Dolore oncologico e trattamento con oppioidi

30 Novembre 2019
Gli oppioidi permettono di tenere sotto controllo il dolore oncologico più intenso. Tuttavia, presentano numerosi effetti collaterali e devono essere impiegati con precauzione.

Il dolore oncologico si manifesta nei pazienti affetti da tumore. È un dolore intenso e invalidante che può insorgere a causa della pressione del tumore, del trattamento in corso o delle alterazioni del sistema immunitario, tra le altre cause.

Oggi il cancro è uno dei problemi di salute pubblica di maggiore rilevanza. In Italia, nel 2016 (ultimo dato rilevato) sono morte di cancro 179.502 persone. Di tutti i malati di tumore sottoposti a trattamento, si stima che quasi il 40% soffra di dolore oncologico.

Purtroppo, nelle fasi finali del cancro, il dolore oncologico compare in quasi l’80% dei pazienti. È una situazione estremamente complessa e difficile da affrontare. Ogni paziente risponde in modo diverso e a diversi trattamenti, buona parte dei quali impiegano farmaci molto potenti.

Tuttavia, al giorno d’oggi sono stati fatti enormi progressi in questo campo e, gradualmente, stanno emergendo nuovi regimi di trattamento. In questo articolo spiegheremo in particolare il trattamento con oppioidi per il dolore oncologico.

In cosa consiste la terapia per il dolore oncologico?

Come abbiamo anticipato, il trattamento per il dolore oncologico deve essere personalizzato. Ovvero, va appositamente adattato alle esigenze del paziente, in quanto dipende dal tipo di tumore sofferto, da ciò che lo causa e persino dalla percezione individuale del dolore.

Tuttavia, esistono delle linee guida generali per il trattamento del dolore oncologico in funzione della sua intensità. Si tratta della scala analgesica, impostata su tre gradini e ideata dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). A partire da una minore a una maggiore intensità del dolore, si utilizzano i seguenti gruppi di farmaci:

  • Analgesici semplici, come il paracetamolo e i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): vengono somministrati ai pazienti che soffrono di dolore lieve. I più usati sono l’ibuprofene o il naprossene.
  • Per i pazienti che soffrono di dolore moderato, il secondo gradino del trattamento è costituito dagli oppioidi deboli: in questo gruppo troviamola la codeina, il tramadolo e la diidrocodeina.
  • Quando il dolore è molto intenso, si impiegano degli oppioidi piuttosto forti: il più usato è la morfina, ma sono comuni anche il metadone o il fentanil.
Oppioidi

Per poter classificare il dolore, è necessario effettuare una buona valutazione. A tale scopo, si ricorre alle cosiddette scale del dolore. In esse, si assegna un punteggio a diversi aspetti del dolore, in modo da classificarlo in una posizione tra lieve e insopportabile.

Normalmente, nei pazienti oncologici il dolore è prodotto da più aspetti. Potrebbe dunque essere necessario combinare insieme diversi farmaci. È importante essere consapevoli del fatto che, purtroppo, per più della metà dei pazienti si rendono necessari i farmaci del terzo gradino.

Cosa sono i farmaci oppioidi?

I farmaci oppioidi vengono ottenuti dall’oppio e agiscono sui recettori cerebrali chiamati recettori degli oppioidi. Questi ultimi sono distribuiti in tutto il sistema nervoso centrale e periferico.

Questi farmaci si uniscono a questi recettori e frenano gli stimoli nervosi. Rallentando lo stimolo, non avviene la trasmissione del dolore.

Tuttavia, bisogna considerare che gli oppioidi comportano numerosi effetti collaterali. In primo luogo, causano dipendenza.

Allo stesso tempo, possono aumentare la sensazione di stanchezza e debolezza. Un altro rischio è costituito dal fatto che sono spesso associati alla depressione del sistema respiratorio. Risulta dunque necessario prestare molta attenzione alla dose e vanno assunti sempre e solo dietro prescrizione medica.

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Quali sono le linee guida per il trattamento del dolore oncologico con gli oppioidi?

Dolore oncologico

Secondo gradino: oppioidi deboli

Come già accennato, i farmaci più utilizzati in questo gradino sono il tramadolo e la codeina. Si possono somministrare in diversi modi: a rilascio ritardato o ad azione diretta. Possono anche essere somministrati in combinazione con altri farmaci, come i FANS.

La codeina, ad esempio, in genere viene assunta per via orale. A inizio trattamento, il paziente può assumere 30 mg ogni 4 – 6 ore. Tuttavia, si sconsiglia di assumere più di 60 mg ogni 4 ore. Inoltre, non dovrebbe essere assunto da pazienti con problemi al fegato o ai reni.

Terzo gradino del dolore oncologico: oppioidi forti

Questi farmaci sono destinati ai casi in cui il dolore oncologico è quasi intollerabile. Il più usato è la morfina, perché può essere somministrata per diverse vie, ad esempio per via sottocutanea.

Questa, inoltre, non è soggetta all’effetto “tetto” analgesico. Ovvero, maggiore è la dose somministrata, maggiore è la sua efficacia. Il limite alla dose è dato dai suoi effetti collaterali, in quanto il sovradosaggio può causare la morte.

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Per concludere

Il trattamento con oppioidi per il dolore oncologico è estremamente complesso e deve essere scelto in base alle caratteristiche di ciascun paziente. Sarà sempre e solo un medico a stabilire il piano terapeutico adatto alla situazione.

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