Come capire se siete emotivamente intelligenti

17 maggio 2016
Grazie all'intelligenza emotiva siamo in grado di cambiare molti aspetti della nostra vita ed essere più felici, perché grazie ad essa rispettiamo le persone che ci circondano senza negare i nostri sentimenti.

Per essere emotivamente intelligenti non è necessaria una laurea o avere trascorso un anno in Tibet.

Tutti possono allenare la propria intelligenza emotiva: parliamo di quella saggezza basata sul rispetto, sulla conoscenza di se stessi e su un’equilibrata gestione delle emozioni.

È un concetto che va molto di moda, al giorno d’oggi, nel mondo manageriale, ma anche nei corsi di crescita personale, strategie che sarebbe bello riuscire a trasmettere anche ai nostri figli.

L’empatia, il saper riconoscere l’altro come parte di noi stessi, l’assertività che ci permette di definire e proteggere i nostri spazi sono, senza dubbio, pilastri meravigliosi su cui fondare un futuro e un mondo migliore.

Per questo motivo, oggi nel nostro spazio vi invitiamo a verificare se siete dotati di queste importanti abilità e se siete coscienti di quanto sia importante svilupparle e proiettarle nell’ambiente circostante.

Cominciamo?

Siete emotivamente intelligenti? Scopritelo con noi.

Dobbiamo tenere a mente che l’essere umano agisce, quasi senza rendersene conto, guidato dalle proprie emozioni. Il nostro cervello è il sofisticato, meraviglioso risultato di un’evoluzione passata attraverso varie fasi:

  • Il cervello rettiliano, costituito dal tronco encefalico e il cervelletto, con cui vengono regolate le funzioni automatiche e istintive.
  • In seguito, con il sistema limbico, il cervello ha cominciato a sviluppare quelle stupefacenti strutture dove albergano le nostre emozioni più istintive.
  • Infine, come mammiferi più evoluti, abbiamo sviluppato la corteccia cerebrale, che presiede linguaggio ed emozioni, capaci di metterci in comunicazione l’uno con l’altro.

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Quest’ultima fase della nostra evoluzione è senza dubbio una tappa importante, in cui la comunicazione è diventata il filo conduttore che permette all’umanità di avanzare, creare relazioni e legami, crescere a livello personale e lavorativo.

Qui entra in gioco l’intelligenza emotiva, che aiuta a cancellare l’egoismo e quei meccanismi che ci allontanano gli uni dagli altri e ostacolano l’equilibrio tra coscienza e rispetto, impedendoci di essere pienamente felici.

Come si capisce se siamo emotivamente intelligenti?

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Avete imparato a conoscere e usare le vostre emozioni?

Molti di noi confondono la parola “controllare” le emozioni con “frenare o nascondere” le emozioni. Controllare non significa negare. Se, ad esempio, in una certa occasione veniamo assaliti dalla rabbia, a poco serve negare o dissimulare questa emozione. Le conseguenze possono essere negative.

  • La persona emotivamente intelligente comprende ciò che sente e lungi dal nasconderlo, sfrutta l’emozione e cerca un canale per migliorare e affrontare questo stato.
  • Se mi sento arrabbiato cerco la causa che mi ha condotto in questa condizione e una strategia che mi permetta di incanalare l’emozione negativa. Conoscere la causa è il primo passo verso la soluzione.
  • La persona emotivamente intelligente non cerca un colpevole e non proiettata sugli altri le proprie emozioni. È responsabile e sa come difendersi, liberandosi dalla tensione e mettendosi un limite.

Utilizzate la comunicazione in modo assertivo?

  • Essere assertivi significa riuscire a comunicare le proprie emozioni in modo sicuro, essere capaci di dire “no” senza aggredire, riconoscendo l’importanza e la posizione dell’altra persona.

“Sono capace di dirti che non mi piace il tuo comportamento e te lo comunico con rispetto ma con totale sincerità. Ti indico anche che se cambierai atteggiamento, il nostro rapporto sarà più sano e arricchirà entrambi”.

Essere in grado di comunicare in modo rispettoso, senza rabbia e con intelligenza è la chiave del buon convivere.

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Inoltre, l’assertività ci aiuta a curare la nostra autostima, lasciando sempre capire chiaramente quello che vogliamo e quello che invece non siamo disposti ad accettare.

Empatia non vuol dire simpatia

Un altro aspetto da tenere a mente: le persone dotate di empatia non fanno mostra di simpatia. Si tratta piuttosto di un processo più profondo che ci unisce se siamo in grado di riconoscere nell’altro aspetti presenti anche in noi.

  • “So cos’è la delusione perché l’ho provata anche io. So riconoscerla nel volto degli altri e per questo agisco con rispetto”.
  • L’empatia ci mette in contatto e ci fa capire che con le parole possiamo fare più male che con un colpo e che tutto quello che facciamo e diciamo ha delle conseguenze.

È grazie ai nostri neuroni specchio – di cui tutti disponiamo- che possiamo “connetterci” meglio e costruire una società basata su maggiore rispetto.

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Unione tra pensieri ed emozioni

È interessante ricordare che siamo fondamentalmente ciò che pensiamo di noi stessi. Se abbiamo un’opinione negativa delle nostre capacità e il nostro entusiasmo decade, di conseguenza le azioni che intraprenderemo saranno limitate e di scarsa qualità.

  • Siete ciò che pensate: un pensiero positivo origina un’emozione tanto potente da avviare l’azione che vi permetterà di cambiare la vostra realtà.

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L’intelligenza emotiva è la chiave per aprire molte di quelle porte che abbiamo chiuso nel corso della nostra vita. Capire come la mente si collega alle emozioni ci permette, senza dubbio, di destreggiarci meglio nella vita quotidiana.

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