Il neonato fissa intensamente: per quale motivo?

I neonati si fermano a fissare intensamente qualcosa o qualcuno per conoscerlo meglio. La loro plasticità neurale è in fase di sviluppo e grazie a essa in futuro assimileranno le informazioni acquisite.
Il neonato fissa intensamente: per quale motivo?

Ultimo aggiornamento: 07 agosto, 2021

Per i neonati, il mondo è una completa novità, alla quale hanno accesso attraverso i loro sensi. Il neonato fissa intensamente qualcosa o qualcuno perché si muove, balla, brilla e cambia. Lo insegue con lo sguardo fino a quando non compare un nuovo oggetto sfavillante che, per quanto possa apparire comune ai nostri occhi, al piccolo risulta assolutamente affascinante.

Un’ombra o una luce passa davanti ai suoi occhi attenti ed ecco che vediamo il neonato fissare senza sbattere le palpebre. Noi abbiamo assimilato e catalogato le varie sensazioni in un repertorio vastissimo, al punto che nulla ormai sembra più stupirci. Tutto ci è familiare e conosciuto. Per i neonati, invece, la giostrina variopinta fissata al di sopra della loro culla rappresenta un intero universo.

Possiamo dire che i neonati sono come delle spugne per il modo in cui assorbono la realtà e creano connessioni. Innumerevoli sensazioni configurano le loro reazioni psichiche, corporee e motorie, con le quali interagiscono fin dalla nascita.

Alcune guide pratiche rivolte ai genitori e diffuse da associazioni pediatriche possono risultare utili durante questa fase di intenso apprendimento.

Come si sviluppa la vista del neonato?

Il cervello del neonato possiede un’enorme plasticità. Da poco tempo abbiamo iniziato a comprendere la capacità dei neuroni di adattarsi all’ambiente circostante. Collegandosi ad altri neuroni, lo conoscono e lo riconoscono dal punto di vista sensoriale, senza dover ricorrere all’uso delle parole.

Il neonato è dotato di un’enorme capacità di apprendimento. La maturazione della vista si accompagna alla motricità e allo sviluppo neurologico. Durante i primi tre mesi di vita, i bebè cercano, fissano e seguono luci od oggetti che entrano nel loro campo visivo.

Dal terzo al quinto mese vedono le proprie mani e giocano con esse e con i giocattoli che hanno accanto. Dal nono mese al primo di età, toccano oggetti che riconoscono e giocano con essi. La retina matura tra i 6 e gli 11 mesi di età. E tra i 3 e i 6 anni matura la capacità visiva.

Bambino che gioca con le formine.
Il neonato è alla scoperta di un mondo che per lui rappresenta una completa novità; in seguito a ciò, è sottoposto a una costante stimolazione.

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Motivi per cui il neonato fissa intensamente qualcosa o qualcuno

Il neonato fissa intensamente quando è attratto dal movimento. Il dinamismo neuronale del bambino è paragonabile solamente alla plasticità del mondo che si presenta davanti ai suoi occhi.

Oggetti che si muovono

Ad attrarre l’attenzione del bambino sono gli oggetti in movimento che si presentano davanti ai suoi occhi. Per questo motivo, le giostrine per neonati sono tra i principali accessori raccomandati per fornire al piccolo degli stimoli.

Cerchiamo di muovere nell’aria gli oggetti descrivendo lentamente un semicerchio. L’idea è di catturare lo sguardo del neonato per stimolare la motilità oculare, fondamentale nello sviluppo della vista.

Oggetti che brillano o si illuminano

Ad attrarre lo sguardo dei bebè sono le luci, ma anche le ombre. Le forme che delineano i contorni e le silhouette regolari mantengono fissa la loro attenzione, senza però provocare alcun fastidio o irritazione.

I neonati adorano i dettagli, che esaminano con grande interesse, toccandoli anche con le mani e le dita. La barba e i baffi del papà rappresentano una fonte di notevole curiosità.

Sono attratti dai colori

I colori vivaci e i contrasti di bianco e nero seducono gli occhi del neonato. Bisogna tuttavia evitare di abusare degli stimoli e di provocare una sovraeccitazione che avrebbe l’effetto di sfinirlo.

In quest’ultimo caso ce lo farà capire distogliendo lo sguardo nel tentativo di riposare la vista. La presenza nella stanza di una musica delicata può accompagnare la sinestesia di colori, forme e consistenze.

Quando gli oggetti e i visi possiedono tratti armoniosi

Si dice che il neonato fissa intensamente i visi belli. Non dimentichiamo, però, che i più piccoli ignorano il concetto di bellezza condiviso dalla società.

Possiamo quindi concludere che sono attratti dalle forme delicate e armoniose, che trasmettono serenità e protezione. I visi conosciuti e familiari, nei quali il bambino si riconosce, lo fanno sentire tranquillo, protetto e a suo agio.

Quando deve preoccupare il fatto che il neonato fissa intensamente?

Bisogna allarmarsi quando lo sguardo del neonato è perso in un punto in assenza di interazione. Anche se i ritmi di sviluppo variano da bambino a bambino, dobbiamo fare attenzione ai seguenti segnali:

  • A due mesi di età, il bambino non fissa lo sguardo sulla persona che lo guarda da vicino. Gli studi hanno dimostrato che si tratta di un segnale precoce di autismo.
  • Tra i tre e i quattro mesi, non segue con lo sguardo oggetti che si muovono accanto a lui e non sorride alle persone che cercano di stabilire un contatto visivo con lui.
  • A sei mesi, non cerca di afferrare gli oggetti alla sua portata o non manifesta affetto per le persone che lo accudiscono.

Questi segnali saranno sicuramente accompagnati da altri, che si manifesteranno in disturbo dello sviluppo psicomotorio o del linguaggio, oppure in patologie neurologiche.

Come stimolare lo sviluppo visivo del neonato?

Madre e figlio sorridenti.
Il legame con i caregiver è fondamentale per capire se il bambino è affetto o meno da un problema alla vista. In genere, il neonato fissa intensamente i genitori.

La stimolazione visiva consiste nell’enfatizzare ciò che desideriamo che il nostro bebè veda, senta e memorizzi. I colori, i movimenti e le forme nella loro varietà contribuiscono allo sviluppo percettivo e al suo adattamento all’ambiente circostante.

I bebè sono impegnati a conoscere e, per questa ragione, hanno attivato dei meccanismi associativi che consentono loro di collegare oggetti, sensazioni o persone a un concetto. Assistenza, cibo, protezione, carezze, riposo, comfort, soddisfazione.

I neuroni specchio consentono un meccanismo neurofisiologico fondamentale per lo sviluppo visivo del neonato. Questi risultano essenziali per l’azione, la comprensione e l’imitazione. Dopo sole sette ore dalla nascita, il neonato manifesta interesse per il viso della madre e non è necessario molto tempo prima che inizi a imitare le espressioni facciali di chi lo accudisce.

Per questo motivo, quando i bambini si fermano a fissare quello che qualcuno fa davanti ai loro occhi, la sensazione che provano è quella di essere loro a eseguire l’azione.

Un altro aspetto da non trascurare è che, a un anno e mezzo di età, i bebè sviluppano la memoria implicita. Attraverso di essa, acquisiscono e immagazzinano informazioni in maniera inconsapevole. Conservano l’esperienza del comportamento, le emozioni provate da chi li accudisce in un momento ludico o in un’occasione particolare.

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Che emozione quando il neonato fissa intensamente i nostri occhi!

Quando i nostri bebè ci guardano, è come se nascessimo di nuovo. In quel momento miracoloso avviene un incrocio di sguardi ricco di significato e informazioni vitali che passano dall’uno all’altro e viceversa. C’è comunicazione.

A partire da questo momento, chi si prende cura del bambino scopre di poter mostrare, segnalare e, soprattutto, chiamare per nome. Ha inizio la prodigiosa costruzione dell’io e dell’altro: l’essenza neuronale della personalità.

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