Il potere terapeutico delle carezze

2 marzo 2014

C’è una parte del nostro corpo sempre in vista, quelle due vivaci compagne con cui lavoriamo, ci laviamo e ci esprimiamo… le mani. Accarezzando qualcuno con le mani sviluppiamo quel magico linguaggio attraverso cui possiamo comunicare con quella persona e prendercene cura.  

Il potere terapeutico delle carezze

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Secondo diversi studi riportati dall’American Journal of Psychiatry, le carezze sono gesti terapeutici pieni di significato, espressioni che esercitano un potere maggiore su di noi rispetto a tanti altri farmaci. Un abbraccio, una mano che ci accarezza il viso o la schiena favoriscono il rilascio di ossitocina, un ormone in grado di rilassare il corpo che rappresenta, quindi, una grande difesa contro la tristezza e la depressione.  

Questi stimoli positivi che riceviamo dai nostri simili hanno un’importanza tale che tutti dovremmo tenerli in considerazione: influenzano la nostra maturità emotiva e anche la nostra evoluzione come persone.

Facciamo un esempio. Esistono numerose relazioni su bambini e bambine senza famiglia che disgraziatamente sono stati costretti a vivere in orfanotrofi, dove la povertà, la scarsa attenzione sociale e l’emarginazione hanno lasciato il segno e influenzato la loro crescita. Si tratta di bambini che smettono di piangere solamente perché perdono la speranza che qualcuno si prenderà cura di loro, bambini che a volte arrivano all’età dell’adolescenza con disturbi di nevrosi, soffrendo di forme di disadattamento in relazione all’ambiente in cui vivono o sviluppando problemi di personalità. Tutto ciò ha un peso ancora maggiore se lo confrontiamo con le persone che hanno invece avuto un’infanzia felice, in cui il contatto fisico e le carezze hanno avuto un ruolo importante.

Prendere in braccio i neonati o il contatto pelle a pelle sono aspetti fondamentali per il loro sviluppo emotivo e sociale. È qualcosa che non possiamo dimenticare: i gesti di affetto, come gli abbracci o il semplice contatto di una mano, facilitano la liberazione e l’espressione di emozioni e sentimenti condivisi. Inoltre, permettono di acquisire maggiore fiducia in se stessi e sono una dimostrazione non solo di affetto, ma anche di attenzione e cura.

Le carezze per alleviare lo stress

Il contatto umano ha un chiaro effetto calmante, è un dolce conforto che ci fa sentire integrati e riaffermati. Se una persona non riceve nessun contatto fisico può addentarsi in tunnel di tristezza e isolamento ed è molto facile che cada poi in depressione. Questo può capitare a tutte le età: bambini che si sentono abbandonati, coppie in cui manca il contatto fisico e affettivo e che a poco a poco perdono anche il vincolo che le lega fino a lasciarsi, anziani privi di stimoli significativi che diano loro affetto o comprensione… Gli esempi sono tanti e la base da cui si parte è sempre la stessa: diventiamo le persone che siamo grazie al contatto, all’affetto, alla compassione, alla dolcezza, ai semplici gesti di dare e ricevere.

A volte anche gli animali ci fanno sentire importanti con i loro comportamenti. Pensiamo ai nostri animali domestici, ai cani o ai gatti, che quando arriviamo a casa sono sempre lì ad aspettarci per starci vicino o accoccolarsi ai nostri piedi. In qualche modo ci obbligano ad accarezzarli con la mano e ci dimostrano il loro affetto sincero senza far domande o chiedere spiegazioni… come se la cosa più importante al mondo fosse semplicemente quello, sentirsi amati. Sentire una carezza.

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