3 consigli per educare i figli all’intelligenza emotiva

16 ottobre 2016
Grazie all'intelligenza emotiva, possiamo insegnare ai più piccoli ad essere più felici e a capire meglio il mondo che li circonda. Noi dobbiamo fungere da esempio.  

Nonostante la maggior parte di noi conosca i concetti che definiscono l’intelligenza emotiva grazie a Daniel Goleman, è bene ricordare che questo approccio aveva già fatto la sua prima comparsa durante gli anni 40.

Autori come Edward L. Thorndike o David Wechsler si erano resi conto che l’intelligenza era qualcosa in più della nostra capacità di ragionamento o apprendimento, molto più dell’area matematica o di quella del linguaggio.

Ci sono dimensioni psicologiche nelle persone che non si possono misurare con dei test, ma che possono essere molto più importanti nella nostra vita quotidiana.

Saper gestire l’ira, capire la tristezza, connettersi meglio con chi ci circonda per stabilire relazioni più efficaci, più integre, più felici… Tutto questo viene denominato intelligenza emotiva.

Sarebbe, senza dubbio, meraviglioso che ogni curriculum educativo avesse tra i propri programmi quello di insegnare ai bambini ad essere emotivamente competenti.

Fino a quando non accadrà, fino a quando l’intelligenza emotiva non sarà importante come la matematica, vale la pena, in casa, insegnare ai nostri bambini il funzionamento di quest’arte, questa saggezza del cuore che tutti dovremmo mettere in pratica.

Oggi nel nostro spazio vi offriamo 3 meravigliosi consigli affinché possiate insegnare questa abilità ai vostri figli.

Punti chiave per educare i figli all’intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva si impara. Non importa se abbiamo 4 o 70 anni, poiché i pilastri che la definiscono e la costituiscono possono essere allenati ogni giorno per permetterci di essere più capaci e, ovviamente, più felici.

Per quanto riguarda i nostri figli, è indicato iniziare presto con questo insegnamento.

In questo modo, interiorizzano concetti e abilità in maniera naturale per adattarsi meglio a tutte le situazioni sociali e personali che affronteranno negli anni a venire. 

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Pensate, ad esempio, che un modo per evitare che i nostri figli siano vittime -o ancor peggio carnefici-  del bullismo è educarli all’intelligenza emotiva.

Vediamo insieme qualche strategie basilare.

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1. Le mie emozioni hanno un nome, aiutami a conoscerle

Ogni sensazione, ogni “tormenta”, ogni nervosismo, risata o sensazione di benessere che il bambino prova ha un nome, e deve impararlo il prima possibile.

I vostri figli devono saper dare un nome alle loro emozioni. Per questo motivo, è importante agire come guide emotive.

  • Abituate i vostri figli a esprimere frasi come “mi sento…perché”. Questa strategia permetterà loro di dire cose come, ad esempio, “mi sento triste perché a scuola un compagno mi prende in giro”.
  • Mostratevi comprensivi, affinché possano parlare delle loro emozioni e dei loro pensieri, di ciò che hanno provato durante la giornata, senza sentirsi giudicati.

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2. Quello che sento e quello che senti non è sempre lo stesso

Una parte fondamentale dell’intelligenza emotiva è l’empatia. Questa dimensione psicologica è qualcosa che acquisiranno con il tempo.

Difatti, tra i 7 e gli 8 anni, avranno abbandonato quell’individualismo tipico dei bambini piccoli, un atteggiamento, spesso, egoista.

Poco a poco inizieranno a difendere i loro amici (loro pari), e capiranno già il punto di vista degli altri, per sensibilizzarsi al benessere altrui.

Fino a quel momento, è nostro dovere sensibilizzarli ogni giorno all’empatia. Potete farlo seguendo alcune strategie:

  • Fate delle domande ai vostri figli: come ti è sembrato che stesse oggi il nonno? Ti è sembrato triste, felice o preoccupato?  Come credi si sia sentito quel bambino al parco quando lo hai spinto?  
  • Siate un modello per i vostri figli: permettete che ogni giorno vedano in voi una persona che si preoccupa per gli altri, capace di capire, di intuire, di mettersi nei panni degli altri.

Se vedono in voi questa persona, poco a poco integreranno questo comportamento senza rendersene conto.

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3. Aiutami a difendermi, aiutami ad essere assertivo

Per sviluppare l’intelligenza emotiva dei vostri figli, è necessaria un’adeguata comunicazione assertiva, sicura e matura, in cui il bambino sappia applicare l’empatia e parlare dei suoi propri sentimenti per difendersi.

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  • È fondamentale che i nostri figli agiscano sempre in modo assertivo. L’assertività ci permette di difendere i nostri diritti, di proteggere i nostri limiti, la nostra integrità e, allo stesso tempo, di rispettare gli altri.
  • I bambini devono essere capaci di parlare in prima persona, in totale libertà e senza paura, di riconoscere le proprie necessità, ma, allo stesso tempo, di conoscere il rispetto verso gli altri.
  • Un bambino che si sente ascoltato è un bambino capace di ascoltare e, allo stesso tempo, di comunicare.
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Non potremo stare sempre al fianco dei nostri figli per difenderli e per guidarli in ogni difficoltà.

Per questo motivo, è conveniente offrire loro adeguate strategie personali con le quali sentirsi forti, capaci e sicuri nei loro contesti quotidiani.

Non dubitate nel comprendere ogni giorno ogni necessità e preoccupazione dei vostri figli. Permettete loro di vedere in voi quella persona a cui appoggiarsi, a cui chiedere consiglio e alla quale rivelare con tranquillità le proprie emozioni.

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