Endometriosi: cause, sintomi e trattamento

21 dicembre 2017
È considerato un disturbo cronico, ma può anche passare inosservato quando i focolai e la quantità di tessuto endometriale sono minimi.

L’endometriosi è una malattia caratterizzata dalla disseminazione di piccoli frammenti di endometrio e dalla presenza di cisti nelle ovaie, sebbene si manifesti anche con noduli localizzati e aderenze.

Questo si verifica perché il tessuto endometriale cresce all’esterno dell’utero, estendendosi in aree contigue come le ovaie, i legamenti uterini, la vescica urinaria o l’intestino. Può, ma più raramente, crescere anche in altre parti del corpo, come l’addome o i polmoni.

Si ritiene che l’endometriosi sia una delle principali cause di infertilità femminile: si stima che oltre il 40% delle pazienti affette da questa patologia abbia difficoltà a concepire. Sebbene l’endometrio cresca al di fuori dell’utero, mantiene la sua attività ormonale. Durante le mestruazioni, questo tessuto si sfalda come il normale endometrio, causando una serie di disturbi.

Tipi di endometriosi

Tenendo conto della forma e della posizione, si possono distinguere tre tipi di endometriosi:

  • Superficiale o peritoneale: il tessuto endometriale si sviluppa nella parte più superficiale delle ovaie e del peritoneo. Si presenta con lesioni rosse e, nel tempo, può lasciare piccole cicatrici.
  • Ovarica. Sono presenti delle piccole cisti nelle ovaie, chiamate anche come cisti “cioccolato” per l’aspetto caratteristico. A volte formano aderenze con i tessuti vicini come le tube e il peritoneo.
  • Profonda. È la forma più complessa di questa malattia e comporta gravi conseguenze per la salute della donna. È caratterizzata dalla formazione di piccoli noduli di endometrio negli strati più profondi del peritoneo e della cavità pelvica; può arrivare a compromettere anche i reni, l’uretere, la vescica e altri organi più distanti.

Cause

Endometriosi

Per quanto non si conosca la causa esatta dell’endometriosi, sono diverse le ipotesi che cercano di spiegarne l’origine. Le più accreditate sono:

  • Metaplasia. Indicherebbe la capacità dell’endometrio di sostituire altri tessuti della zona pelvica.
  • Trapianto vascolare. Riguarda l’ipotesi che alcuni frammenti di endometrio si muovano e si impiantino in aree distanti, viaggiando attraverso i vasi sanguigni e linfatici.
  • Mestruazione retrograda. Si verifica quando il rivestimento dell’utero si muove all’indietro, attraverso le tube di Falloppio e l’addome, invece di essere eliminato come ciclo mestruale. Questo tessuto si deposita sugli organi pelvici e cresce.

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Fattori di rischio

Sebbene le teorie a cui abbiamo accennato siano state accettate come possibili cause di impianto endometriale al di fuori dell’utero, esistono anche altri fattori di rischio associati. Tra questi:

  • Predisposizione genetica.
  • Storia familiare.
  • Prima mestruazione in età precoce.
  • Mestruazioni frequenti e con durata di oltre sette giorni.
  • Alterazioni anatomiche del tratto genitale.
  • Precedenti interventi chirurgici all’utero.
  • Assenza di figli

Sintomi

Donna con dolore addominale

L’incapacità o la difficoltà di concepimento è uno dei sintomi più comuni di endometriosi. Tuttavia, a causa degli squilibri ormonali che causa, possono essere presenti anche sintomi quali:

Dolore 

  • Addominale, prima e durante le mestruazioni.
  • Crampi nei 7-15 giorni che precedono le mestruazioni.
  • Durante e dopo il coito.
  • Localizzato sulla parte bassa della schiena.
  • Quando si evacua.

Ciclo mestruale lungo

Sanguinamento tra una mestruazione e l’altra.

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Diagnosi dell’endometriosi

In caso di sospetto della malattia, il medico comincia il percorso diagnostico con la valutazione fisica della paziente. In seguito vengono richiesti esami di conferma come l’ecografia transvaginale, la risonanza magnetica o la laparoscopia pelvica.

Trattamento

Per il trattamento dell’endometriosi esistono diverse opzioni terapeutiche che vengono scelte tenendo conto di fattori quali l’età, il desiderio di concepimento, i sintomi (e la loro gravità), la localizzazione e l’estensione della malattia.

Indipendentemente dal trattamento scelto, lo scopo è focalizzato sul sollievo dei sintomi, l’eliminazione delle lesioni endometriosiche e il ripristino della fertilità (se lo si desidera).

Il trattamento può includere una cura a base di farmaci: analgesici da banco e dietro prescrizione, pillole anticoncezionali, compresse o iniezioni di progesterone e farmaci agonisti delle gonadotropine. La chirurgia viene quindi riservata ai casi più gravi. Va notato che la chirurgia può essere conservativa, radicale o definitiva.

Infine, a complemento di qualsiasi tipo di trattamento, è importante migliorare le abitudini alimentari, praticare attività fisica e una tecnica di rilassamento. Queste abitudini non rappresentano certo una cura definitiva per l’endometriosi, ma aiutano a controllare i sintomi impedendogli di abbassare la qualità della vita.

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