Quando l’autocommiserazione intrappola

18 dicembre 2016
Al di là di quello che potrebbe significare, l'autocommiserazione finisce per essere uno stato di conformità; ciò fa sì che non si stia male, bensì si gioisca, in questa condizione. 

Sicuramente vi sarà capitato di sentirvi vittima delle circostanze; qualsiasi cosa va male, vi sembra di avere il mondo contro e non riuscite ad andare avanti. Forse tutto questo accade perché siete caduti nella rete dell’autocommiserazione.

L’autocommiserazione è quel sentimento che porta a provare compassione per se stessi, uno stato nel quale ci si mescola con quello che ci ha fatto stare molto male.

La cosa peggiore è che si fa solo questo e non si riescono a superare le circostanze.

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Le situazioni iniziano a sfuggirvi di mano e a sommergervi; non le affrontate, ma permettete esse di aggravarsi sempre di più.

L’autocommiserazione e il ruolo della vittima

Sin da piccoli ci hanno insegnato ad autocommiserarci, ma quando ci hanno detto come risolvere in modo efficace i problemi? Probabilmente mai!

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Eppure continuiamo ad affrontare le situazioni senza mezzi concreti per superarle e, dunque, tutto è sempre una continua a basarsi sul metodo prova ed errore.  

Ma come si svolge il ruolo della vittima? Sicuramente ci sarà stato un momento della vostra vita in cui vi sarete identificati con uno dei seguenti punti:

  • Essere vulnerabili e dipendenti: sin da piccoli avete dipeso dai vostri genitori oppure, in base alle circostanze, dal vostro partner. Fate in modo che la vostra felicità dipenda dagli altri e questo vi ha resi vulnerabili e vittime.
  • Contesti nei quali vi hanno commiserati: se sin da piccoli vi hanno detto “oh, poverino”, “non ti meriti questo”, “ti accadono sempre cose brutte”, sicuramente tutto questo avrà agito sul vostro inconscio portandovi ad autocommiserarvi da adulti.
  • Essere stati davvero la vittima: gli abusi, le molestie, la violenza fisica e psicologica..tutti questi aspetti avranno promosso il successivo ruolo di vittima. Ovviamente vi trovate di fronte a qualcosa che ha avuto un grande impatto su di voi o ad un’esperienza traumatica che purtroppo vi porterete dietro per tutta la vita.

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Potreste dare la colpa di tutto ciò a gente adulta? Naturalmente, perché i problemi sofferti durante l’infanzia quali, ad esempio, una struttura familiare instabile, possono anche influire sulla vostra autocommiserazione.

Come potete notare, quello che accade da bambini si ripercuote da adulti. 

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L’egoismo dell’autocommiserazione

Indipendentemente da ciò che vi ha reso oggi una persona autocompassionevole, dovete sapere che, in realtà, è una condizione ingiusta nei confronti degli altri.

L’autocompassione vi porta a non pensare alle persone che vi circondano, a concentrarvi solo su voi stessi e su quello che vi accade. Pensate solo ai vostri problemi senza guardare cosa vi succede attorno; quindi piangete e vi lamentate di continuo.

A volte essere auto-compassionevoli vi porta a prendere consapevolezza dell’aver commesso un errore: in qualsiasi tipo di relazione, la persona auto-compassionevole vedrà sempre se stessa come una vittima, a prescindere se abbia o meno la colpa.

Dunque diventa egoista, non accetta le realtà ed i problemi altrui, le importa soltanto il proprio punto di vista e questo la porta ad essere allontanata.

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Non vi rendete conto che molte volte siete davvero vittime, ma di voi stessi. Avete sciupato fiumi di lacrime forse perché vi faceva comodo sentirvi così.

Esistono persone alle quali “piace” lamentarsi per qualsiasi cosa; un’abitudine negativa acquisita grazie agli incredibili benefici che si ottengono dagli altri, primo fra tutti l’attenzione.

Amatevi di più

Vi sarà capitato di soffrire per molto tempo di una bassa autostima talmente forte da esservi dimenticati di una cosa importantissima: amarvi e valorizzarvi.

Non siate vittime delle circostanze! Non tutto ciò che vi accade avviene di proposito. A volte commettete errori e tutto sembra andar male, ma questo è nella norma. Inoltre, sbagliando si impara. 

Altre volte le cose semplicemente accadono: una malattia, problemi economici, problemi al lavoro…Ci sono circostanze che non potete controllare. In questi casi, in realtà, essere vittima è come volete sentirvi. 

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Se lo desiderate, potete cambiare il vostro stato; dovrete solo essere coraggiosi, mettervi di fronte al problema che vi tortura ed affrontarlo. Naturalmente avete paura e sentirvi vittima autocommiserandovi è molto più semplice, ma da codardi.

Vi ha infastidito se qualche volta hanno provato pena per voi? Dunque chiedetevi per quale motivo non vi infastidisce provare commiserazione per voi stessi.

Avete nelle vostre mani il potere di cambiare le cose ed andare avanti, ma preferite rimanere intrappolati in un limbo. Dunque crescete e disfatevi dell’autocommiserazione!

A volte non si è vittime di niente e di nessuno, ma solo di se stessi.

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