L’ombelico: una grande fonte di batteri

23 marzo 2014
I microbatteri del nostro ombelico possono essere considerati un meccanismo di difesa contro i patogeni.

Uno studio dettagliato di ciò che “vive” all’interno dell’ombelico di ogni essere umano ha evidenziato la presenza di centinaia di organismi. In base ad una nuova ricerca, l’ombelico è una grande fonte di batteri, la casa ideale di almeno 60 specie tra funghi, batteri e lieviti.

Anche se questa ricerca ha rilevato la presenza di 60 o 70 specie di batteri in media per ogni persona, ne sono state trovate in generale 1400 specie; di conseguenza, le differenze tra gli individui sono notevoli, come sostiene il Professor Rob Dunn, ricercatore presso l’Università statale della Carolina del Nord.

Finora, Dunn e i suoi colleghi hanno raccolto campioni dii batteri della pelle di 391 soggetti. Lo studio ha coinvolto sia uomini sia donne, di età, origine e abitudini igieniche diverse. I ricercatori non hanno studiato solamente campioni di batteri, ma hanno scoperto anche la presenza di alcuni interessanti funghi e lieviti.

Gli studiosi, attraverso la coltura microbiologica, hanno confermato l’esistenza di questi organismi e hanno determinato il processo di sequenziamento del DNA di ogni specie. I risultati preliminari dimostrano che il numero di microrganismi varia notevolmente da persona a persona.

Fino ad oggi, non c’è una spiegazione chiara del perché le persone si differenziano così tanto per quanto riguarda le comunità batteriche. Le differenze emerse da questo studio non coincidono facilmente con il genere, l’etnia, l’età o la frequenza di pulizia e igiene personale. Si tratta di qualcosa di più.

Ad ogni modo, i ricercatori sono giunti alla conclusione che un gruppo relativamente ristretto di batteri è condiviso dalla maggior parte delle persone, al quale si aggiungono centinaia di altre specie rare e diverse da persona a persona.

Secondo Dunn, è possibile che la maggior parte delle persone condivida le specie comuni, ma che, per quanto riguarda le specie rare, queste dipendano dalle nostre storie individuali e sono intrinsecamente imprevedibili.

Questi batteri sono una difesa

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I ricercatori hanno scelto di studiare l’ombelico in parte perché vi si annidano numerosi organismi che non sono stati alterati da detergenti, lozioni, luce ultravioletta ed altre cose.

Anche se molte persone sono convinte di dover lavare bene l’ombelico, Dunn sostiene che questi organismi, presenti anche sugli avambracci, sulle mani e su tutta la superficie del nostro corpo, svolgono una funzione importante.

Costituiscono una specie di prima linea di difesa contro gli agenti patogeni che si posano su di noi, una sorta di esercito che vive sulla nostra pelle, il quale, appena si scontra con l’agente patogeno appena arrivato, ha come prima reazione quella di combatterlo. Un essere umano che abbia eliminato con successo tutti i microbi dal suo corpo potrebbe correre il rischio di contrarre un’infezione mortale della pelle.

Cambiano il nostro comportamento

La Professoressa Elizabeth Archie, dell’Università di Notre Dame, e il suo collega Kevin Theis hanno analizzato le comunità microbiche di esseri umani e di altri animali. Hanno rivelato che i batteri possono perfino modificare il comportamento dei loro portatori.

Gli steroidi ed altri elementi chimici naturali che si trovano sotto le ascelle sono un esempio di questa caratteristica. Questi composti sono i principali prodotti del metabolismo batterico e possono dare origine a tutti quegli odori che influenzano il nostro modo di interagire con gli altri.

Ad esempio, alcuni Corynebacterium metabolizzano il testosterone per produrre un muschio, di odore simile all’urina, mentre altri metabolizzano sebo e sudore per produrre un odore simile a quella della cipolla. Secondo questi ricercatori, ci sono prove evidenti che dimostrano che i batteri producono un odore forte e che l’odore delle ascelle serve da segnale di riconoscimento tra gli esseri umani.

Questi segnali, a loro volta, sembrano aiutarci a distinguerci tra gli individui. Le madri, per esempio, non hanno alcun problema a riconoscere i propri figli solo dall’odore delle ascelle. Anche se esistono vincoli familiari ed affettivi, le nostre più intime relazioni interpersonali sono ancora i misteriosi microrganismi.

Immagine per gentile concessione di Jorge Anguita.

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