Alimentazione complementare: passaggi da seguire

25 Febbraio 2021
I passaggi per introdurre l'alimentazione complementare sono stati e continuano a essere oggetto di nuove raccomandazioni in virtù dei progressi scientifici. Cosa c'è da sapere al riguardo?

Introdurre dell’alimentazione complementare fa parte del processo nutritivo dei bambini. Un atto di amore, e per questo deve essere mirato a fornire loro i nutrienti essenziali per la crescita.

Sebbene alcuni argomenti relativi alla sicurezza alimentare dei neonati siano affrontati a livello universale sulla base di studi scientifici provati, ogni famiglia deve prestare particolari attenzioni. Scopriamo in quest’articolo come introdurre l’alimentazione complementare.

I passaggi per introdurre l’alimentazione complementare

L’argomento è stato affrontato più e più volte ed è stato oggetto di variazioni soprattutto in merito al momento più appropriato per far adottare nuove abitudini alimentari al neonato.

La precoce introduzione di alimenti complementari in fase di allattamento è stato oggetto di ampio studio a causa del rischio di allergie al piccolo, non abbastanza maturo per ricevere tutti gli alimenti.

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Mamma alimenta il bambino.
L’alimentazione complementare non deve essere iniziata precocemente perché bisogna rispettare le tappe dello sviluppo del neonato.

Il Comitato per l’allattamento materno dell’Associazione Spagnola di Pediatria sottolinea che:

“L’alimentazione complementare (AC) prevede la somministrazione al neonato di alimenti solidi o liquidi diversi dal latte materno o artificiale, come integrazione e non come sostituzione allo stesso. Negli ultimi anni le regole per adottare l’alimentazione complementare sono cambiate molte volte, distanziandosi notevolmente dai consigli adottati dalla precedente generazione.”

La stessa fonte consiglia di mantenere l’allattamento materno come forma esclusiva di alimentazione per i primi 6 mesi di età.

Dopo questo momento, si può inserire gradualmente gli altri cibi mantenendo la somministrazione di latte materno finché la mamma o il bambino lo desiderano.

Ulteriori consigli

È importante tener conto che non tutti i neonati sono pronti nello stesso momento per l’alimentazione complementare. Sia i genitori sia i professionisti della salute devono prestare attenzione allo sviluppo del bambino.

D’altra parte, altre fonti ufficiali sconsigliano di ritardare l’introduzione di alimenti solidi oltre gli 8 o i 10 mesi, onde evitare disturbi alimentari in futuro.

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Ulteriori commenti e raccomandazioni sulla alimentazione complementare

Esistono nuove informazioni riguardo l’inclusione di alimenti complementari nella dieta dei neonati. Dal blog Siamo Mamme fanno sapere che:

“Gli alimenti che si offrono al neonato devono essere completi in quanto a nutrienti, vitamine, micronutrienti, energie, ferro, calcio, proteine, calorie, minerali che promuovano la crescita del bebè.”

Per quanto riguarda le quantità, la medesima fonte cita che “se durante l’allattamento al seno il bambino era abituato a mangiare ogni tre o quattro ore, con l’aggiunta di cibi solidi i tempi si prolungano”.

Sebbene non esistono quantità o frequenze definite circa le porzioni di alimenti che il bebè deve consumare, esiste una lista di alimenti non raccomandabili per i più piccoli. Inoltre, si consiglia di adottare l’alimentazione complementare in maniera naturale e graduale, così che il piccolo possa pian piano scoprire consistenze, temperature e sapori diversi.

Integrare l'alimentazione complementare per il bambino.
Il cibo da dare al bebè deve essere completo da un punto di vista nutrizionale. Bisogna garantire un adeguato apporto di vitamine, minerali, proteine, ecc.

Per riassumere

  • È essenziale non affrettare né anticipare i tempi richiesti per l’adozione dell’alimentazione complementare.
  • Affidatevi a professionisti autorizzati così che possano orientarvi al meglio. Non ignorate, però, l’opinione della famiglia più stretta tenendo conto dell’esperienza personale.
  • Siate cauti nei riguardi di alcune mode che, come in altri campi, si presentano anche in quello dell’alimentazione dei più piccoli. Per fare un esempio, attualmente esiste il metodo Baby-led Weaning (BLW), o alimentazione complementare guidata dal bebè, che suscita dubbi circa il grave rischio di soffocamento.
  • In questo senso e in riferimento al precedente punto, l’American Academy of Pediatrics ha dichiarato in una pubblicazione del 2016, quanto segue: “sono richiesti ulteriori sforzi per permette ai genitori, o chi ne fa le veci, di fornire cibo sicuro al neonato in un ambiente protetto”.
  • Asociación Española de Pediatría
  • Sociedad Valenciana de Pediatria
  • Fangupo LJ, Heath AM, Williams SM, et al. A Baby-Led Approach to Eating Solids and Risk of Choking.
    Pediatrics. 2016;138(4):e20160772