In cosa consiste la laminectomia?

La laminectomia è un intervento chirurgico che interessa la colonna vertebrale. Nello specifico, consiste nel rimuovere una o più parti di vertebre. La porzione rimossa è denominata lamina.

È denominata anche decompressione aperta in quanto diminuisce la pressione sui nervi spinali e sul midollo spinale. Nella maggior parte dei casi, si esegue quando gli altri interventi, come la fisioterapia o la terapia farmacologica, non hanno prodotto effetti.

L’aumento della pressione può essere causato da patologie quali osteoartrite, ernia del disco o tumori. Quando i nervi risultano compressi, tendono a manifestarsi alcuni sintomi come dolore, mobilità ridotta e persino la perdita di controllo degli sfinteri.

La tecnica chirurgica consiste nel praticare un’incisione sulla schiena attraverso la quale si rimuove una parte della vertebra o parti delle vertebre che causano il disturbo. Dopodiché, si rimuove l’ernia.

I nervi e i muscoli vengono riposizionati e l’incisione suturata. In questo modo, aumenta lo spazio nel canale vertebrale. Quando la lesione colpisce il collo, l’intervento viene generalmente eseguito dal lato anteriore.

In alcuni casi, la tecnica può essere abbinata ad altre metodologie, come l’artrodesi, in modo tale da evitare che la colonna vertebrale perda stabilità. L’artrodesi consiste nel fondere insieme due vertebre impedendo esse di slittare.

Colonna vertebrale.
La struttura della colonna vertebrale può, in alcuni casi, danneggiare i nervi provocando dolore e persino limitando la mobilità.

A cosa serve la laminectomia?

La laminectomia si esegue per alleviare l’eccessiva pressione all’interno del canale vertebrale. Tale aumento di pressione è spesso associato all’eccessiva crescita ossea delle vertebre. Si verifica, ad esempio, in caso di artrite e di artrosi.

Il problema risiede nel fatto che la pressione danneggia il midollo e i nervi spinali. Il risultato è un dolore intenso, la cui localizzazione varia a seconda dell’area colpita. Può essere accompagnato da intorpidimento e perdita del controllo degli sfinteri.

La laminectomia è generalmente riservata ai casi in cui i trattamenti meno invasivi si sono rivelati inefficaci. Per esempio, quando i farmaci analgesici non riescono a calmare il dolore o la fisioterapia non è sufficiente ad attenuare i sintomi.

Allo stesso modo, è indicata nei casi più gravi, ovvero quando il paziente non riesce a svolgere le più semplici attività quotidiane oppure quando non è in grado di controllare gli sfinteri, di camminare o stare in piedi.

Secondo gli specialisti della Mayo Clinic, la laminectomia può essere eseguita per trattare l’ernia del disco; in particolare, nei casi in cui è impossibile raggiungere il disco danneggiato. Anche la stenosi lombare rientra tra le principali casistiche di applicazione.

Quali rischi sono associati alla laminectomia?

La laminectomia è considerata una tecnica sicura. Tuttavia, non bisogna dimenticare che la colonna vertebrale è una struttura complessa e delicata. Come ogni intervento chirurgico, pertanto, c’è il rischio di complicazioni.

Per esempio, possono verificarsi emorragie, coaguli di sangue o infezioni alla ferita. Inoltre, durante l’intervento si possono danneggiare alcuni nervi spinali. Ciò potrebbe manifestarsi in sintomi postumi quali debolezza, intorpidimento o addirittura paralisi.

Infine, possono verificarsi perdite di liquido cerebrospinale o lacerazioni del tessuto fibroso che ricopre e protegge il midollo spinale. Nella maggior parte dei casi, tali complicazioni richiedono un ulteriore intervento chirurgico.

Come prepararsi alla laminectomia

Prima di sottoporsi alla laminectomia, è importante che il paziente conosca tutti gli aspetti legati all’intervento. Potrebbe persino essere necessario interrompere o modificare prima dell’operazione, eventuali trattamenti in corso.

Inoltre, è importante evitare di bere e mangiare il giorno dell’intervento. Mentre per il periodo post operatorio è bene poter contare sul supporto di qualcuno, in quanto attività come cucinare o lavarsi possono risultare difficili.

Cosa succede durante una laminectomia?

Come riporta questo articolo di WebMD Corporation, la laminectomia si esegue in anestesia generale. Pertanto, il paziente sarà intubato durante l’intervento. Per l’operazione si esegue generalmente un’incisione sulla schiena, a meno che non si debba trattare la colonna cervicale.

A partire dall’incisione, si dissezionano i tessuti per raggiungere le vertebre interessate. Il chirurgo rimuoverà la lamina o gli speroni ossei che comprimono i nervi. In alcuni casi, potrebbe persino essere necessario rimuovere più ossa.

Allo stesso tempo, come già accennato, la laminectomia può essere abbinata ad altre tecniche. Ad esempio, con l’artrodesi per stabilizzare la colonna vertebrale. Oppure nei casi di ernia del disco, è probabile che il disco interessato venga rimosso mediante una tecnica denominata discectomia.

Dopo l’intervento

La laminectomia è una procedura dalla durata variabile. In alcuni casi il paziente può persino tornare a casa lo stesso giorno dell’operazione. Il più delle volte, però, il paziente rimane in ospedale per qualche  giorno, in modo tale da tenere sotto controllo eventuali complicazioni.

Subito dopo l’operazione, il paziente viene trasferito in una sala di riabilitazione, per il controllo della sensibilità e della mobilità. Il dolore nella zona dell’intervento è del tutto normale.

Infine, la guarigione avviene in modo progressivo. In media è necessaria una settimana per recuperare le attività quotidiane. Nei primi giorni dopo l’intervento possono manifestarsi difficoltà a deambulare, alzarsi o muoversi. Dopo una laminectomia, è spesso raccomandato un ciclo di fisioterapia.

Vista medica colonna vertebrale.
La laminectomia cervicale è leggermente diversa dalla procedura standard per via delle strutture anatomiche del collo.

Aspettative riguardo l’intervento

La laminectomia è considerata una procedura sicura. Nella maggior parte dei casi, vi è una sensibile riduzione del dolore rispetto alle condizioni precedenti l’intervento. Soprattutto quello riguardante le estremità.

Una volta completamente guariti (dopo circa 2 o 3 mesi), i pazienti che si sono sottoposti all’intervento mostrano notevoli miglioramenti. Tuttavia, alcuni sintomi possono ripresentarsi negli anni; soprattutto con la progressione di patologie sottostanti.

In alcuni casi, è necessario effettuare una seconda operazione; quando ad esempio la stenosi si manifesta in altre parti della colonna vertebrale o la colonna si presenta instabile.

La laminectomia è un intervento chirurgico complesso

Benché sia vero che, nella maggior parte dei casi, la laminectomia produca un miglioramento significativo dei sintomi; il trattamento è generalmente riservato ai pazienti che non hanno tratto beneficio da altre tecniche meno invasive.

La ragione principale risiede nel fatto che, pur essendo una tecnica sicura, non è comunque esente da rischi. Per tale ragione, starà al medico consigliare al paziente l’approccio più adatto alla sua situazione.

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