Quali sono i diversi tipi di insonnia?

· 15 agosto 2017
Possiamo parlare di diversi tipi di insonnia in base al momento in cui si verificano e alla durata; per ognuno di essi vi è un diverso approccio

Avere difficoltà a conciliare e/o a mantenere il sonno è un problema molto abituale al giorno d’oggi. A seconda del motivo, della durata o delle conseguenze, possiamo distinguere diversi tipi di insonnia.

In questo articolo vi sveliamo i più importanti.

Cos’è l’insonnia?

Se non riusciamo a dormire una notte perché siamo molto ansiosi a causa di un evento specifico (un viaggio, un trasferimento, un matrimonio, ecc.) è assolutamente normale e non dovremmo preoccuparci.

Il problema sussiste quando i problemi del sonno si trasformano in una regola e non in un’eccezione.

L’insonnia colpisce una grande percentuale della popolazione mondiale e può manifestarsi quando si va a dormire oppure all’alba (svegliandoci e non riuscendo a riprendere sonno).

Si distingue a seconda della durata:

  • Acuta se dura meno di 1 mese.
  • Subacuta se si manifesta tra le 4 e le 6 settimane.
  • Cronica se dopo più di 6 mesi non si è riusciti a risolvere il problema.

Possono essere molte le cause dell’insonnia ma, in particolare, essa è dovuta ad alterazioni psicologiche quali stress, depressione e ansia.

In alcuni casi può dipendere da uno squilibrio ormonale relazionato ad alcuni problemi nel ritmo circadiano (quello che regola sonno e veglia).

È importante sapere, tuttavia, che l’insonnia può avere anche altre origini, come:

  • Cattive condizioni del luogo in cui si riposa
  • Abitudini irregolari del sonno
  • Cene copiose
  • Consumo di sostanze eccitanti per il sistema nervoso (caffè, alcol, droghe, ecc.).

È possibile anche soffrire di insonnia dopo un intervento chirurgico, a causa dell’astinenza da alcol, di stress post-traumatico o come effetto secondario di un farmaco.

Leggete anche: Come conciliare il sonno quando vi svegliate di notte

Si può controllare l’insonnia?

Possiamo prevenire la comparsa di questo problema ed evitare che diventi cronico se manteniamo alcune sane abitudini:

  • Non assumere sostanze eccitanti di sera.
  • Fare cene leggere.
  • Fare sport, al massimo, fino al tramonto.
  • Tenere la stanza da letto in ordine e diminuire rumori e luci.
  • Andare a letto e alzarsi sempre alla stessa ora.
  • Fare un bagno rilassante prima di andare a letto.
  • Non guardare la televisione e non usare il telefono la sera.
  • Evitare i riposini pomeridiani prolungati.

Il riposo è fondamentale per l’organismo, perché lo ripara e rigenera, lo termoregola e lo prepara per le attività del giorno seguente.

L’insonnia, dunque, può avere sempre molte conseguenze negative, tra cui spiccano:

  • Difficoltà di concentrazione e memorizzazione
  • Stanchezza, svogliatezza e sonnolenza
  • Incidenti stradali o al lavoro
  • Irritabilità, depressione e malumore
  • Disorientamento e conflitti esistenziali

Quanti tipi di insonnia esistono?

Possiamo suddividerli in tre grandi gruppi: a seconda della durata, della gravità e della fascia oraria.

Transitoria o acuta

Si tratta di un disturbo che dura al massimo 4 settimane. Può essere dovuto, ad esempio, a cambiamenti delle abitudini del sonno, all’orario lavorativo o alla posizione geografica (quello che tutti noi conosciamo come “jet lag”).

Questo tipo di insonnia può essere provocata anche da stress, da una malattia, da problemi personali o da eccesso di caffeina e alcol.

A breve termine o subacuta

Dura tra le 4 e le 6 settimane. È più frequente nelle persone che hanno avuto un serio incidente o hanno perso una persona cara.

È solito sperimentarlo anche come conseguenza dello stress post-traumatico. 

A lungo termine o cronica

Presenta una durata superiore ai tre mesi e può persistere finché il soggetto non tratta il problema. Nella maggior parte dei casi è dovuta a una malattia fisica o psichica cronica.

Lieve o leggera

Si tratta di un disturbo del sonno molto comune, infatti non presenta conseguenze particolarmente negative sulla qualità di vita delle persone.

Il giorno dopo il soggetto si sveglia più stanco o meno voglioso di lavorare, ma senza mettere a rischio la propria salute.

Moderata

Quando l’insonnia diventa un fenomeno sempre più abituale, gli effetti sono più visibili e importanti.

Il deterioramento giornaliero ha a che fare con la stanchezza, l’irritabilità, l’ansia e la mancanza di rendimento al lavoro.

Il malumore è ricorrente, così come i problemi nel trattenere le informazioni.

Grave

Il disturbo del sonno in questo caso si presenta con una maggiore intensità e si ripercuote notevolmente sulla vita di chi ne soffre.

Non si può realizzare nessuna delle attività quotidiane di solito svolte, poiché non si dispone dell’energia sufficiente per alzarsi dal letto. 

Gli sbalzi d’umore, inoltre, sono sempre più irregolari ed è possibile che il soggetto debba assumere farmaci e medicine per risolvere la situazione.

Iniziale o di conciliazione

Si presenta non appena andiamo a letto ed è caratterizzata dalla difficoltà a conciliare il sonno fino alle prime ore del mattino.

La persona non trova nessun metodo efficace per dormire (contare le pecore, leggere, meditare, ascoltare musica rilassante, ecc.).

Molte volte questa forma di insonnia è provocata dall’ansia o dai problemi che non permettono al cervello di rilassarsi a sufficienza. 

Vi consigliamo di leggere: Le migliori erbe per riuscire a dormire tutta la notte

Intermedia o del mantenimento del sonno

In questo caso il problema si verifica all’alba. Sebbene si riesca a conciliare il sonno non appena si va a dormire, dopo poche ore ci si sveglia e risulta impossibile riaddormentarsi.

Ci si può svegliare anche diverse volte nel corso della notte.

Terminale o di fine sonno

Nota anche come insonnia mattutina, in tali circostanze la persona si sveglia prima dell’ora pianificata.

Può essere dovuta alla mancanza di buio totale nella stanza (con i primi raggi del sole gli occhi si aprono) o per la troppa ansia accumulata nell’arco della giornata.

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