Ricostruzione mammaria: cos'è e quando è consigliata?

Un intervento di ricostruzione mammaria è una decisione sempre più frequente tra le pazienti oncologiche. Analizziamone le indicazioni e i possibili approcci a disposizione.
Ricostruzione mammaria: cos'è e quando è consigliata?

Ultimo aggiornamento: 08 agosto, 2021

La ricostruzione mammaria è una procedura che permette di restituire un aspetto relativamente normale al seno. Si tratta di un intervento chirurgico che viene eseguito in diversi modi, in base alla situazione di ogni donna e della patologia alla base.

In genere è un intervento successivo a una mastectomia a seguito di cancro. La mastectomia è, a sua volta, un’operazione che consiste nell’asportazione di uno o di entrambi i seni al fine di trattare o prevenire la patologia oncologica mammaria.

Il cancro al seno è uno dei tumori che più spesso colpisce le donne e il seno ha una forte influenza sull’autostima e sulla fiducia della donna. In questo articolo spieghiamo tutto quello che dovreste sapere sulla ricostruzione mammaria e su come si esegue.

Per quale motivo sottoporsi a una ricostruzione mammaria?

La ricostruzione mammaria, come spiegato nell’introduzione di questo articolo, è una procedura che viene eseguita a seguito di mastectomia. La mastectomia è un intervento finalizzato al trattamento o alla prevenzione del tumore al seno.

Secondo alcuni esperti del settore della chirurgia estetica e ricostruttiva, l’intervento di ricostruzione serve a migliorare l’immagine di sé e a favorire la stabilità emotiva della donna che si è dovuta sottoporre a mastectomia.

Con la ricostruzione mammaria l’intento è restituire alla mammella il suo aspetto naturale. Teoricamente si andrà a riempire lo spazio vuoto o la deformità risultanti dall’intervento di mastectomia. Allo stesso modo, si proverà a rendere i seni più simili possibile. Nella maggior parte dei casi viene anche ricostruito il capezzolo o l’areola, in modo da ottimizzare il risultato.

Si tende spesso a pensare che la ricostruzione mammaria sia possibile solo con delle protesi. Eppure, grazie ai progressi della medicina sono sempre di più i modi per intervenire. Appaiono in crescita, di fatto, sia la consapevolezza sia la preoccupazione in merito all’argomento.

In molti Paesi, tra cui l’Italia, la ricostruzione fa parte del trattamento del tumore al seno. Una volta diagnosticato il cancro, è possibile procedere con la pianificazione di una strategia a cui collaboreranno oncologi e chirurghi plastici, in modo da giungere alla soluzione migliore e al risultato estetico più sicuro. 

Quando è possibile eseguire la ricostruzione mammaria?

La ricostruzione mammaria può essere eseguita in quasi tutte le donne che si sono sottoposte a mastectomia, ma questo dipenderà dalle condizioni di salute della paziente, oltre che dallo stadio del cancro.

In alcuni casi viene eseguita in contemporanea all’intervento di mastectomia e prende il nome di ricostruzione immediata. Tra i suoi benefici, un numero inferiore di ricoveri e di interventi. Ha inoltre un impatto psicologico inferiore per la paziente.

Eppure, non sempre è possibile. Come spiega in un articolo il National Cancer Institute, è di vitale importanza valutare se la donna riceverà o meno un trattamento radioterapico.

Il problema nasce dal fatto che la radioterapia può provocare complicazioni alla ferita, con conseguente difficoltà di cicatrizzazione. In alcuni casi, tuttavia, questa non viene considerata una controindicazione.

Il tipo di neoplasia, poi, è determinante: se il cancro al seno è di tipo infiammatorio, di solito è necessario asportare un’ampia porzione di pelle durante la mastectomia. Ecco perché può essere complicato ricostruire in quel dato momento.

Prevenire il cancro al seno.
Il cancro al seno è una patologia che colpisce con frequenza le donne. Le conseguenze non sono solo fisiche, ma anche psicologiche.

Importanza della valutazione medica

La valutazione medica è di fondamentale importanza nella ricostruzione mammaria. Come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, la strategia in genere viene concordata da diversi specialisti in campo medico.

La paziente deve capire quali sono le opzioni di trattamento e valutarle. Ci sono tanti fattori che influiscono sul tipo di tecnica scelta per la ricostruzione. Ad esempio, l’età, le dimensioni del seno e la sua forma. Ovviamente bisognerà valutare il tutto caso per caso.

Oltretutto, la donna potrebbe voler scegliere il momento giusto per sottoporsi alla ricostruzione mammaria. Alcune non vogliono realizzarla immediatamente.

D’altra parte, è importante sottolineare che i chirurghi plastici sono abituati a questo tipo di interventi. Ecco perché il loro parere di solito è obiettivo e orientato al risultato. 

Opzioni per la ricostruzione mammaria

La ricostruzione mammaria può essere eseguita mediante diverse tecniche. Come anticipato, il tentativo è quello di scoprire quella più indicata per ciascuna paziente. Nei paragrafi che seguono descriviamo le opzioni principali.

1. Ricostruzione con protesi

Una delle opzioni più spesso scelte per la ricostruzione dei seni consiste nell’utilizzo di protesi mammarie. Secondo gli esperti della Mayo Clinic, questi dispositivi aiuterebbero a rimodellare il seno offrendo volume. In genere vengono riempiti con soluzione salina o con gel di silicone. 

Molto spesso l’installazione delle protesi avviene proprio durante la mastectomia. Tuttavia non di rado sono necessari diversi interventi successivi. In alcuni casi viene impiantato un estensore in questo primo intervento; si tratta di un dispositivo che permette di allungare la pelle del seno.

Aiuta inoltre a creare uno spazio in cui collocare la protesi in un secondo momento. Questo strumento aumenterebbe gradualmente lo spazio necessario.

Una volta raggiunta l’espansione desiderata, si procederà a installare le protesi. In un secondo momento la chirurgia servirà a ricostruire il capezzolo e l’areola, di cui parleremo più avanti.

2. Ricostruzione con autotrapianto di tessuti

La ricostruzione mammaria può avvenire anche utilizzando tessuti provenienti da altre parti del corpo che prendono il nome di inserti o lembi. Secondo quanto spiegato in un articolo su Breast Cancer, il tessuto può essere ottenuto da aree come le cosce, il ventre o i glutei. Una volta ottenuto viene utilizzato per dare una nuova forma al seno.

Poiché si tratta di tessuto grasso, la paziente potrebbe ingrassare o dimagrire a seconda dell’oscillazione del suo peso. Il beneficio principale è che questo risultato può essere più naturale di quello ottenuto dalle protesi.

Il problema è che lascia più cicatrici: una sul punto inciso per ricavare il tessuto e l’altra proprio sul seno. Inoltre, di solito sono necessari diversi interventi.

D’altra parte, si sconsiglia di eseguire questa tecnica sulle donne con problemi di circolazione del sangue. Anche se sono fumatrici, diabetiche o se soffrono di una qualche patologia del tessuto connettivo.

3. Ricostruzione del capezzolo e dell’areola a posteriori

Il capezzolo e l’areola sono le parti più visibili del seno. La ricostruzione mammaria può richiedere un intervento di riparazione di questi tessuti. Così si riesce a fare in modo che i seni si assomiglino di più. L’intento è di renderli simili per quanto riguarda la posizione, la forma e le dimensioni.

In genere l’areola viene tatuata da uno specialista; capezzolo, invece, può essere ricavato dalla pelle di un altro punto del corpo. Se l’altro capezzolo è grande e viene conservato, allora è possibile asportarne una piccola parte per apporla sul seno ricostruito.

Alcune tecniche, inoltre, consentono di ottenere un nuovo capezzolo con la pelle dello stesso seno. In genere questo intervento viene eseguito da 3 a 4 mesi di distanza dall’intervento chirurgico. 

Discutera la terapia con la paziente.
Il piano terapeutico in caso di cancro al seno è lungo e articolato in diverse tappe che vanno rispettate.

Potrebbe interessarvi anche: La mastectomia: cos’è e in cosa consiste? 

Limiti e controindicazioni della ricostruzione mammaria

Bisogna tenere a mente che con la ricostruzione mammaria non sempre è possibile ottenere i risultati desiderati. Si tratta di una tecnica che può rivelarsi complicata in base alla situazione di partenza e alle condizioni del seno.

Inoltre, come per qualunque intervento chirurgico, anche questo può andare incontro a complicazioni. Per esempio, ematomi, infezioni e ritardi nella cicatrizzazione. In alcuni casi possono presentarsi dei sieromi, fratture delle protesi o persino rigetto delle stesse.

La ricostruzione richiede un certo tempo di convalescenza

La ricostruzione mammaria è un intervento chirurgico molto utile per provare a restituire un aspetto naturale, simmetrico e attraente al seno. Con questa tecnica la donna che si è dovuta sottoporre a mastectomia potrà recuperare la propria autostima e la fiducia in se stessa.

Tuttavia, è ancora una procedura chirurgica piuttosto complessa. Come qualunque altro intervento chirurgico, anche in questo caso il recupero post-operatorio richiede diverso tempo e bisogna fare diverse considerazioni prima di sottoporsi a questa procedura. Ecco perché è fondamentale seguire i consigli dello specialista.

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