Prurito alla pelle: cosa significa?

· 1 giugno 2015

Vi siete mai chiesti perché spesso ci grattiamo? Ci sono diversi motivi che spiegano il prurito alla pelle. Se volete sapere perché la pelle prude, allora continuate a leggere questo articolo.

Senza rendercene conto, le unghie e le dita grattano diverse parti del corpo. Forse proprio ora che state leggendo questo articolo vi state grattando, perciò prestate attenzione. Non è necessario soffrire di qualche malattia per giustificare il prurito alla pelle, grattarsi è una reazione naturale del corpo (dopo un segnale inviato dal cervello) per dare sollievo alla sensazione di prurito.

Perché la pelle prude?

Il nostro corpo è ricoperto in media da 2 metri quadrati di pelle, per questo la pelle è considerata l’organo più esteso. È costantemente e direttamente esposta a molti agenti esterni. Come per altre parti del corpo, anche la pelle ha i suoi meccanismi per difendersi da ciò che considera una minaccia.

Il”prurito” e non è altro che un segnale d’allarme da parte del nostro corpo.

Cosa può costituire una minaccia per l’epidermide? Qualsiasi tipo di stimolo, come la polvere presente nell’aria, il contatto con i capelli o gli indumenti, la puntura di un insetto, la sudorazione, frammenti di foglie o fiori, etc. Tutto ciò che entra in contatto con la pelle risveglia alcuni recettori che inviano un segnale d’allarme al cervello, il quale risponde con una sensazione specifica: quella del prurito.

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Per trovare sollievo dal prurito, ci grattiamo. Il problema è che potremmo peggiorare la situazione, specialmente se le dita o le unghie sono sporche, ad esempio, oppure se esercitiamo troppa pressione sull’epidermide. Se il prurito è molto più serio e ci provoca un vero fastidio, allora potrebbe trattarsi di una reazione allergica. Altri motivi per cui ci grattiamo costantemente la pelle potrebbero essere ansia, nervosismo, stress o angoscia.

Principali cause del prurito alla pelle

  • Mancanza di idratazione
  • Dermatite
  • Psoriasi
  • Rosacea
  • Sudorazione eccessiva
  • Mancanza di igiene
  • Irritazione
  • Reazione allergica
  • Uso di prodotti chimici troppo aggressivi
  • Punture di insetti
  • Acari e altri microganismi
  • Stress
  • Nervosismo
  • Ansia
  • Effetti collaterali dei farmaci
  • Basse temperature

Diversi studi rivelano che esistono neuroni nel cervello che hanno un compito specifico: segnalare quando sta succedendo qualcosa alla pelle che può causarci problemi. Nel 2007 un gruppo di scienziati dell’Università di Washington (Stati Uniti) ha scoperto che siamo dotati di cellule nervose che si occupano esclusivamente di gestire la sensazione del prurito. I risultati dello studio portato a termine da un biologo, da uno psichiatra e da un anestesista sono stati pubblicati sulla rivista “Science”.

Gli stimoli prodotti dal prurito vengono captati dalle fibre nervose disseminate in tutto il nostro corpo sotto la pelle. Queste inviano un segnale al cervello attraverso il midollo spinale. È lì che i neuroni ci fanno rendere conto che qualcosa prude. Queste terminazioni hanno anche il compito di avvisarci in caso di dolore.

Grattarsi o non grattarsi, questo è il problema

Quando ci grattiamo, con questo gesto automatico stiamo rispondendo allo stimolo di qualcosa che ci sta dando fastidio, per dirlo in termini semplici. Questo segnale ci informa che qualcosa ci sta provocando irritazione alla pelle. Quando ci grattiamo, quindi, stiamo donando sollievo alla zona in questione, in un certo senso eliminiamo l’agente aggressore. Il corpo smette di essere in allerta e non invia più segnali di prurito.

Un’altra conseguenza del grattarsi è quella di distrarsi dalla sensazione di prurito. Tuttavia, stimoliamo una zona più ampia di quella che prudeva, quindi in realtà potremmo estendere la minaccia e il prurito.

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La stessa cosa accade quando tossiamo o starnutiamo, grattarsi è una reazione ad uno stimolo che non possiamo controllare. Di conseguenza, è bene tenere presente ad esempio cosa ci provoca prurito e cercare di eliminarlo o evitarlo.

Un’altra ricerca, in questo caso condotta presso la Wake Forest University di Winston Salem, negli Stati Uniti, ha analizzato attraverso immagini di risonanza magnetica cosa succede al cervello quando ci grattiamo. I partecipanti dovevano utilizzare uno spazzolino con cui grattarsi la gamba per 30 secondi e poi riposare altri 30 secondi.

Con grande sorpresa, il gruppo di ricercatori ha scoperto che certe zone del cervello, associate ai ricordi e alle emozioni sgradevoli, sono quelle che si “disattivano” quando ci grattiamo. Forse questo significa che quando ci grattiamo stiamo favorendo una sensazione di sollievo e di tranquillità.

Perché la pelle prude di più durante l’inverno?

Molte persone manifestano una maggiore sensazione di prurito durante i mesi più freddi dell’anno. Questo è dovuto al fatto che l’epidermide si secca a causa delle basse temperature, del vento o della neve. Il prurito si avverte soprattutto sulle mani e sul viso, le zone del corpo a maggior contatto con il freddo. Tuttavia, potrebbe essere dovuto anche al fatto che durante l’inverno usiamo più acqua calda rispetto all’estate e questo sbalzo di temperatura secca ancora di più la pelle; in altri casi può comparire una forma di dermatite se la pelle entra in contatto con saponi o detergenti. In inverno, inoltre, indossiamo più indumenti e questo impedisce alla pelle di respirare come dovrebbe. La sensazione di prurito potrebbe anche essere legata al tipo di materiale dei vestiti che indossiamo, come ad esempio la lana.

Una buona idea per non grattarsi e peggiorare la situazione è applicare impacchi di ghiaccio sulla zona in cui si avverte la sensazione di prurito oppure optare per impacchi di camomilla, così come ungere la zona in questione con dell’argilla verde. Non dimenticate, infine, i meravigliosi benefici dell’aloe vera per la salute della pelle.

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