Nella vita nessuno regala niente: si deve tutto al proprio sforzo

· 7 dicembre 2016
Magari molti vedono i vostri successi come casuali, ma solo voi sapete lo sforzo e la dedizione che c’è dietro ognuna di queste mete raggiunte. 

Viviamo in una società in cui il successo, a volte, viene visto con un certo di sospetto. C’è chi pensa che avere successo nella vita, lungi dall’essere il riflesso dello sforzo, dipenda in realtà dall’influenza di terze persone o anche da una sorta di fortuna o dal destino che, di tanto in tanto, ci benedice con la sua bacchetta magica.

Magari è vero. È possibile che le forti influenze servano affinché determinate persone raggiungano certe posizioni senza avere le adeguate competenze. Tuttavia, il talento esiste.

Se qualcuno ha successo a livello lavorativo o personale in un determinato ambito, lo si deve nella maggior parte dei casi a tante notti passate in bianco, agli sforzi quotidiani, ai sacrifici e a quelle battaglie costanti in cui non c’è spazio per la resa.

Perché nella vita, come sappiamo tutti, nulla cade dal cielo. Nonostante ciò, c’è chi si limita a sognare, ad aspettare che “le cose accadano” per un capriccio dell’universo.

Altri, d’altro canto, sanno che, per raggiungere un sogno, esiste solo una formula magica: il lavoro.

Vi invitiamo a riflettere sull’argomento.

Mi trovo dove sono grazie ai miei sforzi

Victor Hugo sosteneva che “Il destino mescola le carte, ma è l’uomo a giocare la partita“.

Chi pensa che la felicità di uno dei nostri amici o la promozione della vicina di casa siano dovuti solo al caso, si sbaglia di grosso.

Molta gente si sforza di cercare spiegazioni per auto-compiacersi e nascondere così un’evidenza: il fastidio costituito dal vedere che gli altri sono molto più felici di quanto lo siano loro.

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Può risultare un po’ sorprendente, non c’è dubbio, ma dietro questa realtà si nascondono processi psicologici molto interessanti. Di seguito vi spiegheremo aspetti importanti che riguardano successo e invidia.

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Il doppio filo della felicità altrui

“Voglio che tu sia felice, ma non più di me”. Quest’idea riassume, senza dubbio, ciò che un “falso amico” sentirebbe per noi vedendoci vivere l’esistenza che sognavamo.

Se avete notato in alcune occasioni che alcuni vostri conoscenti assumono tale atteggiamento, vale la pena di comprenderne il motivo.

  • C’è chi ha bisogno di avere un certo dominio sulla sua cerchia più prossima. Tale controllo si basa anche in un’uguaglianza di condizioni. Se qualcuno esce da questo equilibrio, viene guardato con una certa diffidenza.
  • Questa necessità di controllo nasconde una bassa autostima. Se tutti coloro che mi circondano stanno male quanto me, allora le mie mancanze non vengono sottolineate, c’è un’uguaglianza di condizioni.
  • Ebbene, quando qualcuno trova lavoro, un partner o ha successo in un determinato campo della sua vita, l’altra persona viene messa in ombra o per meglio dire le sue mancanze e debolezze vengono messe in evidenza in rispetto alle qualità di chi, con grande sforzo, ha raggiunto i suoi obiettivi.

La perseveranza offre sempre i suoi frutti: fate orecchie da mercante quando qualcuno dice il contrario

“Vuoi fare un concorso per quel lavoro? Ma se è tutto già deciso e ci vuole la raccomandazione!” “Ti sei innamorata di questa persona? È fuori dalla tua portata, non perdere tempo!”

  • Tutti noi abbiamo sentito almeno una volta frasi del genere. Può cambiare lo scenario, il contesto e le voci, ma il proposito è sempre lo stesso: tarpare le ali, spegnere i sogni e, perché no, evitare che siate più felici di una determinata persona.
  • È chiaro che bisogna essere realisti dato che, in certe occasioni, è vero che ci costruiamo castelli in aria.

Tuttavia, quando il nostro obiettivo è chiaro, logico e possibile, bisogna fare tutto il possibile per raggiungerlo. 

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Lo sforzo quotidiano è il riflesso della perseveranza. Chi non investe tempo, emozioni, desideri e ognuna delle sue cellule, nervi, neuroni e battiti in un determinato obiettivo, non avrà successo.

Perché nella vita, come sappiamo, nessuno ti regala niente.

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L’unico atteggiamento che conta è non arrendersi

Insieme alla perseveranza e allo sforzo quotidiano, si aggiunge un atteggiamento imbattibile: quello del non “arrendersi”.

  • Chi è ansioso di raggiungere un obiettivo non solo lavora, non solo investe del tempo. A sua volta deve far fronte anche a molti condizionamenti esterni. 
  • Non ci sono solo i falsi amici precedentemente citati, i cosiddetti “guastafeste dei sogni”, c’è anche la stessa società, le sue strutture, le sue porte sul retro, i filtri, i muri… e, ovviamente, gli ostacoli in cui ci imbattiamo sempre.
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Bisogna resistere. Quando una persona pensa di essere capace di ottenere qualcosa, deve lottare in questi oceani convulsi in cui tutti quanti continuano a galleggiare. Perché a volte non è sufficiente solo avere talento.

A volte è necessario avere un cuore forte e una mente nobile, forte e decisa. 

Solo così otterremo il successo che meritiamo. 

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