Anche se soffrite, non arrecate danno agli altri

27 luglio 2016
Anche se non sembra, tutto quello di cui si ha bisogno per alleviare la propria sofferenza è tempo. Datevi quello di cui avete bisogno e, nel frattempo, cercate di evitare che il vostro dolore danneggi gli altri 

La sofferenza è uno spazio privato, profondo e complesso, che bisogna riparare poco a poco per riottenere l’equilibrio, quella pace interiore che ci permette di affrontare di nuovo la vita di tutti i giorni con forza ed ottimismo.

Sebbene tutti debbano affrontare momenti di difficoltà personale e di scoraggiamento, una cosa che non dovremmo mai fare è cercare dei colpevoli. Cercate di non arrecare danno agli altri, di non proiettare la vostra sofferenza su chi vi circonda.

A volte c’è chi non riesce ad evitarlo. Esistono stati depressivi in cui lo sconforto è tale da tradursi in rabbia e disinteresse, fino al punto di incolpare altre persone del proprio stato, della propria malattia.

Quello di cui abbiamo bisogno è supporto, aiuto e, soprattutto, prendere coscienza del fatto che dobbiamo essere i nostri personali architetti emotivi. Affrontate le vostre tenebre senza ferire gli altri, gestite le vostre emozioni affinché, poco a poco, otteniate la calma, la tranquillità.

Vi invitiamo a riflettere al riguardo.

La vostra sofferenza: un muro da abbattere

Di certo in più di un’occasione avrete sentito dire che “non c’è nulla che amareggi di più una persona amareggiata che non potere amareggiare gli altri”.

Nonostante tutti abbiano provato sulla propria pelle cosa significhi passare la giornata accanto a qualcuno che non smetta di influenzarci con la sua negatività e il suo sconforto, c’è un fatto che non possiamo omettere: si tratta di una persona che soffre.

La vostra sofferenza è rispettabile alla pari di quella degli altri e tutti noi possiamo trovarci in qualche momento in queste situazioni di difficoltà personale in cui, quasi senza rendercene conto, tendiamo il nostro manto di oscurità sugli altri.

Per questo motivo, è importante pensare alle seguenti dimensioni:

I muri intorno alla vostra sofferenza

L’Intelligenza Emotiva è fondamentale in queste situazioni. Ci sono momenti in cui falliamo, in cui veniamo delusi, traditi. Qualcuno ci tradisce e quello che proviamo, sopratutto, è rabbia.

  • Questa rabbia poco a poco dovrebbe canalizzarsi in tristezza e in sfogo emotivo. Vivere una fase in cui l’ira cerca sempre colpevoli intorno a sé. 
  • È comune rinchiudersi in una specie di “corazza” in cui il mondo viene rimpicciolito e ridotto ad una sola sensazione con molte forme e colori: il dispiacere, il disagio, l’invidia ed il fastidio vedendo che gli altri continuano a ridere, mentre noi “moriamo di dolore”.
  • Bisogna dire che ogni persona affronta questi stati a modo proprio. C’è chi è più abile e chi prova una forte incapacità nel gestire tale sofferenza. Si limitano ad alzare un muro con cui proteggersi o persino da cui attaccare gli altri.

donna che piange con fiori sul collo

Riconoscere le emozioni per controllarle meglio

L’arte di amareggiarsi la vita è molto comune al giorno d’oggi. Smettiamo di stabilire come priorità la pratica della libertà emotiva, l’indipendenza e la giusta attenzione a se stessi.

  • La libertà emotiva è la capacità di saper dar parola alle nostre sensazioni, a quello che ci disturba, a quello che ci ferisce. Se ci limitiamo a nascondere tali emozioni negative, alla fine saremo come “una bomba ad orologeria” sul punto di esplodere.
  • L’indipendenza, d’altra parte, è l’abilità di non afferrarci all’odio, al rancore, a questa emozione negativa che ci rende schiavi di chi ci ferisce. Sappiamo che la sofferenza, a volte, ha una forma concreta, che ha nome e cognome, ma per essere liberi, è necessario perdonare, avanzare.
  • La giusta attenzione verso se stessi non è sinonimo di egoismo. Al contrario, è una delicata arte con cui dare inizio ad un buon dialogo interiore in cui ascoltare le necessità, identificare le paure, le ferite aperte e le preoccupazioni. Quanto più ci si prende cura di se stessi, più aumenta la propria autostima tale benessere interiore si proietta anche su chi ci circonda.

Il tempo e la nostra volontà porranno rimedio alla sofferenza

Non cercate mai colpevoli della vostra sofferenza né serbate odio. Non ne vale la pena, perché le emozioni negative non curano, viceversa ci fanno ammalare.

  • Il rancore non serve a nulla. Per questo motivo, quando affrontate momenti difficili, siate consapevoli di ogni gesto e ogni parola che proiettate intorno a voi. A volte, senza rendervene conto, favorite più distanza che vicinanza.
  • A sua volta, chi ci sta vicino può essere intuitivo ed empatico verso la nostra realtà personale e supportarci.

Per questo motivo dobbiamo essere capaci di lasciarci aiutare, prenderci cura e ascoltare per trovare la forza, per sentirsi più abili e, allo stesso tempo, compresi.

Leggete anche “sono le nostre azioni a renderci persone migliori”

soffione

Il tempo cura, ma sappiate che spesso non permette di dimenticare. Le ferite non si cancellano dalla nostra memoria, si ricordano senza che facciano male.

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