Qual è il vero segreto dell’attrazione?

8 ottobre 2016
Potremmo dire che il segreto dell'attrazione risiede nel nostro circuito neuronale. Esso rende le nostre letture emotive più o meno efficaci.

Le caratteristiche che rendono una persona attraente per un’altra, sono state oggetto di curiosità e studio per centinaia d’anni.

Nonostante sia stato dimostrato che esse possono cambiare a seconda del contesto, dei valori e dello stile di vita, c’è chi continua a pensare che siano le qualità fisiche ad attirare di più l’attenzione.

Le caratteristiche fisiche sono importanti, ma è chiaro che non si tratta dell’unico fattore capace di renderci gradevoli agli altri.

In molti assicurano che l’attrazione dipenda più dalla personalità e dalle qualità che si riscontrano nell’altra persona.

Diversi studi dimostrano anche che l’attrazione risiede nel cervello e nella sua capacità di comprendere le emozioni e le intenzioni degli altri.

Su ciò si basa l’analisi condotta dall’Università di Lübeck (Germania) in un recente studio pubblicato sulla rivista PNAS. Tale studio specifica che più siamo in grado di decifrare le emozioni degli altri, più attraenti ci risulteranno.

Il vero segreto dell’attrazione risiede nel cervello

Cervello

Dopo aver analizzato i meccanismi neuronali che vengono stimolati dall’attrazione, gli autori dello studio determinarono che la capacità di una persona di leggere le emozioni dell’altra gioca un ruolo fondamentale.

Silke Anders, professoressa di Neuroscienza Sociale all’Università di Lübeck e autrice dello studio, afferma:

Essere capaci di comprendere le intenzioni e le emozioni di un’altra persona è essenziale per un’interazione sociale di successo.

Bisogna comprendere e aggiornare continuamente le informazioni sulle intenzioni e sulle emozioni del partner, anticiparne il comportamento e adattare il proprio. 

Per dimostrare ciò, venne condotto un esperimento su 90 persone che guardarono video di donne che provavano paura e tristezza.

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Dopo tali scene, i partecipanti dovettero indovinare come si sentiva la donna e ribadire quanta fiducia avessero nelle loro risposte.

Mentre gli individui realizzavano tale attività, gli studiosi analizzavano minuziosamente la loro attività cerebrale per misurare il livello di attrazione.

I ricercatori riscontrarono che più i soggetti erano certi della loro analisi sulle emozioni delle donne, più attrazione provavano per loro. 

Questo indicherebbe, dunque, che la corretta lettura delle emozioni altrui è il veicolo dell’attrazione. Questo perché l’area della ricompensa del cervello si attiva e ciò genera una sensazione di piacere.

La cosa interessante di queste scoperte è la funzione che svolge sia il cervello del mittente sia quello del ricevente.

Quest’abilità di comprendere l’altro ed identificare esattamente ciò che prova dipende dall’attività neuronale indotta dall’attrazione.

Se una persona mostra paura o tristezza e il ricevente interpreta tali emozioni in modo corretto, il sistema di ricompense porta ad aumentare il livello di attrazione.

cervello

Futuri obiettivi dello studio

Secondo alcuni studi precedenti, esiste una differenza all’interno del circuito neuronale degli individui. Coloro che possiedono una scarsa abilità di lettura delle emozioni hanno di solito problemi di comunicazione e di attrazione.

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Alcuni studiosi suggeriscono che quando la comunicazione non funziona bene, non vuol dire necessariamente che la persona non sia interessata. Piuttosto il vocabolario neuronale delle persone coinvolte nello scambio non è sufficiente a raggiungere la comprensione.

Anders riconosce comunque che lo studio è troppo ridotto per arrivare a fare affermazioni categoriche.

Tuttavia, assicura di voler continuare ad analizzare il  modo in cui la comprensione delle emozioni degli altri si evolve nel tempo. Vuole, inoltre, continuare ad investigare sulla possibilità che l’abilità di lettura emotiva aumenti con l’esperienza tra individui.

Infine, sarebbe utile capire se questa capacità di comprendere gli altri provenga da qualità nostre o se esistono altri fattori che la rendono possibile.

In ogni caso, queste conclusioni forniscono una nuova possibile spiegazione su come nasca l’attrazione.

Fonte: rivista TIME.

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