Il peperoncino: un miracolo contro il cancro

27 aprile 2014
Se la combiniamo con la caffeina, possiamo potenziare gli effetti anticancerogeni della capsaicina. Se non sopportate il piccante, potete assumerla sotto forma di capsule.

Da molti anni nei laboratori di ricerca si tenta senza sosta di individuare delle sostanze in grado di vincere il cancro. Tuttavia, dal punto di vista scientifico-medico, nessuna sostanza ha finora dato prove certe ed inconfutabili di avere questa capacità (un’altra cosa è l’evidenza empirica su molte persone dell’efficacia di determinati trattamenti naturali).

Tuttavia, se per molto tempo non è stata riscontrata questa capacità in nessuna sostanza, recentemente sono state individuate alcune piante, come il peperoncino o la graviola (conosciuta anche come Guanàbana) di cui è stata dimostrata l’efficacia nell’arrestare e curare la pandemia del cancro. Molti studi hanno rivelato il potere anticancerogeno di una sostanza presente nel peperoncino su colture di cellule di cancro umano ai polmoni e al pancreas. Allo stesso modo, le ricerche hanno dimostrato che una dose di questa sostanza provoca la morte delle cellule tumorali senza avere lo stesso effetto sulle cellule sane.

Peperoncino

La sostanza di cui vi parleremo in questo articolo si trova nei comunissimo peperoncino che tutti conoscete. In particolare, stiamo parlando della varietà di peperoncino che ha una speciale caratteristica piccante e il cui potere anticancerogeno si deve alla capsaicina, la sostanza che provoca il “suicidio” delle cellule tumorali. L’azione di questa sostanza non solo arresta lo sviluppo della malattia, ma addirittura può estirparla.

Cos’è la capsaicina e come agisce?

In questo articolo vi spiegheremo in maniera dettagliata e approfondita il modo in cui potete usare gli alimenti che contengono la capsaicina e come dovete incorporarli alla vostra dieta in quantità sufficiente per prevenire e perfino curare il cancro.

L’azione della capsaicina contro il cancro

La capsaicina appartiene ad una famiglia di molecole chiamate vanilloidi. Queste molecole causano la morte delle cellule tumorali. In che modo? Si attaccano, letteralmente, alle proteine di alcuni organuli indispensabili delle cellule (i mitocondri) e provocano la morte delle stesse cellule.

La cosa più impressionante è che non solo uccidono le cellule tumorali, ma non danneggiano le cellule che circondano il tumore, cioè quelle sane o normali.

Ciò che distingue i mitocondri delle cellule tumorali da quelli delle cellule sane è il fatto di avere un meccanismo biochimico completamente differente. Questa è una delle principali ragioni per cui la capsaicina seleziona accuratamente le cellule su cui agire. Si tratta di una vulnerabilità innata e selettiva per le cellule tumorali.

Di conseguenza, il consumo di questa sostanza presente in grande quantità nei peperoncini Jalapeño, o in altre varietà molto piccanti di peperoncino, in generale è fortemente consigliata per attivare e rafforzare le difese immunitarie del nostro organismo nelle prevenzione del cancro. Poiché queste sostanze (i vanilloidi), tra le quali si trova la capsaicina, sono presenti in molti alimenti, le aziende farmaceutiche ritengono che sarà possibile ottenere un farmaco abbastanza velocemente e a basso costo. Nel frattempo, il centro di ricerca britannico Cancer Research UK raccomanda che per ridurre il rischio di cancro è necessaria una dieta salutare ed equilibrata che preveda un consumo abbondante di frutta e verdura.

Attualmente, esistono alcune formule che usano la capsaicina per il trattamento topico della tensione muscolare e della psoriasi, cosa che apre la possibilità di usarla anche per il trattamento del cancro della pelle.

Come usare il peperoncino per prevenire il cancro

La capsaicina, il principio piccante del peperoncino, porta all’autodistruzione le cellule del tumore alla prostata. In base ad un recente studio portato a termine presso l’Università della California e l’ospedale Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, è stato dimostrato che questo componente, presente in grandi quantità nel peperoncino, attiva la morte cellulare programmata o suicidio cellulare (chiamato anche apoptosi) dell’80% delle cellule di cancro alla prostata, riducendo il volume del tumore ad un quinto di quello dei tumori non trattati.

Secondo questi studi, per ottenere l’effetto anticancerogeno desiderato, una persona che pesa sui 90 kg deve ingerire circa 400 milligrammi di capsaicina 3 volte alla settimana. Questo significa che deve consumare dai tre agli otto peperoncini freschi della varietà Habanero. Attenzione, però! Questa varietà di peperoncini è quella che contiene capsaicina in maggiore quantità. In base alla scala Scoville, che stima il grado di piccantezza dei peperoncini, questo peperoncino contiene più di 300.000 unità (che equivale alla quantità di capsaicina), quindi è super piccante e può essere che il palato non lo sopporti. Per farvi un altro esempio, una varietà come il peperoncino Jalapeño può contenere solamente tra le 2500 e le 8000 unità di Scolville.

Vi spiegheremo ora, in maniera più dettagliata, qual è il meccanismo con cui il peperoncino riesce ad inibire o ad uccidere il cancro.

La apoptosi o morte cellulare programmata è un fenomeno assolutamente normale che coinvolge i tessuti e gli organi del nostro corpo, grazie al quale esiste un equilibrio tra le cellule nuove e quelle più vecchie o deteriorate. Tuttavia, le cellule tumorali diventano immortali evitando geneticamente i meccanismi molecolari di apoptosi.

Gli scienziati hanno riscontrato che la capsaicina inibisce l’attività di un meccanismo molecolare (l’NF-kB) che è alterato nelle cellule tumorali e che, in condizioni normali, partecipa all’apoptosi o morte cellulare programmata in molti tipi di cellule. La regolazione difettosa del NF-kB da parte delle cellule tumorali è una delle ragioni che ne favoriscono l’eterna sopravvivenza.

Il componente piccante del peperoncino riduce anche la formazione di una proteina che molto spesso viene prodotta in alte quantità dalla prostata e che può indicare la presenza di un tumore alla prostata negli uomini. Questa proteina è conosicuta come antigene prostatico specifico (PSA). 

Dieta o menù per combattere il cancro

Ora che siete a conoscenza delle meravigliose proprietà degli alimenti piccanti che contengono capsaicina, se volete prendere parte alla lotta contro il cancro e alla sua prevenzione, dovete includere nella vostra alimentazione la maggior quantità possibile di ortaggi che contengono questa sostanza, ovvero i peperoncini e lo zenzero. Tenete presente che più un peperoncino è piccante, maggiore è la concentrazione di capsaicina. Non dimenticate che l’ideale è consumare questi alimenti crudi, perché in questo modo si conservano tutte le loro proprietà.

  • Peperoncini: sono la fonte di capsaicina più potente e famosa. Alcune varietà, come i peperoncini Jalapeño o Habanero, hanno registrato i punteggi più alti nella scala di Scolville, che misura il grado di piccantezza.
  • Tabasco: questa salsa commerciale è preparata con i peperoncini piccanti della varietà Tabasco, uno stato del Messico da cui, appunto, prende il nome, a cui si aggiungono aceto e sale. Una goccia di questa salsa nei vosti pasti sarà una vera festa per il vostro palato.
  • Cumino: anche se è molto meno piccante dei precedenti, contiene capsaicina e può conferire un buon sapore ai legumi, oltre ad essere il principale ingrediente del mojo, una salsa tipica delle isole Canarie.

Cumino

  • Curry: uno dei suoi ingredienti principali è la curcuma che conferisce al curry il tipico colore giallo e che contiene piccole quantità di capsaicina.

La capsaicina si rafforza in maniera sinergica con la caffeina, vale a dire che la combinazione di queste due sostanze aiuta ancora di più a prevenire e a curare il cancro, oltre a bruciare i grassi. Se l’idea di inzuppare i peperoncini Jalapeño nel caffè a colazione non vi attira molto, potete assumere capsaicina e caffeina in capsule e risparmiarvi la sensazione del piccante sulla lingua, ma non vi libererete facilmente della sudorazione.

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