Scoperto come rigenerare il cuore dopo un infarto

I ricercatori inglesi sperano che la scoperta della proteina VEGF-C serva a sviluppare una terapia che stimoli il recupero del cuore e riduca i danni causati dall'infarto.
Scoperto come rigenerare il cuore dopo un infarto

Ultimo aggiornamento: 31 gennaio, 2022

Una ricerca condotta dalle Università di Oxford e di Londra ha scoperto il modo per rigenerare il cuore dopo un infarto. O meglio, l’equipe è riuscita a far sì che il cuore si riparasse da solo.

Dopo un infarto, la capacità dei ventricoli del cuore di pompare sangue in un solo battito si riduce. Questo può causare la morte del tessuto cardiaco, per mancanza di ossigenazione.

Le zone morte, a causa della mancanza di afflusso di sangue, causano insufficienza cardiaca. E sebbene nel cuore nascano altre cellule, queste perdono la loro funzione a causa delle difficoltà nel pompaggio del sangue.

Per migliorare la qualità della vita dei pazienti e ridurre il rischio di un secondo infarto, i medici potevano ricorrere a un trapianto o ad altri interventi chirurgici invasivi e ad alto rischio.

I dati dello studio

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Nel corso di una ricerca durata anni, un gruppo di medici ha lavorato a un nuovo trattamento capace di indurre il cuore a guarire se stesso dopo aver subito un attacco.

I risultati ottenuti hanno fatto pensare che, in un futuro non troppo lontano, questo tipo di cura potrebbe aiutare milioni di persone che vivono nel timore di sviluppare uno scompenso cardiaco.

Durante lo studio, gli scienziati hanno scoperto che è possibile rigenerare il cuore dopo un infarto. O meglio, si sono resi conto che il cuore può guarire da solo dopo l’evento, iniziando a creare nuovi vasi linfatici.

Questi vasi sono i mezzi attraverso i quali vengono eliminati le cellule di scarto e i batteri, per dare luogo al processo di recupero del tessuto danneggiato. Tuttavia, poiché questo processo è piuttosto lento, gli scienziati hanno dovuto accelerarlo.

La tecnica impiegata ha visto come protagonista la proteina nota come fattore di crescita dell’endotelio vascolare C (VEGF-C), che per ora si mostra promettente per farmaci e trattamenti futuri.

I dati prodotti dalla ricerca sono così importanti che si ritiene possa essere utilizzata per il trattamento dell‘insufficienza cardiaca, una malattia che insorge dopo l’infarto e riduce la capacità di pompare il sangue ai tessuti del corpo.

Finora, la maggior parte dei pazienti a cui è stato diagnosticato questo disturbo riesce a vivere solo un massimo di altri 5 anni dopo aver subito il danno e solo una minima parte rallenta o interrompe il processo degenerativo, dopo aver subito vari trattamenti o interventi chirurgici.

I ricercatori sperano che il VEGF-C possa essere utilizzato per sviluppare una terapia in grado di rigenerare il cuore o, in altre parole, stimolarlo ad accelerare il processo di guarigione, molto prima che le conseguenze diventino tragiche.

Una ricerca promettente

Paul Riley, a capo della ricerca e professore all’Università di Oxford, si mostra speranzoso:

“Abbiamo dimostrato che i pazienti che hanno subito un infarto, con una stimolazione adeguata, possono sperimentare grandi progressi, grazie a questa proteina che attiva e stimola il muscolo cardiaco a rigenerarsi. Allo stesso tempo, potrebbe ridurre in modo drastico i danni causati dall’infarto e migliorare la funzione di pompaggio del sangue”.

Per ora sono necessari ulteriori studi per corroborare i risultati e ricevere l’approvazione per sviluppare il trattamento.

Rigenerare il cuore dopo un infarto, una questione di stile di vita

Oltre a rigenerare le cellule del cuore, il paziente deve essere guidato in direzione del recupero, non solo fisico, ma emotivo.

Allo stato attuale, il trattamento è ancora molto complesso, e i pazienti devono fare affidamento soprattutto sulla pratica delle buone abitudini.

  • È molto importante evitare di pensare a un secondo infarto o alla morte, poiché l’ansia peggiora lo stato di salute.
  • Chi soffre di infarto deve obbligatoriamente rinunciare ad abitudini come fumo e alcol.
  • È fondamentale migliorare la dieta ed evitare cibi ricchi di grassi saturi e trans, zucchero e sale.
  • È essenziale evitare di cadere nell’obesità o adottare misure per combatterla.
  • Dovrebbe essere adottata una routine di esercizi a basso impatto, preferibilmente sotto la supervisione di un trainer e sempre in accordo con il medico.
  • Per quanto riguarda l’attività sessuale, è consigliabile attendere un po’ di tempo prima di riprenderla; questo perché, come l’attività fisica ad alto impatto, innalza la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria e la pressione arteriosa.
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