Paralisi cerebrale, di cosa si tratta?

16 Agosto 2019
La paralisi cerebrale è un disturbo del movimento che appare, in genere, prima dei 3 anni d'età.

La paralisi cerebrale è una disabilità causata da una lesione cerebrale. La lesione limita l’attività del soggetto, in quanto ne influenza sia la mobilità che la postura. Gli scienziati definiscono la paralisi come un gruppo di disturbi permanenti del movimento.

In genere si verifica durante lo sviluppo del feto o nei primi anni di vita. Inoltre, può essere accompagnata da alterazioni della sensibilità e disturbi cognitivi. Per tale ragione, viene considerata una disabilità multipla.

Si stima che, in Italia la paralisi cerebrale colpisca un bambino su 500. È un disturbo invalidante e ad alta incidenza; in questo articolo vi spieghiamo di cosa si tratta e quanti tipi ne esistono.

Cos’è la paralisi cerebrale?

Come abbiamo accennato, la paralisi cerebrale in realtà si riferisce a una serie di disturbi che influenzano il movimento, l’equilibrio e la postura. Di solito compare nei primi anni di vita, dato che nella maggior parte dei casi si sviluppa durante la gravidanza.

Comprende in genere altri disturbi. Per esempio, risulta complicato svolgere semplici attività come camminare o scrivere. È frequente, inoltre, la coesistenza con disabilità mentali e altre patologie. Ciò, ovviamente, dipende dalla posizione e dall’entità della lesione cerebrale.

È una patologia permanente che non tende a cambiare nel tempo. Questo perché la lesione cerebrale è irreversibile e, con essa, il danno neurologico. Verificandosi di norma prima dei 3 anni, i sintomi sono evidenti sin da subito.

Emorragia cerebrale

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Sintomi

La paralisi cerebrale infantile è in genere evidente per via della difficoltà del bambino a sedersi, gattonare e persino sorridere. Vi è un’alterazione del tono muscolare, diverso a seconda del tipo di paralisi.

Tuttavia, i sintomi legati al movimento non sono gli unici. Può causare problemi di udito e difficoltà a riconoscere le sensazioni tattili (agnosia). Può anche causare disturbi della coordinazione, disturbi dell’attenzione o discinesia.

Tipi di paralisi cerebrale

Esistono diversi tipi di paralisi cerebrale infantile, le cui caratteristiche principali sono le seguenti:

  • Paralisi spastica. I soggetti colpiti mostrano diverse difficoltà a controllare i muscoli, i quali tendono a indebolirsi. Di solito colpisce braccia e gambe.
  • Paralisi discinetica. I movimenti sono involontari e lenti. Peggiora con la fatica e le forti emozioni. Migliora, invece, con il riposo e il sonno. Le persone con questo tipo di paralisi presentano difficoltà nell’articolazione del linguaggio.
  • Paralisi cerebrale atassica. Colpisce il cervelletto, che è la parte del cervello che controlla l’equilibrio.
  • Paralisi cerebrale mista. È dovuta a lesioni in diverse strutture, e pertanto comporta una combinazione di sintomi.

D’altra parte, la paralisi può anche essere classificata in base alle aree interessate. In questo caso troviamo:

  • Emiplegia (solo una metà del corpo).
  • Paraplegia.
  • Tetraplegia.
  • Monoplegia.

Allo stesso modo, viene anche classificata in base alla gravità. Potrà dunque essere lieve, moderata o grave.

Trattamento della paralisi cerebrale

Come accennato, si tratta di una patologia permanente e, purtroppo, incurabile. Tuttavia, grazie ad alcuni trattamenti e cure, è possibile migliorare le condizioni di vita del paziente. A tal proposito vengono utilizzate insieme: fisioterapia, terapia occupazionale e logopedia.

Per garantire il miglior trattamento, esistono diversi centri di riabilitazione, sia pubblici che privati. In essi possono essere applicati tutti i metodi menzionati.

Alcune delle cause della paralisi cerebrali possono essere facilmente prevenute. Ad esempio, è fondamentale evitare colpi alla testa nel bambino. Si può dunque fare ricorso a misure di sicurezza, come caschi e seggiolini appositi per l’automobile. È importante, inoltre, prestare la dovuta attenzione all’ambiente domestico.

Neonato che dormo

Un’altra situazione legata alla paralisi è l’incompatibilità del gruppo sanguigno tra la madre e il feto. Ciò può essere rilevato e prevenuto all’inizio della gravidanza. Allo stesso modo, la madre dovrebbe vaccinarsi contro il virus della rosolia, che pare essere correlato.

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In conclusione

Affrontare la gravidanza nel modo più sano possibile è il consiglio principale. Qualsiasi pratica rischiosa, come il fumo o l’alcool, possono danneggiare il feto. Inoltre, è necessario eseguire tutti glie esami previsti per la gravidanza. Se i problemi compaiono dopo la nascita, in presenza dei sintomi esposti, la cosa migliore è consultare tempestivamente un medico.

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