Legame tra obesità e depressione: cosa dice la scienza

La correlazione tra obesità e depressione non è rara. Ovviamente, non tutti i soggetti obesi diventano depressi, né viceversa. In alcuni casi, tuttavia, entrambi i fattori coesistono e si rafforzano a vicenda.
Legame tra obesità e depressione: cosa dice la scienza

Ultimo aggiornamento: 19 giugno, 2021

La U.S. National Library of Medicine definisce l’obesità come “la presenza di un eccesso di grasso nel corpo”. D’altro canto, essere in sovrappeso significa pesare troppo, non facendo specifico riferimento al grasso. Ciò può avere delle ripercussioni sulla salute non solo fisica, di fatto si è scoperto che esiste un legame tra obesità e depressione.

L’obesità esordisce a seguito di uno squilibrio tra l’assunzione di grassi e il consumo di calorie. Tale equilibrio varia da persona a persona. Le conseguenze per la salute sono rischio di diabete, malattie cardiache, ictus, artrite e alcuni tumori.

Nelle donne, l’obesità può provocare disturbi riproduttivi – nella fase del concepimento, durante la gravidanza e durante il parto – e alterazioni del ciclo mestruale. Nel bambino, è associata a disturbi dello sviluppo, soprattutto per quanto riguarda le ossa. Nelle prossime righe ci concentreremo sugli studi in merito al legame tra obesità e depressione.

Obesità e depressione

Benché le malattie fisiche rappresentino un alto fattore di rischio per l’obesità, le dimensioni psicologiche non sono da meno. In molti casi, di fatto, è la conseguenza di stress, tristezza, depressione o ansia. Ciò significa che il fattore emotivo ha la sua importanza.

L’obesità e la depressione sono direttamente collegate. Sono tante le persone depresse che mangiano in eccesso e smettono di prendersi cura di sé. In tale contesto, è naturale che si verifichi un aumento di grasso corporeo.

In altri casi, le persone obese tendono a sprofondare in una depressione difficile da trattare sia per l’immagine di sé che vedono allo specchio sia per lo stigma sociale di cui sono vittime. Questo perché la società vede negativamente le persone in sovrappeso.

I media propongono un modello fisico ben lontano da quello delle persone in sovrappeso. Ciò non fa che alimentare il ben noto stigma sociale che può indurre le persone obese a sviluppare disturbi psicologici come ansia, dipendenze, disturbi del comportamento alimentare e depressione.

Donna in sovrappeso.
Lo stigma sociale dell’obesità contribuisce allo sviluppo di stati depressivi nelle persone in sovrappeso.

Legame mente-corpo

L’obesità ha svariate cause, alcune genetiche, mentre altre sono legate allo stato d’animo della persona. I sentimenti di tristezza, ansia o stress, così comuni nella società attuale, spesso portano a mangiare in eccesso e a condurre uno stile di vita sedentario.

Si stima che circa il 43% dei casi di obesità sia correlato alla depressione. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti – nazione fortemente colpita dall’obesità in tutti gli strati della popolazione – gli individui obesi presentano il 55% in più di probabilità di soffrire di depressione.

La depressione ha un volto femminile

Le donne sono geneticamente più a rischio di accumulo di grasso corporeo rispetto agli uomini. Sempre tra le donne, inoltre, il circolo vizioso obesità-depressione è più frequente. Secondo l’American Psychological Association, tra la popolazione femminile affetta da obesità l’incidenza della depressione è di un 37% più alta che negli uomini.

La relazione tra obesità e tendenze suicide è altrettanto più diffusa tra le donne. Qui torna in gioco il peso dello stigma sociale che grava sulle persone obese, in quanto ci si aspetta – culturalmente e socialmente – che le donne si prendano cura del loro corpo secondo l’ideale di bellezza fondato sulla magrezza.

Obesità femminile.
È presente una maggiore incidenza di casi di obesità e di depressione tra le donne rispetto agli uomini.

Legame tra obesità e depressione: l’intervento psicologico

Non esistono evidenze del fatto che la relazione tra obesità e depressione risponda a un modello genetico o biologico in quanto tale. Per la stessa ragione, la cosa migliore da fare per chi soffre di questa condizione è cercare aiuto psicologico.

I professionisti della salute mentale concordano sul fatto che è possibile invertire il ciclo obesità-depressione intervenendo precocemente. A tale scopo, è importante tenere in considerazione che l’obesità è spesso legata all’atto simbolico del mangiare.

L’ingestione compulsiva di cibo può essere dovuta all’ansia. E quest’ultima è spesso legata a esperienze psicologiche negative non riconosciute, che trovano una via d’espressione nella sovralimentazione.

L’intervento psicologico aiuta la persona obesa a elaborare un’adeguata immagine corporea e autostima. Inoltre, promuove un cambiamento di abitudini mirato all’acquisizione di uno stile di vita più sano, partendo dal riprendere il controllo delle proprie emozioni.

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