Idromorfone: usi ed effetti collaterali

23 Dicembre 2019
L'idromorfone è un farmaco equivalente alla morfina in termini di efficacia analgesica ed effetti collaterali. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

L’idromorfone è un farmaco oppioide semisintetico derivato dalla morfina, conun’azione cinque volte più potente, sebbene più breve. Come vedremo, deve la sua azione analgesica all’interazione con i recettori oppioidi μ, presenti nel sistema nervoso centrale e nei muscoli lisci.

Può essere somministrato per via enterale o parenterale. I legami con i recettori μ sono alla base dell’effetto analgesico, ma anche delle reazioni avverse. 

Il gruppo degli analgesici oppioidi è un pilastro nel trattamento del dolore moderato-grave, soprattutto nei casi acuti o derivati da una malattia oncologica. Nel campo del trattamento del dolore acuto, gli studi clinici dimostrano chel’idromorfone ha un’equivalenza analgesica simile a quella degli altri oppiodi.

Per quanto riguarda il trattamento del dolore oncologico, rispetto agli altri oppioidi e con diverse formulazioni, è stato osservato cheequivale alla morfina in termini di efficacia analgesica ed effetti collaterali. Infine, nel trattamento del dolore cronico, non vi sono al momento studi clinici ufficiali che ne confermino l’efficacia.

Breve storia dell’idromorfone

Infermiera con siringa

L’idromorfone, come abbiamo detto, è un farmaco semi-sintetico derivato dalla morfina. Venne sintetizzato per la prima volta nel 1921, in Germania. I primi risultati sull’efficacia clinica dell’idromorfone furono resi pubblici nel 1926. Ma fu solo a partire dal 1981 che cominciarono a essere studiate le proprietà farmaco-cinetiche e farmaco-dinamiche di questa molecola. È un farmaco commercializzato con diversi nomi e dosaggi.

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Azione dell’idromorfone sul nostro organismo

L’idromorfone è un potente agonista dei recettori oppiacei μ. Tali recettori, come avviene con altri tipi di recettori oppiacei, sono accoppiati alle proteine G e agiscono come modulatori, sia positivi che negativi, della trasmissione sinaptica che avviene attraverso questa proteina.

Questo farmaco non altera la soglia di dolore delle terminazioni nervose, né influisce sulla trasmissione degli impulsi attraverso i nervi periferici.

L’analgesia che produce è dovuta ai cambiamenti nella percezione del dolore a livello spinale, quando si unisce ai recettori. Ha, come gli altri medicinali oppiacei, un effetto tetto analgesico molto elevato.

Effetti collaterali

Idromorfone, pillole e compresse

L’idromorfone, come tutti i farmaci, non è esente dal produrre una serie di effetti collaterali. Con il termine “effetti collaterali” si intende una serie di eventi che si potrebbero produrre in modo indesiderato e non previsto durante il trattamento. In questo senso, tra gli effetti avversi più comuni  possiamo ricordare:

  • Nausea e vomito.
  • Stitichezza.
  • Sonnolenza.
  • Euforia.
  • Bocca secca.
  • Vertigini.

Tra le gravi reazioni avverse associate al trattamento con idromorfone sono incluse insufficienza respiratoria, apnea o arresto respiratorio, insufficienza circolatoria, shock e arresto cardiaco.

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Conclusioni

Sebbene l’idromorfone abbia un profilo farmacologico, analgesico ed effetti collaterali simili alla morfina, esistono ancora controversie circa le dosi equianalgesiche tra questi due farmaci e tra le dosi orali e parenterali.

Non esistono attualmente molti studi sulla qualità del ruolo dell’idromorfone nel trattamento del dolore cronico nei pazienti oncologici.La ricerca in questo settore deve pertanto continuare. 

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