Tumore alle ovaie: come riconoscerlo?

Per ricevere una diagnosi precoce del carcinoma ovarico e prevenire gravi problemi, è molto importante effettuare controlli annuali, o più spesso se vi sono precedenti familiari.

Malattie gravi come il cancro di solito mostrano alcuni campanelli d’allarme che spesso non colleghiamo al problema. Grazie alle informazioni che presentiamo a seguire potrete capire se allarmarvi per un possibile tumore alle ovaie e recarvi dal medico il prima possibile.

Riconoscere il tumore alle ovaie in una fase precoce è fondamentale per poterlo trattare senza complicanze serie.

Circa il 20% dei casi di cancro alle ovaie vengono  rilevati in questa prima fase. Questo si traduce in non meno del 94% delle possibilità di sopravvivere. 

Fasi del tumore alle ovaie

Il tumore alle ovaie può manifestarsi in un massimo di quattro stadi a seconda del grado di estensione:

  • Fase 1: limitato a una o entrambe le ovaie.
  • Fase 2: limitato al bacino.
  • Fase 3: esterno al bacino, ma limitato nell’addome, vi è il coinvolgimento dei linfonodi ma non della parte interna del fegato.
  • Fase 4: si diffonde al fegato o all’esterno dell’addome.

Come riconoscere il tumore alle ovaie

1. Esami di routine

Esami di routine

Sottoponetevi ogni tanto agli esami di routine per controllare il vostro stato di salute. La prevenzione è fondamentale per rilevare in tempo un possibile problema.

Con un esame pelvico, il medico palperà le ovaie e l’utero per esaminarne le dimensioni, la forma e la consistenza. Ciò rende possibile individuare in fase iniziale alcuni tumori del sistema riproduttivo. 

Un altro testo è il Pap test che permette di rilevare il tumore; non aiuta, però, a rilevare quello alle ovaie. Sarebbe possibile riscontrarlo sono se si trova già in una fase avanzata.

2. Fattori genetici

Circa il 10% delle donne che soffrono di tumore alle ovaie rispondono a una causa genetica, essendovi diversi precedenti in famiglia.

Queste donne devono sottoporsi all’analisi delle mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2. Consiste in un semplice esame del sangue ed è possibile determinare i rischi che la paziente corre di soffrire di cancro o se lo presenta già nella sua fase iniziale.

3. Prove di screening in casi avanzati

 

Se il cancro è già stato diagnosticato, per vedere quanto è avanzato e la sua possibile fase di solito si praticano:

  • Isterectomia.
  • Rimozione delle ovaie e delle tube di Falloppio.
  • Biopsie o dissezione dei linfonodi aortici e pelvici.
  • Biopsie dell’omento.

Nel caso in cui il medico trovi il carcinoma nella fase 4, ovvero con metastasi al di fuori dell’addome o all’interno del fegato, prima dell’intervento si sottoporrà la paziente a trattamento chemioterapico.

Possibili trattamenti per il tumore alle ovaie

I farmaci per trattare il tumore alle ovaie di solito hanno meno effetti collaterali rispetto ad altri farmaci chemioterapici.

Ci sono due modi per somministrare la chemioterapia in caso di carcinoma ovarico: per via endovenosa o direttamente nell’addome.

Secondo studi recenti, è stato dimostrato che la somministrazione intraperitoneale aumenta significativamente la sopravvivenza. Questo è il metodo più usato dopo un intervento chirurgico di citoriduzione ottimale.

È possibile prevenirlo?

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Oltre ai controlli regolari, non esiste un modo per prevenire il tumore alle ovaie.

La rimozione delle tube di Falloppio e delle ovaie potrebbe prevenire la malattia, ma è una soluzione molto invasiva e ha altre gravi controindicazioni che devono essere sempre valutate e conosciute.

Ad esempio, l’assunzione della pillola anticoncezionale per più di 10 anni riduce notevolmente il rischio di cancro alle ovaie. Anche la legatura delle tube diminuisce le probabilità di soffrire di un tumore alle ovie.

In ogni caso, non dimenticate di fare un controllo annuale o una biopsia per analizzare le cellule. In questo modo sarete più tranquille ed è il modo migliore per rilevare un problema in tempo.

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