L’anemia influisce sulle nostre emozioni?

25 gennaio 2017
Oltre a sottrarci energia per svolgere le nostre attività quotidiane, l’anemia può anche danneggiarci sul piano psicologico, toglierci la voglia di relazionarci con gli altri e renderci apatici.

Quando stiamo male, i sintomi si ripercuotono sul nostro stato d’animo e su come ci relazioniamo con chi ci circonda.  

Una patologia nuoce non solo a livello fisico, ma anche emotivo. Nel caso dell’anemia, ci sono anche conseguenze psicologiche che alterano lo svolgimento della nostra vita quotidiana.

Scopritene di più leggendo questo articolo.

Cos’è e da cosa è causata l’anemia?

Prima di parlare degli effetti emotivi dell’anemia, vale la pena ricordare di cosa si tratta. Fondamentalmente è la mancanza di ferro nel nostro organismo.

La definizione medica di questa condizione è: “una bassa concentrazione di emoglobina nel sangue.

Per riscontrarla, è necessario sottomettersi ad un esame del sangue, anche se ci sono pure alcuni segnali che a occhio nudo potrebbero rilevarne la possibile presenza.

Le analisi di laboratorio possono mostrare anche altre alterazioni nel flusso sanguigno, come ad esempio meno quantità di globuli rossi del normale o una diminuzione dell’ematocrito.

Non è corretto affermare che l’anemia è una malattia, si tratta piuttosto di un deficit.

La mancanza di ferro può generare anemia ferropriva, che può essere causata a sua volta da patologie gastrointestinali o perdita di sangue (ad esempio a causa di un incidente o di un sanguinamento mestruale particolarmente abbondante).

Quando soffriamo di anemia ci manca l’energia

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La stanchezza è uno dei sintomi della mancanza di ferro nel sangue.

La svogliatezza va al di là del voler rimanere a letto un giorno di pioggia o di avere difficoltà ad alzarsi dal letto quando suona la sveglia. Si tratta di non poter realizzare un’attività senza agitarci o di non avere abbastanza forze per svolgere i nostri obblighi quotidiani.

Consultate questo articolo: 10 ladri della vostra energia

Altri segnali dell’anemia percettibile a occhio nudo sono:

  • Viso pallido.
  • Eccessiva caduta dei capelli.
  • Unghie che si rompono facilmente.

C’è chi mette in pratica una tecnica per determinare se i globuli rossi sono scarsi: guardare la parte interna inferiore degli occhi. Se sono molto bianchi, è possibile che si tratti di anemia. Ovviamente non si tratta di un metodo scientifico, ma di solito è un dato abbastanza preciso.

Tra le conseguenze dell’essere anemici, vale la pena mettere in risalto anche disturbi neurologici quali alterazioni della vista o mal di testa, vertigini insonnia e periodi mestruali non regolari.

Come ci danneggia l’anemia a livello emotivo?

la stanchezza ragazza che sbadiglia

Oltre alle conseguenze della mancanza di ferro per la salute fisica, un aspetto molto importante e che forse i medici non tengono in considerazione, è l’alterazione dei livelli emotivi e psicologici causati da questa patologia.

Il malessere è molto comune e può portarci a sentirci male con noi stessi e con chi ci circonda. 

L’anemia può sfociare in una difficoltà nel prendere decisioni e nel non essere certi di cosa si voglia dalla vita.

Non c’è sfida o motivazione sufficiente a farci alzare dal letto o uscire per strada.

Le persone anemiche soffrono di ciò che viene chiamata una “stanchezza non specificata”. Per quale motivo la chiamiamo così? Ebbene, perché non si può attribuire a nessuna malattia o situazione concreta.

Non si ha voglia di fare nulla e non si presentano altri sintomi dovuti a un problema di salute passeggero. Semplicemente “manca la voglia”.

Neppure il soggetto stesso riesce a determinare il perché di tale reazione, e ciò genera malessere ed insoddisfazione. Può anche sfociare in rabbia contro se stessi e nella sensazione di non essere capaci di svolgere alcuna attività.

Lo scoraggiamento e lo svogliamento sono due conseguenze dirette dell’anemia. Ciò senza dubbio danneggia tutti gli ambiti della vita.

Magari ciò che ieri ci piaceva fare, oggi non riusciamo neppure a incominciarlo o comunque suppone un grande sforzo da parte nostra.

L’anemia e i problemi lavorativi

A volte è difficile per tutti alzarsi presto, adempiere agli obblighi o sopportare il capo. Per le persone che hanno un deficit nei livelli di ferro, però, questa è una regola piuttosto che un’eccezione.

Irritabilità, difficoltà a concentrarsi sul lavoro, problemi di comunicazione o non essere proattivi sono segnali da non ignorare.

Se, ad esempio, una persona si distrae in qualsiasi occasione, se le è difficile trovare le parole adeguate, realizzare un semplice calcolo o se dimentica ciò che deve fare, magari lo si deve a quella mancanza di energia relazionata all’anemia.

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Come danneggia l’anemia la nostra vita personale?

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Se ci si sente male al lavoro a causa della mancanza di ferro, certamente il disagio non scomparirà una volta tornati a casa. In moti casi si incrementano le situazioni in cui non si ha voglia di fare nulla.

La pulizia, la cena, lo sport, le riunioni familiari, l’università. Tutto sembra giocare contro di noi.

È sempre più difficile trovare l’incentivo sufficiente a farci alzare dal divano o dal letto durante il fine settimana, anche se fuori il sole è raggiante e il programma tra i più interessanti.

In quanto familiari di una persona che prova tali sintomi dobbiamo, in primo luogo, incitarla a realizzare gli esami medici che possano rivelare le sue condizioni precise. 

Nel frattempo, possiamo aiutarlo incitandolo a fare piccole cose che le apportino energia: una passeggiata al parco, un po’ di musica, un dolce, ecc.

Tutto serve affinché ritrovi le forze e possa godersi la vita.

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