Il potere terapeutico delle carezze

3 Aprile 2019
Il contatto umano ha uno spiccato effetto calmante, è un dolce conforto che ci fa sentire integrati e riaffermati.

C’è una parte del nostro corpo sempre in vista, quelle due vivaci compagne con cui lavoriamo, ci laviamo e ci esprimiamo… le mani. Conoscete il potere terapeutico delle carezze?

Accarezzando qualcuno con le mani sviluppiamo quel magico linguaggio attraverso cui possiamo comunicare con quella persona e prendercene cura.

In questo articolo approfondiremo questa grande risorsa sempre accessibile: il potere terapeutico delle carezze.

Il potere terapeutico delle carezze

Mani e carezze

Secondo diversi studi riportati dall’American Journal of Psychiatry, le carezze sono gesti terapeutici pieni di significato, espressioni che esercitano un  grande potere su di noi rispetto a molti farmaci.

Un abbraccio, una mano che ci accarezza il viso o la schiena, favoriscono il rilascio di ossitocina, un ormone in grado di rilassare il corpo che rappresenta, quindi, una grande difesa contro la tristezza e la depressione.

Questi stimoli positivi che riceviamo dai nostri simili hanno un’importanza tale che tutti dovremmo tenerli in considerazione: influenzano la nostra maturità emotiva e anche la nostra evoluzione come persone.

Leggete anche: Consigli neurobiologici per essere felici

L’importanza del contatto fisico

Esistono numerose relazioni su bambini e bambine senza famiglia che disgraziatamente sono stati costretti a vivere in orfanotrofi, dove la povertà, la scarsa attenzione sociale e l’emarginazione hanno lasciato il segno e influenzato la loro crescita.

Si tratta di bambini che smettono di piangere solamente perché perdono la speranza che qualcuno si prenderà cura di loro. Bambini che a volte arrivano all’età dell’adolescenza con disturbi di nevrosi, soffrendo di forme di disadattamento in relazione all’ambiente in cui vivono o sviluppando problemi di personalità.

Tutto ciò ha un peso ancora maggiore se lo confrontiamo con le persone che hanno invece avuto un’infanzia felice, in cui il contatto fisico e le carezze hanno avuto un ruolo importante.

Prendere in braccio i neonati o il contatto pelle a pelle sono aspetti fondamentali per il loro sviluppo emotivo e sociale. È qualcosa che non possiamo dimenticare. I gesti di affetto, come gli abbracci o il semplice contatto di una mano, facilitano la liberazione e l’espressione di emozioni e sentimenti condivisi.

Inoltre, permettono di acquisire maggiore fiducia in se stessi e sono una dimostrazione non solo di affetto, ma anche di attenzione e cura.

Abbracci e carezze

Può interessarvi anche: Gli abbracci fanno bene alla salute emotiva

Le carezze per alleviare lo stress

Il contatto umano ha un evidente effetto calmante, è un dolce conforto che ci fa sentire integrati e riaffermati. Se una persona viene privata del contatto fisico può addentarsi in tunnel di tristezza e isolamento ed è molto facile cadere in depressione.

Questo può capitare a tutte le età: bambini che si sentono abbandonati, coppie in cui manca il contatto fisico e affettivo e che a poco a poco perdono anche il vincolo che le lega fino a lasciarsi, anziani privi di stimoli significativi che diano loro affetto o comprensione…

Gli esempi sono tanti e la base da cui si parte è sempre la stessa: diventiamo le persone che siamo grazie al contatto, all’affetto, alla compassione, alla dolcezza, ai semplici gesti di dare e ricevere.

A volte anche gli animali ci fanno sentire importanti con i loro comportamenti. Pensiamo ai nostri animali domestici, ai cani o ai gatti, che quando arriviamo a casa sono sempre lì ad aspettarci per starci vicino.

In qualche modo ci obbligano ad accarezzarli con la mano e ci dimostrano il loro affetto sincero senza far domande o chiedere spiegazioni. Come se la cosa più importante al mondo fosse semplicemente quello, sentirsi amati. Sentire una carezza.