Perché parliamo nel sonno?

13 gennaio 2017
È importante tenere presente che quando parliamo nel sonno, le parole pronunciate fanno parte del nostro subconscio e non sempre riguardano fatti reali. 

Vi hanno mai detto che parlate nel sonno? Vi hanno addirittura detto che durante il sonno siete capaci di avere una conversazione con chi vi circonda o al telefono?

Volete sapere perché parliamo mentre dormiamo? Ve lo sveliamo in questo articolo.

Parlare nel sonno: avrò detto qualcosa di inopportuno?

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Quando qualcuno che ha dormito nella nostra stessa stanza ci dice che parliamo nel sonno, la prima reazione che abbiamo è di negazione, subito dopo, però, ci chiediamo se abbiamo detto qualcosa di imbarazzante.

Solo in seguito ci interroghiamo sul perché di questo particolare fenomeno. La buona notizia è che esiste una spiegazione scientifica ben precisa. 

Parlare nel sonno non ha nulla di straordinario. I discorsi notturni sono inconsapevoli e, nella maggior parte dei casi, si limitano a semplici orazioni senza senso che durano al massimo qualche secondo, anche se ovviamente ci sono eccezioni, persone che possono parlare e straparlare in varie occasioni di notte.

Questa situazione è più normale di quanto si possa pensare, soprattutto nei bambini e negli adolescentiPuò dipendere da vari fattori come, ad esempio, aver avuto una giornata molto pesante, essere stressati e non esprimere le proprie emozioni.

Tuttavia, se siamo adulti o anziani e parliamo nel sonno tutte le notti o per diverso tempo, bisogna cominciare a considerarlo un disturbo del sonno.

Ciò può essere dovuto ad un’esposizione prolungata a stress, tensioni e stanchezza sia fisica che mentale. Altri problemi relazionati a questa condizione sono il bruxismo e il sonnambulismo.

Non dimenticate di leggere: Soffrite di stress o avete un disturbo d’ansia?

Sonniloquio: la sindrome di parlare nel sonno

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Questo disturbo, che si verifica durante le ore di sonno, non viene considerato un problema che comporti conseguenze psicologiche o mediche né inconvenienti per chi ne soffre (salvo il fatto che si possano fare dichiarazioni importanti mentre si dorme).

Potrebbe essere considerata semplicemente una caratteristica propria di una persona quando dorme.

Il sonniloquio avviene in due momenti del riposo. In primo luogo durante la fase REM (dalla sigla inglese Rapid Eye Movement) e poi nella fase NON-REM.

Nella prima i neuroni lavorano in modo molto simile a quando siamo svegli. Per questo motivo, questa fase è nota con il nome di “sonno paradosso”, perché le esperienze oniriche si sviluppano con maggiore intensità.

Nella fase REM, inoltre, avviene una rottura del sonno. Ciò significa che la bocca, la gola e le corde vocali (che erano inattive) “si attivano” e lavorano per qualche secondo.

È proprio in quel momento che le parole che pronunciamo mentre dormiamo vengono dette “a voce alta”. Nella fase NON-REM, invece, parliamo a causa dei sogni transitori. Ciò avviene perché siamo semi-svegli e i meccanismi di veglia ci consentono di parlare.

A differenza di ciò che avviene quando siamo al 100% svegli, le parole o le frasi pronunciate in questa fase non hanno molto senso.

Che fare se parliamo nel sonno?

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Se abbiamo un partner o se dividiamo la stanza con qualcuno, probabilmente queste persone cercheranno di decifrare le nostre parole.

Possiamo dire, però, che si tratta di uno sforzo inutile. Il motivo? Non siamo consapevoli di quello che diciamo.

Il contenuto del discorso è quasi incomprensibile nella sua interezza e dura pochi secondi. Possono essere parole isolate, farfugli o riferimenti alle nostre esperienze giornaliere (relative alla giornata appena trascorsa o a quelle passate).

È importante capire che si tratta di manifestazioni incoscienti che non sempre hanno a che fare con i nostri pensieri o sentimenti, esattamente come succede con i sogni.

Volete saperne di più? Leggete: Come addormentarsi in meno di 1 minuto

Per questo motivo, sia chi parla nel sonno sia chi ascolta, non deve preoccuparsi o dare troppa importanza a ciò che si dice.

Tali parole sono frammenti di cose viste lo stesso giorno o magari due settimane prima o l’anno passato. Non possiamo sapere quando il nostro cervello recupererà queste informazioni.

Il sonniloquio non è un problema grave che richiede un trattamento psicologico. L’unica preoccupazione riguardo al fatto di parlare nel sonno è quella di dire qualcosa di imbarazzante che possa causarci problemi.

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Se il nostro partner ha il sonno leggero, forse potrebbe esserci qualche problema. Sarebbe la stessa cosa, però, se russassimo o avessimo un incubo.

Magari se il fenomeno si presentasse improvvisamente dopo i 25 anni e si ripetesse più volte nel corso della settimana, potremmo pensare di consultare uno specialista.

Potrebbe trattarsi, infatti, di una paura, di un problema emotivo o di eccessivi livelli di stress.

Tra i trattamenti più utilizzati per evitare il sonniloquio cronico, troviamo abitudini rilassanti da adottare prima di andare a letto come:

  • Farsi una doccia calda
  • Ascoltare musica classica
  • Leggere

Per non parlare nel sonno, è necessario evitare: 

  • Alcolici o bevande zuccherate
  • Fare esercizio fisico dopo il tramonto
  • Film o notiziari che possano accelerare la nostra attività cerebrale (per esempio gli horror).

RIFERIMENTI

Perché parliamo nel sonno?

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