Personalità dannose: 5 tipi di “trafficanti di colpa”

6 aprile 2017
Dobbiamo imparare a capire quando è davvero colpa nostra e quando, invece, ci vogliono addossare responsabilità che, in realtà, non dipendono assolutamente da noi. 

I trafficanti di colpa abitano attorno a noi. Sono sempre molto vicini e, spesso, cadiamo nelle loro trappole di potere in determinati momenti della nostra vita.

Sono persone abituate a proiettare sugli altri un profondo e vile senso di colpa con cui dominarle e, a sua volta, farle cadere in una dinamica di emozioni negative in cui si crede di “fare tutto male e di essere dei buoni a nulla”.

In questi casi, ci troviamo senza dubbio davanti ad una manipolazione sottile e distruttiva.

Questa dinamica si esercita a tutti i livelli: in famiglia, in coppia e in molti ambiti lavorativi.

In effetti potremmo dire, senza timore di sbagliarci, che tutti noi conosciamo più di una persona che esercita tale abilità, questo traffico di colpa che può causare tante conseguenze.

Siamo certi che identificare le diverse persone che possono mettere in atto questo comportamento sarà di grande aiuto. Di seguito ve ne parliamo nel dettaglio.

Il gioco pericoloso della colpa e i suoi protagonisti

Uno dei “giochi” di potere più letali che possiamo mettere in atto all’interno dei nostri rapporti di amicizia, delle nostre interazioni in contesti lavorativi o familiari è, senza dubbio, la proiezione della colpa.

Ci sono molti modi per mettere in atto questa strategia. Il modo in cui ci assumiamo la responsabilità di alcune cose e non di altre dipende sempre dal tipo di manipolatore o trafficante di colpa. 

Il gioco di potere che porta avanti il nostro partner non è uguale, per esempio, a quello che può mettere in pratica un familiare.

Vediamo adesso quanti tipi di “trafficanti di colpa” possiamo incontrare.

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1. I generosi ed affettuosi

“Te lo dico perché ti amo e perché voglio solo il meglio per te. Quello che stai facendo, però, non va bene e, inoltre, sacrifica quello che è davvero importante e coloro che si preoccupano per te”.

  • Questo è un chiaro esempio di abuso emotivo.
  • Si tratta di una frase tramite la quale, con l’espediente della dolcezza e dell’affetto, veniamo umiliati ed incolpati dell’infelicità o del malessere di chi ci circonda.
  • Comportamenti di questo tipo sono molto comuni nell’ambito familiare.
  • Altro esempio: “Se accetti questo lavoro e te ne vai di casa, sarai infelice e renderai tutti quanti infelici. Non è la cosa da fare, tesoro”.

Il senso di colpa che ci viene proiettato è accompagnato da questa sorta di affetto che non ha alcun valore. Inoltre, avendo un vincolo così stretto con queste persone, l’impatto è maggiore e profondo.

2. Quelli che ci addossano la responsabilità di tutto

Se cade un piatto, è perché siamo incredibilmente imbranati. Se a loro si brucia la cena, è perché li abbiamo distratti. Se la ruota della macchina si buca, è perché non ci ricordiamo mai di passare dal meccanico per fare una revisione.

Ci sono persone che hanno questa capacità: quella di dare agli altri la colpa di tutte le cose negative che accadono.

È un metodo lento e progressivo di distruzione che bisogna intuire e frenare quanto prima.

3. Quelli che fondano la loro autostima sul renderci le loro marionette

“È chiaro che senza di me non sai fare nulla; visto come rovini tutto quando intervieni?”, “Sbagli sempre in tutto quello che fai; da ora in poi me ne occuperò io”.

  • Questo è un esempio di relazione tossica e di un metodo di dominazione molto concreto.
  • Chi esercita il potere proietta su noi una colpa infondata con l’intento, innanzitutto, di umiliarci come persone.
  • Lo fa sottovalutando le nostre azioni, i nostri pensieri, la nostra personalità.

Ci farà credere che siamo nulla e che lei è tutto.

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4. Quelli che non capiscono cosa significhi assumersi la responsabilità delle proprie azioni

Siamo certi che conoscete più di una persona di questo tipo. Commettono errori, imprudenze, causano importanti problemi con i loro comportamenti… Tuttavia, sono incapaci di assumersi le responsabilità delle proprie azioni.

Invece di assumersi la colpa, la addossano sugli altri.

“La responsabilità è tua perché mi hai dato retta”, “in fin dei conti la colpa è tua perché ti sei fidato troppo…”

5. Quelli che lo fanno per il nostro bene, “per farci capire”

Molti affermano che dare la colpa agli altri per quello che avviene sia un modo per insegnare loro ad assumersi le responsabilità, a maturare.

Pensiamo, per un attimo, ad un’azienda.

  • Immaginiamo che la dirigenza ci renda responsabili degli errori altrui ed esiga che li risolviamo.
  • Per giustificarsi, ci viene ricordato che in un’azienda tutti devono assumersi delle responsabilità, perché le cose funzionano così.
  • Oppure pensiamo a quei genitori che obbligano il figlio maggiore a prendersi la responsabilità delle azioni del fratello minore.

Devono accollarsi la colpa solo perché sono più grandi o magari per essere il maschio o la femmina della situazione.

Non è la cosa giusta da fare. In famiglia o al lavoro, ogni persona deve essere responsabile delle proprie azioni e deve assumersi le sue responsabilità. 

Colpevolizzare uno soltanto di tutti gli errori o delle disattenzioni è un modo per stressare e minare l’autostima di una persona in concreto.

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