Tarli del legno: come individuarli e trattarli

4 Novembre 2020
Non è facile capire se un oggetto in legno abbia i tarli, che possono essere presenti da anni. Quando finalmente ce ne accorgiamo, spesso la struttura ha già subito seri danni.

I tarli sono tra i principali nemici del legno. I buchi e le gallerie creati dalle larve non sono percepibili fino a quando il danno non è di una certa entità. Bisogna quindi prevenirli o individuarli il prima possibile. Ma cosa sono esattamente i tarli del legno e come capire se i nostri oggetti sono stati attaccati?

I tarli del legno

Tarlo è il nome che viene dato alle larve di diverse specie di coleotteri, note perché rodono, bucano e deteriorano il legno. Sono, per l’esattezza, larve xilofaghe, ovvero che si nutrono di legno.

Nutrendosi, le larve creano dei tunnel all’interno del legno danneggiandone gravemente la struttura. Per questo motivo, è essenziale essere vigili e prevenirne la comparsa.

Che tipo di legno è preferito dai tarli?

Mobili da giardino in legno.
In genere i tarli preferiscono il legno lavorato dall’essere umano, perché ha una temperatura più gradevole e un tasso di umidità più basso.

Il tarlo del legno è un insetto legato all’uomo, nel senso che appare dove sono presenti manufatti e insediamenti umani. La sua presenza in natura, invece, è più scarsa.

Predilige, di fatto, il legno poco umido, così come gli ambienti riparati da freddo e calore eccessivi e dall’acqua. Per questo motivo è più insolito trovarlo nei boschi o all’interno di un albero vivo. È più frequente vedere un’infestazione da tarli in:

  • Mobili o strutture in legno antichi.
  • Ambienti con temperatura intorno ai 20-24 gradi.
  • Oggetti preferibilmente in faggio, acero o castagno.

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Come individuare la presenza dei tarli del legno?

Nelle prime fasi non sono facilmente rilevabili, poiché i fori da essi creati raggiungono a malapena i tre millimetri. Ciononostante, le dimensioni dei fori cresceranno gradualmente, fino a raggiungere i dieci millimetri.

Anche il caratteristico rumore emesso dagli insetti mentre rodono il legno è difficile da sentire, quasi impercettibile.

Di solito riusciamo a rilevare i tarli del legno quando vi è segatura sotto il mobile, il cosiddetto rosume, oppure quando i fori diventano visibili. A questo punto, purtroppo, il danno è piuttosto esteso.

I tarli infestano il legno e lo deteriorano quando sono allo stadio larvale. Si nutrono di legno per anni, infine vanno incontro a metamorfosi per diventare adulte, ovvero coleotteri capaci di volare. Una volta usciti, vivono pochi giorni: il tempo sufficiente per depositare le proprie uova nel legno e poi morire.

Come capire se i tarli sono morti?

vecchie assi con gallerie.
Quando un oggetto è infestato dai tarli, si nota la presenza di fori in superficie e segatura a terra.

Per individuare la presenza dei tarli, dobbiamo considerare la presenza di segatura intorno al mobile o all’oggetto e di piccoli fori.

Questi segni, tuttavia, non indicano che il tarlo è ancora all’interno. Potrebbe non essere più presente e le gallerie potrebbero risalire a una vecchia infestazione.

Considerato che le larve possono vivere nel legno e nutrirsene per anni, quando notiamo segatura e fori, dobbiamo tenere conto di alcuni aspetti:

  • Il colore della segatura. Se è bianco, sicuramente l’infestazione è recente e potrebbero esserci ancora delle larve all’interno del mobile. Al contrario, se la segatura è di colore marrone, forse il parassita è già scomparso.
  • La dimensione dei fori. Ricordiamo che la larva va incontro a metamorfosi trasformandosi in un coleottero che risale verso l’esterno. Se i fori sono grandi, ciò potrebbe indicare che il tarlo è già uscito e non si trova più nell’oggetto.
  • Il rumore delle larve che rodono il legno. Se riusciamo a distinguere il caratteristico rumore dell’insetto che mastica la fibra del legno, l’infestazione è ancora presente.

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Come combattere i tarli del legno

Sono diversi i metodi per combattere i tarli:

  • Congelamento: le larve non sopravvivono al freddo. L’oggetto infestato può essere quindi conservato per un certo periodo in una cella frigorifera. Si tratta, tuttavia, di un metodo che deve essere eseguito da mani esperte, poiché il congelamento potrebbe rovinare la struttura del legno.
  • Gas. Alcuni restauratori trattano i mobili tarlati con il gas all’interno di una camera a chiusura ermetica. Altri trattamenti, sempre eseguiti da un artigiano, sono l’applicazione del calore e l’anossia (privazione dell’ossigeno).
  • Trattamenti chimici. Prevedono l’applicazione di gel e iniezioni di sostanze chimiche antitarlo.

Alcuni rimedi fai da te che possono essere efficaci in questi casi sono:

  • Insetticida. Se l’oggetto o il mobile non è troppo grande, possiamo eliminare l’umidità con un asciugacapelli. In seguito, applichiamo un insetticida specifico contro i tarli e avvolgiamo l’oggetto nella plastica fino a quando il parassita non scompare.
  • Freddo. Ai tarli del legno non piace il caldo, ma nemmeno il freddo. Per questo motivo, una possibile soluzione potrebbe essere lasciare il mobile all’esterno durante la stagione invernale.

Prevenzione

Mano lucida tavolo di legno.
La verniciatura è una delle tecniche più utilizzate per prevenire la comparsa dei tarli del legno.

Ecco alcuni consigli per prevenire la comparsa dei tarli: 

  • Arieggiare. È essenziale, poiché l’accumularsi di umidità all’interno del legno rende le fibre più morbide e appetibili per i tarli.
  • Verniciare. Sebbene non garantisca la mancata penetrazione dei tarli nel legno, una mano di vernice costituisce una barriera di sicurezza. In commercio si possono trovare specifiche vernici antitarlo.
  • Prestare attenzione. Il primo passo per preservare i nostri oggetti di legno è rilevare tempestivamente la presenza di ospiti indesiderati.

Non è un problema da trascurare, poiché nel momento in cui sono già visibili i fori a volte il danno interno è esteso. Meglio prevenire che curare e, se è il caso, affidarsi a un artigiano esperto.

  • Zahradník, J., 1990. Guía de los Coleópteros de España y de Europa. Omega, Barcelona
  • Hickin, N.E. (1963), The woodworm problem.
  • D. B. Pinniger, R.E. Child (19996), “Woodworm: A necessary case for tratment? New techniques for the detection and control of furniture beetle”, Proceedings of the Second International Conference on Urban Pests.