La temperatura corporea aumenta: quando e perché?

10 Settembre 2020
Vi siete mai chiesti perché la temperatura corporea aumenta quando abbiamo la febbre? Si tratta di un meccanismo di difesa del corpo che, però, provoca sintomi sgradevoli.

La febbre, o piressia, è un sintomo clinico che si manifesta quando la temperatura corporea aumenta superando i valori considerati normali. Si tratta di un meccanismo di protezione con cui tutti noi dobbiamo fare i conti, chi più, chi meno.

Le cause possono essere le più disparate. In numerose occasioni, però, è associata alla presenza di organismi patogeni nel corpo che vengono identificati come sostanze estranee.

Ma perché la temperatura corporea aumenta? A prima vista potrebbe sembrare una reazione controproducente, perché al malessere provocato dal germe si aggiungono anche tutti i sintomi associati alla febbre.

Come ogni risposta fisiologica umana, tuttavia, la febbre possiede un significato evolutivo. In questo articolo vi spieghiamo perché è necessaria per la nostra sopravvivenza.

Che cos’è la febbre?

Parliamo di febbre quando la temperatura corporea aumenta e supera i 37°C. Ciononostante, questo segno clinico può presentarsi attraverso quattro forme diverse:

  • Febbricola: la temperatura corporea non supera i 38°C. Corrisponde al fenomeno che conosciamo come “avere qualche linea di febbre”.
  • Febbre moderata: la temperatura oscilla tra i 38 e i 39°C.
  • Febbre alta: superiore ai 39°C.
  • Iperpiressia: si verifica quando la temperatura è uguale o superiore a 40°C.

In quest’ultimo caso l’individuo è esposto a diverse complicazioni. Può verificarsi la denaturazione delle proteine del sistema nervoso, con relative conseguenze e alte probabilità di decesso se non si adottano immediate contromisure mediche.

Quando la temperatura corporea aumenta parliamo di febbre.
Una temperatura corporea superiore ai 39°C può essere pericolosa se non si adottano le dovute misure.

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Perché aumenta la temperatura corporea e compare la febbre?

Questa reazione del corpo di fronte all’attacco di agenti esterni può rivoltarsi contro di noi se non viene tenuta sotto controllo. Si ripresenta, quindi, la domanda iniziale: perché la temperatura corporea aumenta se può essere rischioso per la nostra vita?

In primo luogo, bisogna considerare la febbre come un meccanismo di difesa ancestrale. L’ipotalamo, la parte del cervello che ha il compito di regolare la temperatura corporea, invia segnali per aumentarla quando rintraccia nel sangue alcune molecole chiamate pirogeni.

Un pirogeno è una qualsiasi sostanza in grado di provocare la febbre. Si tratta generalmente di polisaccaridi oppure di resti o prodotti delle pareti cellulari dei batteri.

Il sistema immunitario, responsabile dell’infiammazione, attiva una risposta protettiva di fronte alla presenza di invasori all’interno del corpo umano. In questo modo, la febbre diventa un ulteriore strumento di difesa.

L’organismo aumenta la temperatura per rendere i microrganismi più sensibili e, dunque, farli morire. Questo perché la maggior parte dei batteri e dei virus che causano infezioni proliferano a 37,5 °C.

Con l’aumento della temperatura, i microrganismi smettono di riprodursi, o per lo meno meno velocemente e con minore efficacia. Così, la loro vulnerabilità di fronte al sistema immunitario aumenta. La febbre, di conseguenza, è un meccanismo evolutivo con una chiara finalità: indebolire i microrganismi patogeni.

Donna con la febbre.
Il malessere della febbre compare a causa dell’alta temperatura corporea.

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La temperatura corporea aumenta: retaggio del passato o meccanismo utile?

La febbre aiuta a combattere le malattie, ma può anche condurre l’individuo alla morte o causare danni irreversibili all’interno di quadri clinici gravi. I medici dovrebbero lasciare che la temperatura corporea aumenti? Fino a che punto?

In ambito medico, il dibattito è ancora aperto. Mentre alcuni professionisti preferiscono mantenere la febbre a livelli moderati per consentire al sistema immunitario di fornire una risposta migliore, altri propendono per favorirne la discesa attraverso l’impiego di antipiretici.

Su questo punto non esiste una risposta unanime. Tutti, però, concordano nell’affermare che bisogna intervenire quando la temperatura supera i 39°C.

Esistono medicinali di banco, come l’aspirina o il paracetamolo, per abbassare la temperatura corporea. Dal momento che la medicina moderna ci offre antibiotici e antivirali per combattere la febbre, un drastico innalzamento della temperatura corporea è poco frequente.

La febbre è un motivo per rivolgersi al medico

La febbre è uno dei meccanismi di protezione che il corpo umano adotta per espellere gli agenti patogeni. Da sola, è in grado non soltanto di uccidere alcuni microrganismi particolarmente sensibili alle variazioni di temperatura, ma riesce anche a indebolire quelli più resistenti.

Soprattutto per i genitori, un aumento di temperatura corporea nei bambini rappresenta motivo di preoccupazione. È bene, tuttavia, distinguere tra la febbricola iniziale, che potrebbe non superare i 38°C, e un aumento eccessivo della temperatura.

In ogni caso, la febbre costituisce un valido motivo per rivolgersi al medico. Se notiamo che la temperatura corporea aumenta, è bene sottoporsi a visita medica per individuare la causa e trattarla nel giusto modo.

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