Non posso né voglio tornare al passato, sono una persona diversa

4 ottobre 2016
Anche se non ci credete, siamo persone diverse rispetto al passato. Esso ci ha fornito alcuni insegnamenti, tramite l'allegria e la tristezza, e ci ha reso più saggi.  

Il passato non può essere cambiato. Non una minima parte di ciò che abbiamo detto, fatto o è successo può essere modificata. Tuttavia, il passato ci è servito anche a diventare chi siamo oggi.   

Alcune persone non sono in grado di accettare il loro passato. Gli errori commessi, i fallimenti sofferti e le disillusioni provate sono ferite ancora aperte, che impediscono di andare avanti in modo sano, di godere del “qui ed ora”.

Nonostante non sia affatto facile prendere consapevolezza di ogni atto commesso o di ogni cosa o persona persa durante il nostro cammino vitale, dobbiamo capire che uno dei più grandi sbagli che commettiamo è, senza ombra di dubbio, rovinare il nostro presente ricordando un passato che ormai non ha più futuro.  

Vi invitiamo a riflettere su questo.

Il passato non ha niente di nuovo da offrirvi

Il passato bussa spesso alle nostre porte. Può farlo sotto forma di ricordi, di persone che cercano di spaccare i vetri delle nostre finestre, chiedendoci di essere gli stessi di un tempo, coloro che versavano tante lacrime per chi non le meritava.

Non permettetelo. Ogni volta che il passato busserà alle vostre porte, sappiate che non ha niente di nuovo da offrirvi, perché le vere opportunità per essere felici cominciano ora, in questo momento.

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È ora di ricominciare a camminare

Vivere significa liberarsi continuamente di cose o persone per poter andare avanti.

Vi siete lasciati alle spalle false amicizie, familiari che non conoscevano la felicità, luoghi, lavori e cose per prendere nuovi treni, pieni di opportunità.   

  • È ora di ricominciare a camminare, di chiudere alcune porte.Lo faremo con un po’ di tristezza. Ad ogni modo, alcune emozioni che non dovremo alimentare quando chiuderemo dei cicli sono il rancore, l’odio e la frustrazione.
  • Capite che chi desidera davvero superare il suo passato deve liberarsi da qualsiasi peso, e l’odio è, senza dubbio, il peso più grande, il sentimento che ci rende prigionieri di chi ci ha feriti, di chi non ci ha voluto bene.
  • Fate un passo verso il futuro liberi dai risentimenti e da quelle emozioni negative che distruggono le vostre opportunità di essere felici.

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Amate il vostro presente accettando il vostro passato

Siete persone complete. Ognuna delle vostre esperienze passate e presenti fanno parte di un tutt’uno che dovete amare, capire e rispettare.

  • La terapia Gestalt, un approccio appartenente alla psicologia umanista, ci ricorda che siamo organismi unitari, che dobbiamo essere consapevoli del qui ed ora, accettando il passato e il presente.
  • Chi vive evocando continuamente il passato e respirando solo nostalgia si dimentica del presente. Si favorisce così una disconnessione dalla realtà e delle nostre personali necessità.
  • Tutto questo, che ci crediamo o meno, ci fa ammalare, perché la depressione ha, spesso, come origine la fissazione disperata del passato, quella mancanza o convinzione che ci “sradica” del tutto dal presente.

Dobbiamo essere capaci di amarci per come siamo, anche per gli errori che abbiamo commesso in passato, perché ci hanno permesso di capire e di dare forma alle persone che siamo diventati.

Guardando un passato che non tornerà perdiamo milioni di strade da percorrere

Nonostante ognuno di noi abbia perso molte cose nel cammino passato, l’unico modo per recuperare e riparare a quei danni è vivere il “qui ed ora” e percorrere tutte quelle strade in modo più saggio, con coraggio.

Per riflettere su questo aspetto, possiamo pensare ad una tecnica ancestrale che i giapponesi utilizzano quando devono riparare gli oggetti di porcellana rotti.

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Quando si rompe una tazza, i giapponesi capiscono che non tornerà più come prima. Il passato è passato e definisce il presente. Ciò nonostante, ci dà anche l’opportunità di essere più forti, migliori.

Per questo motivo, la porcellana rotta viene ricostruita grazie alla tecnica del Kintsugi. Si utilizza una speciale colla, che viene poi ricoperta con una polvere dorata o argentata.

Ogni crepa è decorata e colorata, in modo che la porcellana rotta risulti ancora più bella e luminosa e, inoltre, racconti una storia eccezionale.

Anche noi dobbiamo mettere in pratica questa tecnica. Lungi dal lamentarci o rifiutare il nostro passato, dobbiamo accettarlo nel nostro presente con forza, con resilienza.  

Provate anche voi a dipingere di dorato le vostre ferite, non nascondetele, non abbiatene vergogna…   

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Non siete le stesse persone di ieri; siete persone migliori, più coraggiose e capaci. Persone degne di continuare ad andare avanti, in cerca di nuove opportunità.

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