L’arte di essere se stessi: come metterla in pratica

· 12 novembre 2016
Lungi dal cercare continuamente di far contenti gli altri, dobbiamo avere il coraggio di essere unici. Perché essere noi stessi ci aiuterà ad accettarci per quelli che siamo, rispettandoci e facendo valere la nostra identità.

L’arte di essere se stessi richiede coraggio. Questo perché viviamo in una società impegnata nel creare persone tutte uguali e nella quale uscire dai margini implica, a volte, vedersi il dito puntato contro.

Durante le fasi iniziali della nostra vita, seguiamo un percorso già tracciato per noi da altri. Tutti lo abbiamo fatto: ci dicono cosa è bene e cosa non lo è.

Quando diventiamo adolescenti, l’importante è essere accettati e riconosciuti. Non avere un determinato aspetto fisico o non seguire le mode presuppone un rifiuto. 

In qualche modo, tutti attraversiamo momenti complessi in cui, lontani dall’essere noi stessi, siamo ciò che gli altri si aspettano da noi. 

Tuttavia, arriva sempre il momento eccezionale in cui ci fermiamo e ci domandiamo: chi sono davvero?  

Lungi dal concepire questa frase come qualcosa di puramente filosofico, dobbiamo attribuirle l’importanza che si merita.

Quando un individuo scopre chi è davvero, molte delle cose e delle persone che lo circondano non gli vanno bene. Manca la sintonia, l’equilibrio. È il momento in cui si verifica il cambiamento.

Vi invitiamo a riflettere su questo argomento nei 3 punti seguenti.

1. Essere se stessi significa accettare la propria identità

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Essere se stessi vuol dire avere nel cuore un essere meraviglioso e speciale, oltre che delicato. Se non gli siamo fedeli, lo feriamo.

C’è un aspetto che dobbiamo avere ben chiaro. L’identità non si forma a partire da atti casuali o temporali, del tipo “se ora non ho un lavoro, sono un fallito”.

Se avete recentemente vissuto una rottura, inoltre, non significa che non meritate di essere amati.

Essere se stessi non significa accettare tutti questi fatti fortuiti. Vuol dire nutrire le nostre radici, di quanto vissuto e sentito, per avere una prospettiva propria delle cose, in modo totale e positiva.

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Ricordiamo, prima di tutto, quanto già detto: quando una persona scopre la sua vera identità, deve essere fedele ai principi che la definiscono.

Ebbene, perché spesso infrangiamo questo accordo con noi stessi?

  • Perché la nostra priorità diventa soddisfare gli altri, essere come loro si aspettano.
  • Per paura. A volte abbiamo timore di mostrare la nostra integrità e pienezza, perché non vogliamo sentirci diversi dagli altri.
  • C’è chi infrange l’accordo con se stesso perché non si piace. Il rifiuto fisico ed emotivo verso se stessi è, senza dubbio, una pericolosa fonte di frustrazione.

2. Le etichette che gli altri ci assegnano non hanno importanza

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Il nostro mondo e la società che lo abita hanno un grande difetto: quello di sentenziare, giudicare, etichettare…

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  • L’essere umano sente il bisogno di etichettare e giudicare per mantenere il controllo sugli altri. Se io etichetto una persona come lenta e ridicola, lei ci crederà e io la controllerò.
  • Probabilmente all’inizio ci lasceremo trasportare dai giudizi degli altri. Ciò nonostante, è necessario vederli per quello che sono davvero: rumore, parole vuote pronunciate da menti quadrate.
  • Ciò che gli altri dicono o pensano di voi è un loro problema. È il loro universo personale. Non dovete farvi influenzare, perché l’unica cosa che vi renderà davvero felici, sarà sentirvi orgogliosi di voi stessi, sentirvi liberi.

3. Essere se stessi significa anche cambiare

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Essere in accordo con la propria identità non significa avere radici irremovibili. Chi non accetta il cambiamento in nessun aspetto di sé, infatti, non si dà il permesso di crescere. Non potrà neppure adattarsi bene all’ambiente che lo circonda.

Carl Rogers fu uno dei più importanti psicologi del XX secolo. La sua teoria umanista ci ha lasciato un approccio eccezionale, del quale tener conto in relazione a queste stesse idee:

  • Le persone sviluppano la loro personalità per raggiungere i propri obbiettivi vitali.
  • Nel momento in cui accettiamo noi stessi, ci permettiamo di cambiare, per realizzare i nostri sogni.

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Probabilmente, questo concetto vi sembrerà contraddittorio. Tuttavia, è sufficiente riflettere su un piccolo esempio:

State vivendo una relazione di coppia complicata. Alla fine, decidete di chiudere la vostra storia. Lo fate perché sapete cosa volete e cosa non, perché desiderate essere voi stessi e non ottenere un surrogato della felicità, in cui entrambi vi danneggiate.

Quando la relazione finisce, si verifica in voi un cambiamento. Siete più forti. Perché siete stati in grado di ricordare ciò che meritate, anche se amavate il vostro partner.

Cambiare, in realtà, significa permetterci di crescere per continuare ad essere noi stessi. 

Per concludere, l’arte di essere se stessi richiede davvero, in primo luogo, l’approvazione di sé. In seguito, persevereremo nei successi e ogni errore ci servirà per costruire la nostra identità.

Sempre con felicità e con la chiara necessità di essere migliori ogni giorno che passa. Che ne dite di provarci? 

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