La sindrome di Wendy: prendersi cura degli altri dimenticandosi di se stessa

25 agosto 2015

Quando si parla della sindrome di Wendy, molte persone pensano che la descrizione offerta dalla psicologia popolare su questo comportamento sia un fattore isolato e tipico delle generazioni precedenti. Delle nostre madri e nonne.

Ma non è affatto così. Il bisogno di prendersi cura del proprio partner, di fare tutto per lui e di dare priorità alle sue necessità piuttosto che alle nostre è qualcosa che oggigiorno si verifica molto frequentemente. Sono troppe le donne che commettono l’errore di “amare troppo” il proprio partner, perdendo in questo modo la loro autostima.

Bisogna saper mantenere un limite, un equilibrio. Chiunque può adorare il suo partner, volere molto bene ai propri genitori o amici, ma non bisogna mai arrivare all’estremo e dimenticare le nostre necessità, mettendo da parte la nostra crescita personale.

Oggi parleremo di quest’argomento nel nostro spazio. Scopritene di più sulla sindrome di Wendy.

La sindrome di Wendy, la donna perfetta per Peter Pan

Ricordiamo un po’ le personalità di Wendy Darling e di Peter Pan, nella famosa opera di James M. Barrie. Peter è un bambino che non vuole crescere, che non vuole avere delle responsabilità da adulto e che cerca, prima di tutto, una vita ricca di avventure, senza dover mai entrare in quella sfera di maturità e stabilità.

Peter Pan rappresenta tutti gli uomini immaturi, incapaci non solo di rendersi responsabili delle proprie vite, ma anche di quelle degli altri. E Wendy Darling? Lei è la ragazzina che fin dal primo istante cuce l’ombra di Peter Pan, per evitare che lui la perda di nuovo, che si preoccupar di pulire la sua casa, per ospitare i bambini sperduti… Fa di tutto per gli altri, perché questo la rende felice.

Vediamo ora quali sono le caratteristiche che definiscono le persone con la sindrome di Wendy:

  • Sentono il bisogno di prendersi cura degli altri, perché è in questo modo che sentono di poter fare felici gli altri.
  • Danno priorità alle necessità degli altri piuttosto che alle proprie, e per questo sacrificano le loro passioni e anche ciò che per loro è più importante.
  • Per queste persone, prendersi cura di qualcuno è un modo per offrire amore e lo fanno, quindi, liberamente e perché lo vogliono. Nessuno gli impone di prendersi cura degli altri. Tuttavia, si trovano bene con un partner con la sindrome di Peter Pan, ovvero, uomini immaturi che si lasciano curare, che non vogliono responsabilità e per cui è comodo contare su di una partner che si faccia carico di tutto, bambini inclusi.
Wendy

  • Le persone con la sindrome di Wendy hanno paura, sopratutto, di due cose: che gli altri smettano di sentire il bisogno di loro e di rimanere sole. L’idea di non avere nessuno di cui prendersi cura le terrorizza, perché solo in quel modo loro si sentono utili e offrono amore. Grazie a questo, vedono loro stesse come valorose e indispensabili.
  • Bisogna tener conto di un aspetto importante. È possibile che il prendersi cura degli altri le renda felici, ma arriva sempre un momento in cui si rendono conto che gli altri le stanno manipolando, o che stanno dando troppo in cambio di niente. Arriverà un giorno in cui si sentiranno frustrate e sottovalutate, e proprio in quel momento sorgeranno i problemi. Bisogna fare attenzione affinché questi problemi non si trasformino in depressione. 

Prendersi cura degli altri, preoccupandosi anche di se stesse

coppia

Dobbiamo forse smettere di prenderci cura degli altri? O di preoccuparci per le persone che amiamo? Assolutamente no. Il nostro partner, la nostra famiglia e, specialmente, i nostri figli, sono le persone che formano parte della nostra vita, che ci identificano e che sono i pilastri indiscutibili della nostra quotidianità.

Quindi, in tutte le relazioni bisogna mantenere l’equilibrio e prendere in considerazione i seguenti aspetti:

  • Non dimenticate l’importanza di stimolare la vostra crescita personale, di avere i vostri spazi, le vostre passioni, di difendere i vostri valori e la vostra autostima. Se date tutto agli altri, voi rimarrete vuote. Arriverà quindi l’insoddisfazione, la frustrazione e la tristezza. A cosa serve cercare di rendere felici gli altri se voi siete infelici? A niente.
  • Se siete persone orgogliose di voi stesse, se siete felici, avete uno buona autostima e autonomia per responsabilizzarvi di voi stesse, trasmetterete anche agli altri tutta questa energia positiva, tutte queste bellissime emozioni.
  • Potete prendervi cura del vostro partner e delle persone che amate. Tuttavia, ricordatevi che anche voi meritate attenzioni, riconoscenza e dovete essere valorizzate. Si tratta di un gioco di forze che entrambi dovete vincere e mai perdere. Se siete persone che si sentono felici quando si prendono cura degli altri, ricordate che dovete iniziare prima da voi stessi. Se voi cadete, gli altri cadono. Coltivate la vostra felicità e, solo allora, sarete capaci di offrire felicità.

Ne vale la pena!

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