Perché è importante combattere la stitichezza?

9 dicembre 2014
La stitichezza fa si che, non eliminando le sostanze nocive, queste passino al sangue tramite le pareti intestinali. Si tratta di tossine e veleno che possono provocare malattie gravi.

Quante volte al giorno evacuate? Sapevate che l’ideale è farlo dopo ogni pasto? Tuttavia, ci sembra normale andare al bagno una volta al giorno e in tanti casi nemmeno quella, per questo si ricorre a farmaci lassativi.

In questo articolo vi parleremo della stitichezza e dei motivi per cui è importante trattarla, possibilmente con l’alimentazione e/o integratori naturali, per prevenire molti problemi di salute in futuro.

Cosa succede in caso di stitichezza?

Quando soffriamo frequentemente di stitichezza e non per motivi di circostanza (come un cambiamento nell’alimentazione, lo stress, etc.), i resti dei cibi non evacuati si accumulano nell’intestino, aumentando la proliferazione dei batteri. Alcuni di questi batteri non sono pericolosi se c’è un equilibrio, ma se aumentano e i residui di cibo fermentano o marciscono, potremmo andare incontro a certi problemi di salute di cui vi parleremo in questo articolo.

Assorbimento delle tossine

I nutrienti raggiungono il flusso sanguigno attraverso le pareti del colon. Sfortunatamente, in caso di stitichezza, le sostanze che arrivano al sangue attraverso le pareti intestinali sono tossine ed elementi nocivi che si distribuiscono in tutto l’organismo. Questo porta alla progressiva autointossicazione del corpo, provocando malattie degenerative o croniche, infiammazioni, cisti o tumori, problemi alle articolazioni, problemi della pelle, sforzo eccessivo di fegato e reni, etc.

Proliferazione di parassiti

I parassiti intestinali compaiono all’interno di un intestino pieno di tossine, come vi abbiamo già anticipato. Tra i più comuni, ricordiamo la Candida, ma anche la Giardia lamblia (responsabile della giardiasi o lambliasi), gli ascaridi (responsabili dell’ascaridiasi), la tenia o verme solitario, che, in genere, provocano i seguenti sintomi:

  • Alterazione dell’appetito (fame eccessiva o mancanza di appetito senza motivo apparente)
  • Occhi gonfi
  • Ansia e nervosismo
  • Bruciore sulla punta del naso, zona degli occhi e zona anale
  • Pupille dilatate
  • Peggioramento dei disturbi intestinali (stitichezza, diarrea)
  • Insonnia senza apparente ragione
  • Stanchezza
  • Mal di testa

Occhio-Mukleman

Infiammazione delle pareti intestinali

Se sporadicamente soffrite di stitichezza, non allarmatevi. Tuttavia, se lamentate questo problema da sempre oppure per lunghi periodi, allora dovete intervenire perché potrebbe provocare una progressiva infiammazione delle pareti intestinali, che non farà altro che peggiorare con l’assunzione di farmaci lassativi o anche di lassativi naturali irritanti, come la senna.

Le pareti intestinali, inoltre, sono collegate al sistema immunitario, quindi se risultano infiammate, è possibile manifestare frequentemente anche i sintomi di raffreddore, tonsillite, influenza, allergie, etc.

Quindi… quante volte?

Se fate tre pasti al giorno, dovreste evacuare tre volte e in maniera regolare. È, però, un’utopia per la maggior parte delle persone. Due volte al giorno saranno sufficienti per assicurarvi del buon funzionamento del vostro intestino. Poi dipende anche dalla quantità che si evacua.

Che aspetto devono avere le feci?

Ci sono altri parametri da tenere in considerazione, oltre alla frequenza con cui si evacua nell’arco della giornata, ovvero:

  • L’odore: le feci non dovrebbero avere un odore forte. Al contrario, sappiate che è sintomo della putrefazione o fermentazione degli alimenti che non sono stati digeriti correttamente. È anche vero che alcuni alimenti possono alterare l’odore delle feci, come la cipolla o il cavolo.
  • La consistenza: dovrebbero essere normali, né troppo secche e dure (come in caso di stitichezza) né troppo morbide (come quelle di chi segue una dieta vegetariana).
  • Il colore: il colore dovrebbe essere sul marrone, ma alcuni alimenti come la barbabietola o gli ortaggi a foglia verde possono alterare il colore delle feci.
  • Galleggiano? Alcune feci galleggiando nell’acqua del WC e il motivo potrebbe essere un eccesso di gas gastrointestinali o un cattivo assorbimento dei grassi. Nel primo caso, bisogna imparare a masticare meglio, evitare gli alimenti che causano flatulenza e fare attenzione ad eventuali intolleranze alimentari. Nel secondo caso, l’assimilazione dei grassi è direttamente collegata al fegato e alla cistifellea, quindi è possibile ricorrere a qualche pianta medicinale che aiuti questi organi, come il boldo, il cardo mariano o il dente di leone.

Quando evacuate, dovreste poterlo fare senza sforzo e senza rimanere poi con la sensazione di non aver svuotato l’intestino.

Prima di procedere con qualsiasi trattamento, vi raccomandiamo di consultare il vostro medico o uno specialista.

Immagini per gentile concessione di relaxingmusic, Mukleman.

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