Ansia: 5 dati da conoscere

4 settembre 2017
L'ansia è la reazione normale del cervello ad un pericolo, ma se compare spesso e senza un motivo reale occorre imparare a gestirla, altrimenti la salute ne risentirà.

La maggior parte di noi ha avvertito, una o più volte nella vita, uno stato di allerta, tachicardia, respiro affannoso, sensazione di pericolo o minaccia, nodo alla gola…Tutto questo si chiama ansia.

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Su questa reazione spontanea che ogni tanto ci blocca, esistono false convinzioni che ci impediscono di conoscerla davvero.

Abbiamo provato tutti questi sintomi, ma c’è di più?

1. Non è considerata una malattia

L’ansia potrebbe sembrare una malattia, perché spesso paralizza e rende incapace di reagire chi ne soffre. In altri casi la reazione è eccessiva, tanto da spaventare o preoccupare le persone accanto a noi.

Questo, tuttavia, non fa di essa una malattia.

Anche se provata con frequenza o fuori controllo, nessun processo corporeo o mentale risulta alterato. Bisogna solo imparare una strategia che aiuti a gestirla, che non permetta all’ansia di controllare la nostra vita.

2. Si può morire di ansia?

Quando la sensazione di ansia è molto intensa, si può arrivare a pensare di essere sul punto di morire. All’improvviso la gola si chiude e sembra che l’aria non entri più nei polmoni.

Pensare di morire, in questa situazione, non fa altro che peggiorare i sintomi, aggravando il proprio malessere. In realtà, il corpo sta reagendo ad un pericolo.

  • Non si muore di ansia, perché non uccide e non lo fanno neanche i suoi sintomi.
  • Non si resterà senza aria e la gola non si chiuderà.

3. L’ansia è la normale reazione ad una minaccia

L’ansia è una risposta fisiologica che ci permette di proteggerci da un elemento che minaccia noi o una persona cara. È normale provarla più volte nel corso della propria vita.

In alcuni casi, tuttavia, l’ansia non compie questa funzione, ossia compare in assenza di una reale minaccia. Quando la reazione è smisurata o è priva di un fattore scatenante, ci troviamo dinanzi a un problema.

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Quando l’ansia non è funzionale e non è di aiuto, bensì provoca malessere, è necessario risalire alla reale paura, a ciò che forse non abbiamo superato, alla radice del problema.

4. L’ansia scatena importanti reazioni corporee

L’ansia mette in moto una serie di cambiamenti all’interno del corpo, programmato per scattare dinanzi alle minacce.

  • Per quanto riguarda la parte cognitiva, nella mente cominciano a scorrere immagini e pensieri che ci attivano e ci permettono di pensare più velocemente e di adottare una strategia.
  • Si mette in allarme la parte motrice; i muscoli e tutto il corpo si preparano all’azione, si tendono per compiere quello che sta per ordinare la mente, che sia correre, scappare, nascondersi…
  • Infine, entra in azione la risposta fisiologica, ovvero la tachicardia, la sudorazione, il mal di testa o il malessere gastrointestinale.

Il corpo si mette in moto per affrontare la minaccia nel migliore dei modi, ma quando il pericolo in realtà non esiste, si tratta di un processo del tutto inutile.

5. Con il tempo la salute ne risente

In generale l’ansia è una reazione naturale e anche quando compare nei momenti meno opportuni, non per questo è da considerare del tutto negativa.

Tuttavia, vivere in un continuo stato ansioso può avere gravi conseguenze sulla salute: indebolimento del sistema immunitario, depressione, insonnia o addirittura perdita della memoria a breve termine. 

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Conoscere l’origine della nostra ansia ci permette di bloccarla sul nascere, prima che dia corso alla sua funzione, o che non si ripeta.

Ignorarne i sintomi, non fare nulla per gestirla oppure zittirla con i farmaci non farà di certo scomparire il problema.

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